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June 20 City of Blinding LightsPerchè la vita l'è bela, l'è bela..
Milano.. volerti, cercarti, conquistarti, lasciarti.. per un attimo, per un battito di ciglia o per sempre.. Si abitano spesso posti che non sentiamo nelle nostre vene, luoghi ameni ai più e meno per noi, luoghi ambiti ma non afferrabili.. Milano è un po’ così: magicamente assemblata per il lavoro, popolata da trilioni di formichine veloci, operose e frettolose, mosse dall’obbligo di produrre e povere di rapporti interpersonali.. non tutti, non solamente.. Io amo Milano, sono cresciuta qui.. molto più e più velocemente di quanto non avessi fatto nei 22 anni precedenti al mio arrivo, si, più in fretta in 4 anni che in 22.. forse per l’età di transizione, forse per la velocità di eventi che si sono susseguiti, forse per la durezza che la grande città ti porta a fronteggiare.. Io non sono fatta per fissare radici in un luogo, sono più per i viaggi e le scoperte continue, per le valigie mai disfatte e per i km di autostrada.. facce nuove e sconosciute, sguardi da scoprire, storie e paesaggi non soliti.. Milano è un po’ così, tante persone, tante possibilità, nessuna noia.. strano come la perenne non-noia si trasformi presto in stress e incapacità di scavare in profondità.. Milano ti permette di avere tutto, spesso subito, occasioni che ti rincorrono, treni che passano, sempre se sei sulle rotaie pronto a farti investire, cultura che si mescola a night life, musica, parole e suoni.. suoni a volte acidi, come quelli dei tram sulle rotaie, o dei clacson delle auto che schizzano via.. motorini come diavoletti che fuggono.. chissà dove.. Milano è colorata nei parchi, negli interni delle case e nelle feste, ma grigia nelle pareti degli edifici.. non c’è un colore unico che la identifichi, non è come Siena, che è uniformemente color ocra, o meglio terra di Siena, appunto.. Milano è multi color, e a volte fretta e paura la ingrigiscono agli occhi di chi non vuole capirne l’essenza per conoscerla meglio.. è la città delle stelle che si oscurano per viverci, e che covano e intensificano la propria luce nel privato.. Milano quest’anno è la culla dello scudetto e della Champions League, quando ci sono venuta a vivere era solo la patria dei detentori di quest’ultima, gli stessi di oggi, gli stessi che io tifo fin da piccola.. coincidenze.. Milano per me si identifica nella casa in cui mi sono trasferita, piccola quanto basta per racchiudere i miei sogni, troppo desolata a volte, troppo protettiva altre, troppo potente altre ancora.. Milano si dipinge bene nei navigli sotterrati, ha segreti da raccontare, feste private da scoprire, pareti di mura sottili e silenziose che mascherano chi vi si avvolge.. Milano è rumore continuo, che assorda le note che brillano singolarmente.. è la patria dell’innovazione dell’arredamento, delle tendenze della moda.. è la tomba delle tradizioni e delle amicizie sane, a volte.. Milano è mascherata, si nasconde dietro ad un aspetto rutilante e veloce, quando invece nel profondo è sempre domenica, quando la città evolve radicalmente, torna ad essere popolata dai suoi veri cittadini, torna a risplendere di sé stessa, anziché della luce che il progresso le infonde.. Milano è il passato, nel teatro di Streheler, nelle pieces di Gino Bramieri e nelle ballate di cementano e Cochi e Renato, il presente è in Corso Sempione, a Cologno Monzese e nelle soavi note cantate da Biagio Antonacci, il futuro è nello stadio di San Siro, nella Fiera, nel Pirellone e nel rock moderno e sognante dei Finley.. Milano è tutto e nulla, l’immenso che vedi scorrere più veloce di te, e che capisci di dover imparare a tue spese a cogliere per goderne.. Milano è il vuoto che ti assale quando scopri che non conosci i tuoi vicini, perché i rispettivi lavori ti privano della facoltà di viverli.. è la città del cabaret e del design.. Milano è tanti piccoli mercati, tante vie che si incrociano, decine di etnie che convivono senza troppi problemi e migliaia di attività piccole da scoprire negli angoli più impensati.. Milano è fatiscente ed evocativa nei palazzi liberty di Viale Majno, degradata nelle vie di quella periferia il cui confine ormai non esiste più, fredda nelle cantine polverose delle palazzine antiche, ottocentesca in Via Torino, ed è vera nella casine di riviera nei navigli.. Milano è nelle lussuose feste della settimana della moda, quando viene assalita da poco attenti avventori, che la consumano fino all’osso, lasciandola sola per il resto dell’anno, come un’amante abbandonata.. Milano è centinaia di pendolari che affollano stazioni, mezzi pubblici e tangenziali, e che la intendono solo per il suo valore economico-commerciale.. Milano è spesso il fulcro di tutto ciò.. Milano sono le feste nelle discoteche più famose d’Italia, tanto celebri e ben organizzate quanto, spesso, scadenti in quanto ad arredamento e cura della clientela.. Milano è fatta di locazioni abitative e commerciali che si accavallano e susseguono, come le stagioni, e questo mercato detta i prezzi per il tenore di vita in generale, sempre troppo alto rispetto alle altre città italiane.. Milano è racchiusa in un accento spesso criticato, ma da me amato e familiare, delicato e mai volgare.. è nel sapore del vino rosso frizzante, e nei mille ristorantini tutti diversi tra loro.. negli aeroporti e nei negozi immensi dove puoi trovare di tutto, se solo ci fosse meno traffico per raggiungerli.. Milano è ricerca e laboratorio, Roma è scenografia.. Milano pullula di studi di registrazione e ripresa.. A Milano devi imparare a pensare, la mente è la prima cosa che a volte va in tilt se non riesci a veicolare il flusso dei tuoi pensieri.. Milano è gente che affolla le autostrade all’inizio del weekend per abbandonarla, dopo il lavoro, per fuggire da lei, ed è allora che lei rinasce e si rappacifica.. Milano non è solo il Duomo, che tutti conoscono, come lo smog.. Milano è il Castello Sforzesco, che chiude in sé storia, arte e mestieri d’ogni genere, luogo ameno più ai cittadini che ai turisti e ai lavoratori.. Milano è da svelare lentamente.. si rivela a te solo dopo che dimostri di aver preso confidenza col tuo e poi col suo andazzo.. ti svela formiche che escono dalla massa, visioni sconosciute, gente che conosce gente che tu conosci da una vita, non è mai troppo grande, né troppo affollata.. Milano è il posto ideale per crescere e capire, una professione, un percorso, una materia o una persona.. e soprattutto sé stessi.. ti scortica la corazza di carta pesta e te ne costruisce una anti proiettile su misura per te.. ti insegna, sempre se la vivi da singolo senza troppi appigli, l’importanza di arrangiarsi autonomamente, senza troppi sfarzi né aiuti… ti gratifica nella vista o mortifica nella solitudine.. è tutto il tempo che passa inesorabile, e tutti gli attimi che non potrai mai perdere, è un insieme di occasioni perdute, visioni impensate, scenari cittadini appariscenti ma vani.. è una miriade di rapporti spesso troppo veloci, di mani che si stringono non volendolo, ma solo per accordarsi o appoggiarsi l’un l’altro.. Milano è la città della ricchezza che maschera debolezza rìe solitudine.. Milano è spesso sola e triste, come me, dietro la maschera di brillante modernità e progresso.. Milano è la stazione centrale, piena di gente d’ogni tipo.. è la città del conoscere brevemente, ma non è mai il luogo degli addii sofferti.. A Milano dirsi addio suona dissonante, perché tutti bene o male ci torneranno, per un volo internazionale, per lavoro, per scappare dalla monotonia, o per cercare spettacoli e luci.. Milano è per me la culla della crescita e della transizione, il luogo dove isolarmi dal resto del mondo a me noto, è un letto troppo grande per dormirci da sola, e troppo piccolo in 2, è un Pc non mio che ha visto crearsi amicizie, lavori e racconti, è un telefono per relazionarmi, è l’anoressia e la bulimia che ho vissuto qui, non per colpa della città, ovviamente, è una storia d’amore sporcata, passata, finita e mai più desiderata, è un amico che mi chiama per uscire, è l’incontro casuale con una persona che senza accorgersene mi ha sbendato gli occhi della coscienza, è i concerti più belli che risuonano nella mia mente come se li vivessi adesso.. E’ vivere da sola e capire che con buona volontà e sacrifici puoi fare ciò che desideri, rimboccarsi le maniche e sudare, nutrirsi di polvere di stelle attendendo ciò che ami, rischiando di diventare stella cadente o di congelarti in un oblio di contraddizioni e paure.. E’ evoluzione e progresso, riflessione e studio, gavetta e lacrime, mai fumo, mai rovina, mai baratro, mai fallimento.. Milano corre, sempre, e chi correi rischia ma non fallisce mai.. è il luogo in cui meno conosci più vuoi sapere, e più scopri più cresci..
“The more you see the less you know (“City of Blinding Lights”, U2)
“..Questa è la storia Là dove c'era l'erba ora c'è Questo ragazzo della via Gluck, Mio caro amico, disse, Passano gli anni, Là dove c'era l'erba ora c'è (“Il ragazzo della via Gluck”, A. Celentano)
June 13 Conversations with my (new) 26 year old selfDedicato a me.. Happy Birthday Miss Ilaria..
Compiere gli anni.. 26, oggi.. Ho sempre pensato che il giorno del compleanno dovesse essere vissuto in maniera speciale, o nell’ozio più totale, o nello sfavillare in mezzo alla gente, librandosi come libellule luccicanti.. Ci sono compleanni fatiscenti, altri sgargianti, alcuni sopiti, sobri o esorbitanti.. Ci sono giornate in cui nessuno ti cerca, pochi si ricordano che ci sei e che è la “tua” giornata, e sono quelle le giornate in cui tiri le somme, capendo chi veramente tiene a te e chi no.. Altre sono giornate in cui ti sembra di essere il protagonista di un film che hai scritto tu nella tua mente, le coincidenze positive si susseguono rincorrendo il tuo tempo, i riflettori sono tutti puntati su di te.. Sono fatte di piccole crescite, impalpabili successi, minuscoli segnali.. Un messaggio inatteso, un risveglio sornione e gioioso, una telefonata sorprendente, una gratificazione desiderata.. Vieni cercato da persone e situazioni, che ti vogliono improvvisamente protagonista.. A cosa aspiriamo quando parliamo? Chi cerchiamo veramente quando comunichiamo? A chi parliamo tra le righe quando scriviamo? Chi desideriamo raggiungere nell’anima, nascondendoci dietro parole e pensieri? Un’illusione, un’idea, una miscela che ci accenda lo spirito, un viaggio immaginario verso posti lontani, dentro occhi nuovi? Ovunque andiamo ci seguono pensieri rincorrenti, facce conosciute, e altre nuove, intriganti e curiose.. nei nostri giorni si susseguono conoscenze nuove, alcuni sguardi non li rincorreremo più, altri ci seguiranno sempre.. Persone che scorrono impetuosamente nelle nostre vite, scivolando tra una situazione e l’altra, tra una casualità e una scelta, che eliminiamo, cerchiamo, desidereremo, possediamo o dimentichiamo.. Mai per cattiveria, mai per egoismo, sempre solamente per conseguenze di scelte e accadimenti.. Qualcuno sparisce sempre e non ci cerca più fino a cadere nell’oblio della nostra memoria emozionale, tra un libro vecchio e una fotografia ingiallita.. Qualcuno ci rincorre anche se fuggiamo o non ce ne accorgiamo, anche se lontano, anche se mai visto o mai più, finché non appare davanti a noi, pronto a raccoglierci se barcolliamo.. Capita di tirare le somme il giorno del proprio compleanno, e capire che qualcuno che millantava grande stima in realtà non lo ricorda nemmeno, qualcun altro invece ci tende le mani, anche per puro caso, e ci allieta la giornata, qualcuno sparisce perché ci evita, qualcuno ci segue perché non ne può fare a meno.. Non si è mai totalmente imparziali nel comportarsi nel sociale, o si ama o si odia, anche se magari è solo un semplice cercare o voler dimenticare.. A 26 anni sei ancora “too young to reason, too grown up to dream”, troppo giovane per ragionare, troppo cresciuta per sognare, ma a volte ti ritrovi a voler analizzare la tua esistenza, sfiorando le vecchie pagine della tua storia, decidendo che penna usare per il futuro, e ricominciando lentamente a scrivere, smettendo di idealizzare persone e situazioni, ma continuando a credere nella tua libertà e nel potere che hai in te.. Anche se qualche situazione passata non c’è più, e non ne soffri, anche se qualche amico ti ha abbandonato, ma forse non era ciò che diceva, e anche se il tuo bagaglio emozionale a volte ti ricorda le tante figuracce, pentimenti e dolori d’ogni genere, in realtà ti accorgi che contiene troppi fardelli che ti hanno maturata, troppi paesaggi irripetibili ed emozionanti, troppe risate ipnotiche, troppe puntate viziate e bellissime, per non esserne orgogliosa.. Ti accorgi che situazioni e persone passano, e capisci che ciò di cui non potrai mai fare a meno sei tu, solo tu, i tuoi pensieri, le tue emozioni, le tue potenzialità e desideri, le tue voglie e passioni.. Ricominci a scrivere la tua storia, a fluire.. A volare, più alta e veloce di ieri e meno di domani..
“..Sai... (.. nel mio caso: Ilaria!) (“Dedicato a te”, Le Vibrazioni)
“..e non mi resta che allacciare un paio d'ali alla mia testa (“La Finestra”, Negramaro) June 12 HomeA volte voglio scappare da ciò che mi circonda.. è come se preferissi gli inizi alle conclusioni e agli sviluppi.. Credo siano più speranzose e amabili le possibilità rispetto alle azioni, e il mio modus vivendi, purtroppo, segue questo mio "dictat".. purtroppo perché a volte sarebbe meglio agire pensando meno alle conseguenze.. Ogni possibilità è un inizio, un portone che si spalanca o che è leggermente socchiuso, e suscita la curiosità di entrare e scoprire.. Non chiudo mai però nessuna porta dietro le mie spalle.. Possibilità, del futuro, del presente, del ritorno del passato.. Partire, dimenticare, ricominciare, staccare spina e cervello, e provare a isolare i sentimenti, per vedere se poi è così difficile morire dentro.. Non si muore mai dentro, ciò che ci alimenta non si spegne mai.. Che senso ha partire se poi non c’è nessuno che ci aspetta, al nostro ritorno? Che senso ha partire se non si ha nulla di nuovo o ambiguo da scoprire, se non si ha nulla da rimettere a posto, niente da costruire? Che senso ha sparire se poi nel cuore di chi ci circonda siamo già nulli e scomparsi ancor prima di apparire, visibili agli occhi e invisibili al cuore? Si dice che non c’è nessun posto come casa propria, dove siamo cresciuti e nati, dove si sono sviscerate le nostre esperienze fondamentali.. Io credo che le origini siano dove il cuore batte, nel luogo in cui appena arriviamo, iniziano a rincorrersi pensieri e sensazioni, odori e ricordi emozionanti, anche se non è là che siamo cresciuti, anche se non vi è nessuno che ci può legare a tale luogo.. Le origini a volte si possono trovare dentro braccia calorose e sconosciute, in occhi ignoti e profondi che racchiudono pensieri diversi e non noti a noi.. Origini, dove i profumi evocano ricordi, come la barchetta solitaria nella spiaggia antica della nostra memoria puerile, dove il legno bagnato dall’acqua si mescolava al sapore di labbra nuove.. Origini in discorsi già sentiti e mai dimenticati, voci conosciute e sempre ricercate, come quelle di coloro che non ci aspettano finchè crescono, ma ci attendono per aggiornarci e supportarci, amici che non vedi da tempo, non vivi da troppo, e che riescono a scioglierti la mente infastidita da troppi pensieri negativi.. Le mie origini sono nelle canzoni dei Queen, in Toscana, nei versetti di Shakespeare, negli occhi di chi mi ha vissuta anche solo per un giorno immortalati da scatti veloci.. Scappare per cercare altri suoni, lidi, scatti e vite da mescolare alla mia, per poi ritornare alle mie basi, a casa, tra i miei pensieri rapidi, le mie emozioni silenziose, la mia musica alta e i miei racconti prolissi e scritti velocemente.. Capita di voler fuggire da qualcosa che non riteniamo degno, o che ci distrugge, per re-inventarci, indossare una nuova maschera sfavillante.. Cosa si prova poi a ricominciare là dove siamo già passati, dove abbiamo già camminato e sbagliato, nel luogo da cui siamo fuggiti, tra le facce che abbiamo evitato per paura di infognarci in loro.. E poi scoprire che siamo cambiati noi, il luogo e le facce che temevamo, e qualche fiore nuovo è nato tra le ceneri, come splendida ginestra.. Non si ha mai bisogno di qualcosa che ci possa ricordare loghi o persone che amiamo e che ci hanno penetrato l’anima, noi siamo giorno dopo giorno in quei luoghi e con quelle persone.. Chi torna in patria è sempre diverso da quando è partito, ama in maniera più intima e profonda, pretende tante lune, e è meno assoggettato alla follia.. Chi rimane a casa possiede la virtù della giustizia, virtù antica e primordiale, non propria di noi giovani.. Noi conosciamo una sola forma di gioia, l’amore e una sola forma di virtù, la fiducia.. Non ci sono mai conclusioni, esistono possibilità e decisioni, cambiamenti e partenze, tanti inizi e qualche ritorno.. Se il cuore batte lontano forse è proprio laggiù che sta scritto il nostro destino.. Se la vita ci porta distanti da tutto, vicini solo all’ignoto, forse è lì che si trova il pennello magico e nascosto per dipingere il nostro futuro.. There’s no place like home, but home is whatever you care of.. "..Ma ci si scopre di notte nel letto ("Un mondo diverso", Le Vibrazioni)
"Le cose che porto dentro ("Dopo il Viaggio", B. Antonacci)
"..Maybe surrounded by ("Homa", Michael Bublè) June 05 24mila baci...
Bacio: abbandono del cuore quando non è più solo.
Esistono baci che dimentichi in un istante, per altri non basta nemmeno una vita.. il ricordo di nessuno di essi ti abbandona mai.. Credo che i baci siano molto più di ciò che si dice, ovvero semplici “apostrofi rosa tra le parole ti amo”.. Vi è racchiuso in essi un’eternità di parole e definirli apostrofi sarebbe alquanto riduttivo.. Quando si ama si cerca la bocca altrui, perché le labbra conservano discorsi non detti, espressioni di approvazione e il senso del gusto, che riempie anima e spirito.. La bocca è la parola non sonora che racchiude l’intero discorso, anche quando non si ama.. Capita di desiderare un bacio, per dichiarare interesse, per ammazzare il tempo, per cercare conferme.. Per condividere, per capire, a volte.. Il primo e l’ultimo bacio non si scordano mai, si dice.. Magari scorrono dietro a pensieri e sentimenti i nostri partner, ma quegli istanti non passano mai.. Conservano sempre un’emozione che rinasce nella nostra mente, e provoca in noi brividi o sorrisi, come l’acqua fresca ed inattesa d’estate.. Alcuni baci profumano di spezie, altri di rose, tutti recano sapori nuovi, sconosciuti.. E’ una grande alchimia misteriosa che rappacifica i sensi.. Quando si bacia si pensa, se è con qualcuno che ci interessa ci si interroga su che verrà domani, altrimenti su cosa porteranno tali effusioni dolci, o semplicemente non si riflette, ci si lascia trasportare dall’attimo che fugge e ci trascina con sé.. Baci lunghi e appassionati, baci brevi ed intensi.. Baci frettolosi per scappare da qualcuno ma cercando di non ferirlo troppo, baci sostenuti e baci tanti desiderati, baci che quietano, baci che intrappolano in situazioni di stallo, baci che mortificano, baci privati o pubblici.. baci.. I primi baci sono sempre carichi di speranze e attese, illusioni e fantasie.. Gli ultimi baci sono pieni di malinconia, ricordi, paure e bagnati di lacrime a volte impercettibili, a volte salate e crude.. Alcuni baci suonano come promesse che non verranno rispettate, come quando ci si lascia per poco tempo credendo di potersi rincontrare, altri rimbombano come moniti quando si è certi di aver commesso errori irreparabili.. Altri baci profumano di sesso, violento o delicato, altri ancora di melodie lontane, come luoghi irraggiungibili.. Ci sono baci accompagnati da sorrisi o pianti, baci sussurrati e appena accennati, baci che aiutano a dimenticare e altri a ricordare, baci fratelli di carezze sul viso, baci su occhi sacri e appena violati, o su mani peccatrici e menzognere.. Ci sono persone che si vorrebbero semplicemente baciare, perché il bacio è il più alto modo di condividere, la più intima versione della socialità, la cosa più delicata e comunicativa che possediamo.. E questo annienta mente e anima, raggela le membra, scolpisce le situazioni.. In una vita si possono baciare mille persone, per errore o per volontà, per caso o per ebbrezza, per amore o per errore, per paura o per divertimento.. Ma sono pochi i baci che segnano davvero e ci trasformano, alcuni per magia del momento, altri per incanto del luogo, altri ancora per intensità del sentimento.. Si vorrebbe sempre poter creare la perfetta scenografia e sceneggiatura per ogni primo e nuovo bacio, anche per gli ultimi, per poter suggellare appieno quell’istante comunicativo, per avere la possibilità di esprimere ancora di più di ciò che vorremmo fare con il solo bacio, ma a volte basta solamente quello.. Si sogna per una vita intere un bacio reale ma fantasioso, uno che crea illusioni in cui potersi librare soavemente.. Si ricordano per sempre gli ultimi, desolanti e gonfi di dolore.. Ci si interroga su come e dove baciare, per paura di sbagliare, quando invece è assolutamente tutto soggettivo.. Si sbaglia a giudicare le persone in base ai baci che regalano, e altre perché ne concedono troppo pochi.. Si cercano le labbra, sempre.. Per confermare un evento, sigillare un addio, aprire una finestra o aiutare il destino.. Baciarsi è un po’ come prendersi per poi lasciarsi subito, assaporarsi per fruirne e capire, donare dolcezza per riceverla.. Baci che vogliono dire “sei tutto per me”, o “addio”, o ancora “adesso o mai più”, a volte non conta ciò che si vuole dire, l’importante è baciare per comunicare.. Baci che feriscono come vorremmo, baci che non sono mai abbastanza, baci violenti o passionali, segreti o complicati.. Baci intensi e mai dimenticati..
“..Pride can stand a thousand trials 'Cos I'm kissing you, oh. Touch me deep, pure and true¡ (“I’m kissing you”, Des’ree)
“..Magica quiete velata indulgenza Mille violini suonati dal vento Di quei violini suonati dal vento (“L’ultimo bacio”, Carmen Consoli) May 30 Instabile
“..Sei la voce che nessuno sa ascoltare, Sai, a volte penso che tu sia inerme Mostrati e vedrai che nel tuo cielo volerai, (“Instabile”, Nek) Ci sono momenti in cui la vita sembra non scorrere mai, come una palude putrida e sporca, dove l’acqua è stagnante.. Ci sono istanti che passano in un’eternità, anni che volano in un attimo, calibrati in dolci sensazioni tangibili ed emozioni passionali.. Ci sono secondi lunghi, dove la paura di ogni cosa attorno coinvolge e raggela, e ti senti instabile e pietrificato.. Ci sono paure che ritornano come fantasmi immortali, che ti penetrano l’anima e la possiedono, e rispuntano ingigantiti e terrorizzanti.. Ci sono desideri e momenti tanto sperati, situazioni ambite e ricercate, che arrivano sempre quando si è meno pronti, quando tutto ciò porterebbe ad uno sconvolgimento dannoso.. Ci sono persone che ti entrano nell’anima, parole e sguardi veloci, situazioni che non si possono dimenticare, che modificano comportamenti e comportamenti che cambiano vite, uccidono, evolvono, smantellano paure e illusioni, fiducie e sentimenti.. E ti ritrovi solo, col solo desiderio di poter respirare, ancora.. Ti illudi di prendere fiato ad ogni alito di vento, convincendoti che sia quello che ti potrà rendere libero, donare l’indipendenza che da solo ti vieti, allontanandoti da ciò che turba.. In un istante.. Promesse vane.. La vita a volte è talmente imprevedibile da mutare l’animo, e quando sei più scoraggiato e infastidito, lei ti offre possibilità e doni.. Sei instabile.. semplicemente questo.. smembrato da forze che millanti al mondo, ma nell’animo solo e confuso, desideroso d’ogni esperienza ma timoroso quando esse si prospettano possibili.. Coinvolto e coinvolgente in turbini di passioni e eventi che ti assalgono.. Ti appoggi a persone e situazioni illusorie, ti sostenti di sogni e passioni, ti plasmi dei tuoi sogni.. Tutto attorno a te cambia, ma non ti rendi conto che ciò che realmente si modifica sono le tue visioni.. Vorresti che le tue giornate durassero centinaia di ore, e altri giorni che finissero immediatamente.. Vuoi evolvere, temi di affondare nel cuore di qualcuno, conscio che la tua instabilità potrebbe trasformarsi in un’arma di distruzione di massa, e necessiti dei tuoi spazi.. Vuoi ma non sei pronto a condividere, ambisci a diventare parte integrante della mente altrui, ma ciò ti porterebbe a sparire, a volte.. Vorresti ma non puoi, l’attimo seguente potresti ma non vuoi, poi ancora avresti bisogno ma hai paura, attendi e desideri ma non capisci il modo.. Instabile.. Installi codici severi per il tuo comportamento, e tendi ad escludere chi non vi rientra.. Diventi lusso e contraddizione, popolo e re, servo e signore della società che ti circonda, perfetto baro e croupier dell’azzardo della tua esistenza fragile.. Non vuoi sbagliare, non più, ti ha portato a essere così e non vuoi peggiorare la situazione della tua casa già diroccata, da ricostruire.. Rifiuti relazioni e situazioni, per rinchiuderti e conoscerti, ma poi trovi la tua vera indole nella socialità.. La vita è un brivido che vola via, in equilibrio con la follia.. Ti spaventa e ti emoziona.. Cerchi altre anime perse, spiriti inermi, sciagurati e sconsolati, soli e profondi, pieni di ragione e passioni, come te, che possano condividere tempi immaginari in scenari epici e cavallereschi, fiabe consolatorie in fugaci attimi sensazionali.. Ti mascheri per non scoprirti.. Instabilità è spesso sinonimo di evoluzione, prima o poi o si cade o si trova la posizione per non sprofondare.. Rifugi te stesso nelle passioni che ti accompagnano e avvalorano, conforti il tuo cuore nell’arte o nel lavoro, ti riempi di emozioni, piangi leggendo altrui parole, osservando scene riflessive, veneri e ringrazi la tua fantasia consolatoria, che ti aiuta a scappare dalla noia, ma che a volte ti allontana dalla realtà.. A volte vuoi essere instabile.. Ti senti come un privilegiato, che può decidere del proprio destino, perché il filo su cui cammini è scomodo ma ti dona la possibilità di cadere o fermarti.. Ti piace poter scivolare giù quando vuoi mollarti in balia dell’istinto, sai di essere in grado di rialzarti.. Ti piace fermarti e guardarti attorno, osservare persone e paesaggi, e riflettere.. Non ci sono percorsi più brevi da cercare, ma c’è la strada in cui credi, e il coraggio di andare.. anche traballando.. anche instabilmente..
“..mare che prendi e che porti (“Non sei più qui”, B.Antonacci)
“A volte sono solo e a volte se mi siedo non ci sto (“A volte”, B.Antonacci)
“Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere, dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire.
May 21 Ragazze interrotte.. Alla ricerca della felicità perduta..“…I'm finding my way back to sanity again (“Breathing”, Lifehouse)
Ci sono persone che conosci in pochi minuti, in semplici e miseri istanti esprimono ciò che a volte altre non riescono in una vita intera.. Donne e uomini che parlano, sproloquiano, di tutto e del nulla, come per dare il massimo, ed esplicare così da subito intenzioni, desideri e caratteri.. Ci sono poi persone che non si conoscono mai, alla continua ricerca di sé stessi, di un miglioramento più o meno ambito o combattuto, giovani mai troppo soddisfatti di sé, persone che commettono errori e riempiono il proprio bagaglio personale di esperienze felici o sfortunate, relazioni giuste o errate, conseguenze talora pesanti, ma sempre utili.. Le borse più grandi e piene sono sempre le più interessanti da scoprire, ci sono amori che si nascondono nelle taschine interne, intenzioni celate, desideri misteriosi dentro ai portafogli pieni di biglietti da visita inutili.. Gente apparentemente giudicabile, o giudicante, ma che in realtà non riesce nemmeno a percepirsi in prima persona, o magari lo fa troppo approfonditamente, e ne subisce le conseguenze, sempre troppo pesanti.. Persone incomprensibili, che si mascherano da Arlecchino, o da nobildonna, ma celano animi tristi dietro maschere da buffoni; travestimenti da madri premurose o padri autoritari, ma che realmente rivelano anime piene di vane speranze verso i figli alla ricerca di felicità a loro negate; gente che tocca il cielo con entrambe le mani, e poi commette errori irreparabili, sprofondando con la propria vita nell’Ade, per rimanerci a lungo, e bruciare là dove il fuoco rade al suolo ogni cosa, ma il vento non soffia, e le ceneri rimangono.. Persone che rimangono nel Purgatorio per scelta, per comodità, per evitare di agire, preferendo la culla dell’inerzia al tormento della vita.. Vite spezzate come ramoscelli di bambù bellissimi e lievi.. Anime tormentate da idee sbagliate, convinzioni cadute e mai più rincollate.. Qualcuno non si perdona errori passati, e cerca di ricostruire il vaso rotto proiettandolo nel presente, anziché trovare motivazioni concrete ai comportamenti passati.. Qualcun altro vive alle spalle di persone a lui dannose, per agio o paura di cadere senza un supporto.. Altri soffocano sotto pesanti macigni di piombo, rimanendo intrappolati in situazioni e relazioni dannose.. Qualcuno poi decide di rialzarsi, cammina a stento per qualche soffio di vento, poi crolla inesorabilmente, di nuovo, e costruisce tane protettive con i propri errori.. Altre persone scelgono di non soffrire, di nuovo, e per paura di scegliere male non decidono mai completamente, rimanendo in bilico, “tra santi e falsi dei”, sollazzandosi tra sogni illusori e fatiche vane, aspirando all’equilibrio, ma temendo la solidità.. Tutte indifese persone che subiscono un black-out, si “resettano” e ricominciano, e di nuovo sbagliano, come fossero dischi inceppati che ripetono lo stesso verso di una canzone, cd che saltano, e interrompono il flusso di pensieri, parole e note.. La ricerca di sé stessi è sempre un passo importante e che si ripete soventemente nelle esistenze di ognuno, ci si ritrova nudi di fronte a tempeste di ghiaccio e venti gelidi, o esposti a scottature e geloni.. Nudi, privati di speranze, ambizioni e delusi da sé stessi soprattutto.. Non ci si fa mai conoscere del tutto, l’essenza rimane nell’ombra, al sicuro, in attesa, interrotta, appunto.. Poi si finisce per idealizzare situazioni e rapporti, alla ricerca del tanto aspirato ritrovamento dell’io celato, illusioni che affiorano, delusioni che ci rincorrono, paure che crescono minacciose, amori che spaventano, carriere che allontanano, famiglie che non percepiscono, amici che distraggono, vizi che alleviano ferite ancora sanguinanti, e tempo che si perde, senza realmente concentrarsi su sé.. Piccoli uomini impauriti e soli che piangono e piccole donne che si fanno scudo con forza e spavalderia in pubblico, mentre in solitudine patiscono.. Ragazzi e ragazze interrotte.. alla ricerca del proprio io.. La ricerca della felicità, forse, quella che non passa attraverso corpi, case e compagnie estranee, né si trova in luoghi lontani dalla mente, piuttosto quella che vegeta nel cuore solo e svuotato, abbandonato e distratto da frivolezze.. In fondo.. sono solo attimi di terrore mentre la tempesta ci assale, ma non piove mai per sempre..
“Ogni giorno che (“In fondo”, Le Mani)
“Pensa agli angeli, se puoi! (“L’Angolo buio”, Le Vibrazioni)
May 15 Che ne sarà di noi..Quando sogni e ideali bruciano le anime come fuochi..
Generazioni che crescono, passano e cambiano.. Bambini che diventano padri, e madri che diventano nonne, in un istante.. Sogni spezzati e rincorsa di felicità estreme.. I Fuochi di Sant’Elmo ci accompagnano.. tecnicamente sono scariche elettro-luminescenti provocate dalla ionizzazione dell'aria durante un temporale, all'interno di un forte campo elettrico, e si manifestano come un bagliore brillante, bianco-bluastro, che in alcune circostanze appare come un fuoco, spesso in getti doppi o tripli, e che scaturisce da strutture alte e appuntite, come alberi maestri, guglie e ciminiere.. ne parla anche Melville, nel suo celeberrimo “Moby Dick”.. si diceva un tempo fossero di buon auspicio, tanto da esser chiamati col nome del protettore dei naviganti, Sant’Elmo, appunto.. Adesso si manifestano quotidianamente, tra di noi, come illusioni, crisi, paure.. Esattamente come nel film cult di Joel Schumacher, uno dei suoi primi film, “St. Elmo’s Fire”, che col passare dei giorni e acquistando esperienze e maturità, mi trovo a rivivere nella mia esistenza, e in quella di tanti miei coetanei.. “Crisi dei 30 anni”, anche se qualcuno ne ha nemmeno 26, o 35 o 22, donna o uomo, prima o poi colpisce e accompagna, forgia, responsabilizza e cambia radicalmente tante aspettative e illusioni.. Le crisi fanno male, sconfiggono al momento, ma aiutano sempre.. Crisi di vedute, incapacità di agire, paura di amare, necessità di essere amati, paura di scoprirsi troppo e avere freddo, paura e desiderio di conoscere ciò che sta fuori dalla nostra porta di casa.. Ambizioni che cambiano, valori che si rovesciano, esperienze che maturano, convinzioni che accompagnano, amori che finiscono, lavori che iniziano, castelli di sabbia che crollano.. Come per i protagonisti del film, alcuni di loro pagano lo scotto dell’impatto a volte violento e devastante del passaggio da giovane ad adulto, la realtà che impressiona ma che smantella sogni e divide persone e illusioni.. Un gruppo di giovani amici appena laureati, come tanti, ognuno di essi nutre le sue illusioni e i suoi sogni per il futuro; e naturalmente, nella compagnia si intrecciano legami sentimentali che contrappuntano con le loro difficoltà e con le prime delusioni esistenziali. L'entusiasmo cede presto il passo al realismo.. Una descrizione disincantata, a tratti impietosa e spesso drammatica.. Come nella realtà, anche attuale.. Noi abbiamo paura, ma vogliamo poter rischiare, abbiamo terrori che si sfracellano ad ogni lontana e magari vaga speranza, e incubi che riaffiorano ogni volta che prendiamo coscienza del reale.. Abbiamo aspettative al di sopra delle nostre potenzialità a volte, K2 da scalare per raggiungere il meglio, per poter raccontare di aver vissuto e tentato l’impossibile.. Non ci si accontenta mai.. Siamo figli di una generazione che ci ha dato tanto, ha combattuto per diritti nuovi e impensati, ha mostrato al mondo le proprie esigenze per pretenderle.. Siamo cresciuti con le fiabe di Hans Christian Andersen, ma senza percepirne il romanticismo, ora mostriamo i segni di amori non nostri tra ballerine di carta e soldatini di piombo, e come loro bruciamo al fuoco del camino con le nostre convinzioni e paure.. Siamo un popolo di ottimi oratori del nulla e inibiti pensatori del tanto, timorosi di esporci davanti al mondo, e a volte pretenziosi che esso colga la nostra essenza.. La nostra generazione traballa, come in due sul motorino quando si accelera, bisogna tenersi stretti per non rischiare di cadere, noi ci aggrappiamo ai soldi, al sesso e alle nostre paure.. Richiediamo troppo aiuto agli altri, ma l’unico aiuto che ci potrebbe salvare è quello delle nostre speranze e delle nostre coscienze.. Ci rifugiamo in serate sballate, lavori inutili e finiamo per spartire letto, pensieri e tristezze con chi sta male come noi, ci facciamo solo compagnia mentre sprofondiamo, a volte.. Non capiamo noi stessi, e non diamo adito alle nostre necessità psicologiche, preferendo quelle materiali.. Ricerchiamo apparenti confronti, per ammazzare la noia, ci apriamo poco, in primis con noi stessi.. Abbiamo troppa paura di soffrire, ancora, e di annoiarci.. La noia e la paura che essa pervada le nostre esistenze ci spinge a fare, vedere, collezionare esperienze da giganti, lotte da vincere e persone da aggiungere in bacheca, per scoprire, sapere, riflettere, pensare.. Per avere e desiderare sempre di più.. La noia ci terrorizza, alita minacciosa sopra di noi, maestri della disciplina del “non-sapersi-accontentare”.. Uomini che scappano da donne, ricercando distrazioni e completezza in altri sorrisi, in altri corpi, in altre realizzazioni.. Donne che cercano disperatamente situazioni ipotetiche e le idealizzano in ogni nuovo volto e prospettiva.. Non ci si sente mai completi quando sta avvenendo la trasformazione da baco a crisalide, le ali sono sgargianti e bellissime, ma non sappiamo ancora come muoverle per volare.. Sospesi per ore, giorni, mesi o anni, ci si perde in obbiettivi sempre più grandi, si finge di stare bene, senza pensarlo veramente, si continua mossi dall’irraggiungibile, e nulla di ciò che si accumula soddisfa veramente.. Si desiderano situazioni e persone che per un istante hanno aperto la nostra anima, idealizzando tutto, ogni attimo e sorriso, parola e evento, come se l’unico momento di completezza l’avessimo già vissuto, ma in realtà ci sentiamo solo sconfitti, da noi stessi, consci di aver perso qualcosa o qualcuno, e poco fiduciosi nei confronti del futuro.. Troppe aspettative portano a poca felicità momentanea.. Ricominciare ad essere come saremmo dovuti, se solo avessimo davvero voluto senza perderci nel nostro fatiscente nulla, abbagliante e distruttivo.. Ritrovarsi a pensare al meglio per noi nel passato, senza credere davvero che sono tutte esperienze, che maturano, devastano e di cui patiamo l’abbandono e aspiriamo il ritorno, ma nulla si ripopone come è già stato, tutto evolve inesorabilmente, alla stessa velocità dei nostri pensieri.. Dove andiamo davvero quando guardiamo il cielo e la pioggia ci bagna il viso, tempestato di lacrime scottanti? Cosa cerchiamo davvero quando ci concediamo sere di riflessione e nottate di esigenze? Chi crediamo di essere per non avere speranze concrete in chi ci circonda? Cosa possiamo donare agli altri se non sappiamo amarci? Cosa potremmo raccontare al futuro, di questi sguardi persi nel disincanto e nella paura di soffrire? Ci spaventa più il nostro io, che quello altrui.. Ci spaventano le nostre potenzialità e il potere dei sogni, il futuro che è sempre migliore del passato, anche se meno fortunato apparentemente, perché racchiude in sé la maturità.. Forse avevano ragione i marinai.. i fuochi di Sant’Elmo danno speranza e portano buone nuove, anche se l’albero della nave si incendia.. Non ci potremmo mai bruciare fino a diventare cenere, perché noi siamo fatti della stessa meteria dei sogni..
“Il percorso della memoria (“Della stessa materia dei sogni”, Tiromancino)
May 10 Un posto nel mondo: illusioni parallele di piccoli equilibristi vs Strade di compositori“Ricordati: la cosa piu' triste nella vita, e' il talento sprecato”. (“Bronx”)
Siamo spesso vittime delle illusioni da cui ci facciamo plasmare dopo averle create con le nostre mani, senza un perché, forse per allentare sofferenze da nascondere, forse per nascondere noi stessi.. Situazioni di stallo, tunnel senza uscita, maschere da indossare apparentemente comode ma solamente oscuranti.. E invece siamo pieni di talenti.. Alcuni credono di essere nel giusto dove si sentono più sicuri, altri invece sanno di sbagliare, ma seguono il loro cammino, non c'è mai nessun contatto tra questi, ma un univoco destino di dividere ogni giorno l'esperienza di illusioni parallele.. Non è vero che o si è opera d’arte o la si indossa.. tutti lo siamo.. Si nasce in un modo, con competenze e indoli innate, poi si cresce, e si investe un ruolo, una maschera che scegliamo per comodità, ricchezza o pace nostra ed altrui.. Ma la maschera che si sceglie non è mai adatta a noi, si cambia, sempre, giorno dopo giorno, ed essa inizia a starci stretta, a volte la mattina prima di uscire di casa non riusciamo più ad infilarcela addosso, addirittura.. Ruoli diversi da persone diverse tra loro.. Tutti indifesi equilibristi soli e illusi.. Meta teatro immaginario, psicologico e sociale.. A volte percepiamo la necessità di capire noi stessi, togliendoci tutti i panni che tanto bene e teatralmente portiamo in giro per il mondo, e tutto ciò che ne consegue.. Capita a tutti, prima o poi, di voler cercare il proprio posto nel mondo, e chissà in realtà quanti effettivamente lo trovano.. Ognuno nasce con una arte insita in sé stesso.. Ci sono persone che sanno dipingere o scolpire emozioni e paesaggi, con le mani, come Michelangelo, che nel blocco di marmo grezzo riusciva da subito a percepire la forma di ciò che avrebbe scolpito; c’è chi con la voce emoziona, riempie e porta a riflettere, e magari fa da sottofondo a incredibili storie d’amore, reali o cinematografiche; chi sa far comparire sorrisi sui volti della gente, per magia, per ironia, per sarcasmo, per arte appunto; qualcuno riesce a lavorare manualmente oggetti e materiali più impensati così magistralmente da poter creare abiti, lampade, circuiti elettrici, rubinetti o edifici; qualcun altro sa interpretare altre maschere, ruoli che non gli appartengono, con la stessa naturalezza con cui vive la propria quotidianità personale; persone che intrattengono anime; chi col movimento del corpo riesce a sedurre, ammaliare e coinvolgere gli altri; chi riesce curare per vocazione le malattie altrui, chi sa ascoltare i più soli e conflittuali, chi regola conti e leggi alla perfezione, perché tutto sia fisso, stabile e non traballante; ci sono persone che con prestanza e allenamento riescono ad emozionare folle di tifosi e vincere l’eterna lotta dell’uomo contro i limiti fisici.. Siamo tutti piccoli grandi artisti artefici di noi stessi.. Io so veicolare con parole e pensieri le emozioni, mie e altrui.. E’ un dono, tutto è un dono, anche questo.. Sono nata con le ali ai pensieri, la mia mente vaga incontrollata da un argomento all’altro, e le mie parole a volte non sono mai abbastanza.. Sono una compositrice di nuvole.. “Se lo vuoi, tutto è possibile”, anche per me.. Raccontare eventi quotidiani, rievocare situazioni felici o pensierose, riflettere, confortare scrivendo e parlando, documentandomi, confrontandomi con passato e attualità, suoni e testi.. Credo sia la mia missione nel mondo, e per quanto piccola è tutta mia, e da non sottovalutare.. Si capisce sempre, prima o poi, e spesso sbagliando.. Nessuno di noi è a prova di errore e incapace di sbagliare, come il computer Hal 9000 di “2001: Odissea nello spazio”, per fortuna.. Capita di capire chi siamo e cosa realmente sappiamo fare al meglio magari per errore, per altrui apprezzamenti, o dopo mesi di riflessione, appunto.. Si capisce di essere rimasti rinchiusi in campane di vetro, dentro cui non potevamo sentire nulla di ciò che succedeva al di fuori e timorosi che tutto potesse crollarci addosso ad ogni leggera scossa esterna, o magari intrappolati in gabbie dorate, tanto fantastiche apparentemente, quanto illusorie nella realtà.. Come è successo a me.. Si dice “prendi l’arte e mettila da parte”.. La nostra società traballa talmente tanto che a volte è difficile potersi fermare e cercare di non venire coinvolti dal suo vortice inarrestabile.. Ma si può riuscire.. Cercare di realizzare sé stessi, provare a farlo, rimbalzare da un posto all’altro alla ricerca del cantuccio più adatto a noi, non porta solo arricchimento personale e egocentrismo, ma potrà, se riuscirà appieno, sollevare anche gli animi altrui, allietati e stimolati da qualcuno che ce l’ha fatta, rinvigoriti di un nuovo ardore nello spirito grazie a ciò che potrà nascere con l’altrui abilità.. Volere è potere.. Potere è provare.. tutto si può provare a fare, bene o male, l’importante è sempre partecipare, con dedizione, forza di volontà e sacrificio.. Ci si perde in frivolezze inutili, si collezionano figuracce e figuranti, esperienze che accrescono il nostro bagaglio emozionale, esperienze da giganti, e poi si capisce che solo noi siamo portatori, sani o malsani, del nostro benessere e della nostra arte.. Io parlo e scrivo, è la mia missione, e mi piace pensare come Robin Williams ne”L’attimo fuggente” che “qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo”.. Ci sono strade che somigliano alle vite che percorri tutte in un momento, non sai capire dove sei arrivato ma sei sicuro che ora stai correndo…
“Camminavo su una corda tesa, (“L’equilibrista”, Renato Zero)
“..Guarda il cielo per un attimo (“Tutto è possibile”, Finley)
“Cammina lo spazio su di me (“Il compositore di nuvole”, Le Vibrazioni) May 09 Rincontrarsi nei pensieri.. Ritrovarsi come ieriA volte ritornano, a volte ci stanno alla larga, a volte li evitiamo perché hanno “già dato”, a volte perché non è più tempo per loro, o ci hanno delusi.. Gli ex.. ex fidanzati, che rientrano nei nostri piccoli grandi discorsi, che essi siano profondi e solitari, piuttosto che spensierati e sociali.. Si parla sempre delle scottature del passato, degli errori che abbiamo fatto o subito nelle nostre ormai finite storie d’amore.. A volte addirittura ci confidiamo di questo con coloro che poi diventeranno i nostri partner, quasi a suggellare un più forte rapporto, una più sincera complicità al momento della conoscenza di qualcun altro, quasi a voler mettere alla prova chi abbiamo di fronte, perché sappia cosa abbiamo passato e fatto passare ad altre persone, e metterlo in guardia.. Si parla degli ex nei momenti bui, quando sconfortati da una recente delusione amorosa o lavorativa, cerchiamo riparo nel passato, interrogandoci su come e cosa sarebbe cambiato e migliorato nella nostra vita se avessimo scelto un lui piuttosto che un altro, se avessimo dato ascolto alla ragione più che al cuore o viceversa, o alle parole di qualcuno che tanto teneva a noi..
“..E poi cos'è successo (“La descrizione di un attimo”, Tiromancino)
“Allora come stai,io me la cavo bene Ci pensi mai (“Meglio così”, Zero Assoluto) |