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April 18 DancingBallare.. Cambiano i tempi, evolvono le società, le persone modificano le mode, o si adattano ad esse, i vestiti che mettiamo, l’arredamento della casa.. Cambiano i modi di relazionarsi con gli altri, ma rimane la voglia di ballare.. Ballare, come forma d’Arte, come modo di esprimersi, anche per non provetti ballerini, forma di sfogo, evocazione di istinti primordiali, sensuali.. Movimenti leggiadri, corpi sinuosi che si incrociano, quasi a formare un unico meraviglioso elemento, eleganza, vigore, ritmo, musicalità.. Sentirsi la musica dentro, sentir battere il cuore al ritmo del tempo, dello scoccare dei secondi, del battere dei passi a terra, del suono nelle orecchie, nella mente, nei pensieri.. Chiudere gli occhi e immaginare di essere da soli, in un proprio universo, dando libero sfogo alla propria indole, alle sensazioni di quel particolare momento.. Si balla ancora, ma è cambiato il modo.. Un tempo si ballava stretti l’un l’altro, quasi a specchio della società dell’epoca, ci si appoggiava a qualcuno per non cadere, come in una visione della vita futura.. Si studiava il corpo altrui, prima di concedere il proprio, si misuravano i movimenti, non ci esponeva mai troppo fisicamente, ma molto verbalmente, e molto più ancora sentimentalmente, rispetto ad adesso.. Ora si può ballare anche da soli, ci si muove per sé stessi, anche quando si vuole sedurre qualcuno.. Come la società.. Un tempo la donna doveva decidere solo tra essere puttana o sposa, e un uomo tra padre di famiglia o solo, e dalla realizzazione nella sfera privata dipendeva direttamente la felicità personale.. Ora possiamo convivere, lasciare, decidere autonomamente, che fare della nostra vita affettiva.. Spesso la distruggiamo, per troppa poca voglia di comprometterci con qualcuno, paura di patire, paura di legarci, di condividere, paura del futuro, di dover dipendere da qualcuno; Il più delle volte la gioia lavorativa implica l’infelicità sentimentale, o comunque la condiziona.. Siamo pieni di slanci, di idee, di iniziative e di possibilità, come quando balliamo: possiamo decidere come muoverci, senza dover fare troppa attenzione a chi è attorno a noi, e magari ci potrebbe osservare.. Corriamo il rischio di cadere, se non ci aggrappiamo bene.. Prima di noi ci sono state generazioni e generazioni che viaggiavano in equilibrio, anche se spesso precario.. La nostra traballa.. Noi balliamo.. Passioni, fuochi alimentati dall’arte della seduzione con piccoli gesti, movimenti coordinati, balli sfrenati, per sé stessi, per qualcun altro, per amore, per gioco.. Tutto si muove, tutto viaggia con i nostri pensieri e le nostre emozioni.. Credo sia meglio non stare mai troppo fermi, in una pista da ballo, con la musica di sottofondo, come nella vita, con i nostri ideali a guidarci.. Anche col rischio di traballare troppo, di cadere a volte, e di farsi male.. Ballare da soli anche solo per sfogare delusioni o stress può aiutare.. Forse ci possono aiutare anche alcuni piccoli insegnamenti del passato, che abbiamo lasciato correre e scivolare dietro le nostre spalle, come farsi guidare, o trasportare qualcuno mentre balliamo, cercare di sentire il corpo, i movimenti, le sensazioni altrui.. Prendere la sua mano, farci portare in mezzo alla pista, farci condurre, o magari aprire noi le danze.. Come un tempo.. Come nella vita.. “Save the last dance for me”, l’ultima danza della serata, la più magica, quella tanto attesa per tutta la notte.. Insieme, occhi che si incrociano, mani che si sfiorano, corpi che si avvicinano, ritmi, ardori, passioni, intenti, equilibri.. Uniti, mano nella mano, corpo a corpo, movimento dopo movimento..
“Time is gonna take my mind So I put my arms around you around you My eyes are on you they're on you … I'm dancing in the room as if I was in the woods with you (“Dancing”, Elisa) April 17 Occhi da orientaleGli occhi: lo specchio dell’anima.. Con gli occhi vediamo, scrutiamo, esprimiamo, rimaniamo imbambolati, cerchiamo di scorgere oltre all’apparenza; Sono il nostro primo organo di apprendimento, che mette in moto gli altri.. Il colpo di fulmine? Può esistere, credo, ma se poi non c’è affinità, né trasporto, né complicità e rispetto, allora è da chiamarsi pura e semplice attrazione.. Grazie agli occhi riusciamo a comunicare a volte molto di più che con le parole, specialmente se non vogliamo dimostrare troppo, né riusciamo a farlo.. La parte del corpo più significativa, affascinante e sensuale.. Occhi verdi, blu, neri, truccati, tristi, assonnati, sognatori, innamorati, ammaliati.. I miei oggi sono sognatori.. Domani chissà, magari disillusi, o magari soddisfatti.. Come il mio stato d’animo.. Si seduce con gli occhi, si esprime disappunto, si manifesta paura o incredulità.. A volte basta anche svelare un occhio solamente per innamorare ed emozionare, come Alain Delon, il Tancredi de “Il Gattopardo”.. Occhi spensierati come quelli dei bambini, sempre in cerca di conferme, innocenti ma coscienti.. Occhi vitrei, che non lasciano trasparire nulla.. Occhi persi nel vuoto, che osservano attoniti l’universo circostante senza riuscire a percepire nulla.. Occhi ingenui.. Occhi smaliziati che attirano altri occhi.. Occhi che si incrociano, che si cercano, che si riconoscono, che si evitano, come un sottile gioco perverso, alla ricerca di un’emozione, di uno stimolo in più.. Occhi che amano.. Occhi di un padre preoccupato, occhi di una giovane ragazza che sta scoprendo la vita vera, occhi di una donna che teme l’amore, occhi di un uomo che ha sofferto troppo, occhi di chi non vuole più amare.. Racconti invisibili di stralci di vita, di emozioni passate o presenti.. Occhi da nascondere, per non donare troppo di sé, occhi che raccontano viaggi e storie, occhi che cercano disperatamente altri occhi da amare, occhi che hanno perso per sempre qualcuno ma non smetteranno mai di cercarlo, e credono di scorgerlo, in altri occhi.. “Our love shines like rain
“Occhi da orientale che raccontano emozioni Più di cinquecento notti già mi sono innamorato ma tu dormi ancora un po' non svegliarti ancora no sono occhi di ambra lucida tra palpebre di viole ma tu dormi ancora un po' non svegliarti ancora no nei tuoi occhi innocenti disarmanti devastanti occhi da orientale che raccontano emozioni se potesse questa musica annullare l'universo (“Occhi da orientale”, Daniele Silvestri) April 16 Quarto potere e colonne sonore..Mass media, stampa, giornalismo, informazione, gossip, comunicazione, public relations.. Aveva ragione Orson Welles.. Quello che egli aveva definito come il Quarto potere, è diventato il potere assoluto.. Tutto ruota attorno al nostro modo di comunicare.. Aziende che spendono patrimoni in pubblicità, siti internet che creano vite surreali, interattive e parallele, che permettono di viaggiare, comunicare, farsi conoscere, auto proporsi per lavoro, passione, curiosità o amore; trilioni di sms e email quotidiane, amicizie e conoscenze nonostante distanze a volte incolmabili; interviste, paparazzate che fanno dell’anonimo il conosciuto alla massa.. Tutto catodizzato, tutto basato su immagine, sponsor, e comunicazione.. Normale conseguenza dell’evolversi delle nostre capacità comunicative, unite ad una crescente disponibilità di mezzi sempre più ricercati, utili, funzionali e veloci, in un cosmo dove la velocità diventa base, fondamento principe, strumento di confronto e mezzo di vincita, di ogni nostra azione, sia lavorativa che sociale.. Bene.. Io amo e necessito di comunicare, a partire dal mio blog, in cui esprimo sensazioni ed esperienze, al mio modo di conoscere le persone.. E amo chi comunica.. Sono per le forme d’arte comunicative, quelle che richiedono passione e studio, quelle che implicano propensione, capacità e doni innati, come la scrittura, la recitazione, la dialettica.. Chi di noi non ha mai sognato di essere almeno una volta intervistato per aver compiuto un’azione particolare o insolita? Chi non ha mai osservato stranito una telecamera, con l’istinto malefico di salutare? Chi non ha mai desiderato avere la situazione in mano, passando dall’altra parte del video, o della testata giornalista, non più maschera, né argomento di discussione, né fruitore, lettore o spettatore, ma creatore, potendo decidere di modificare esiti di notizie, relazioni tra persone, inquadrature? E chi non ha mai desiderato anche solo per poco, di poter vivere e sfruttare al meglio i propri “15 minuti di celebrità”? .. Le notizie volano, la gente parla, da sempre è insita nella natura dell’uomo una innata curiosità, più o meno manifesta, che spinge al desiderio di conoscenza, di storie, persone, pettegolezzi.. L’uomo deve informarsi, le sue esperienze vissute in prima persona, miste a quelle altrui, vissute perché ascoltate, lette in un libro o viste in un film, si mescolano tra loro, come il migliore dei cocktail, portandoci a vedute più ampie, a maggiori capacità di relazionarsi e razionalizzare.. A volte però è un'arma a doppio taglio.. Strano che tutto viaggi parallelamente all’incomunicabilità tra i popoli, alle questioni di stato mai risolte, al crescente numero di persone affette da disturbi psichici, alla solitudine, alla depressione.. Forse a volte si comunica troppo o solo virtualmente, forse la vita, spesso rocambolesca, rapidissima e troppo breve ci porta a conoscere le persone più distanti tra noi grazie a un pc o a un telefono, talora dimenticando che ci potrebbero essere persone altrettanto simili o compatibili con noi nel palazzo accanto al nostro.. Forse è l’ennesima volta che il nostro desiderio di curiosità svela in realtà lo stimolo della conquista dell’ignoto, del diverso da noi, anche solo per abitudini o residenza.. Tutto ciò ci accresce notevolmente.. Mi elettrizza il solo pensiero che dall’altro capo del mondo esistano persone che viaggiano all’unisono con i miei pensieri, uomini e donne che hanno vissuto esperienze simili alle mie, gente che ha le mie stesse passioni.. E tutto questo si può scoprire solamente grazie alla comunicazione.. Gente che crea, plasma, idea, ipotizza, realizza, evolve, parla, informa, legge, scrive.. Strano sentire di coppie che si lasciano con un comunicato stampa, o che scoprono tradimenti tramite fotografie, sui giornali, gente che sa tutto di tutti, anche delle persone più lontane a noi, e spesso modifica le sue conoscenze a seconda di come la situazione può tornare utile.. Globalizzazione, fondamento dell'evoluzione moderna.. Esistono 6 gradi di conoscenza tra ognuno di noi, è una delle teorie base della sociologia.. Pazzesco ma reale pensare che bastano solo 6 passaggi in media tra una normalissima persona e il presidente di qualche stato.. Trovo che il modo di comunicare più universale, nonchè base degli altri, per l'uomo moderno rimanga la scrittura, come nei tempi passati.. Si scrivono comunicati stampa per sponsorizzare nuove linee di arredamento, e dalla forma del testo dipende l'impatto sulla clientela; si scrivono libri, sceneggiature, enciclopedie, notizie di politica che potrebbero essere travisate.. Poi c'è la voce.. da essa dipende un buon 80% dell'”aime” sul lettore-ascoltatore.. Io sono dalla parte della radio.. La mente crea, il suono stimola e fa capire.. la vista, il tatto e il gusto sono optional di cui per capire l'essenza delle cose si potrebbe anche fare a meno.. La mia vita vive in simbiosi con i suoni, mi elettrizzano, mi aiutano a riflettere, mi stimolano al pensiero, mi emozionano; ascoltando il resto del corpo può essere impegnato nelle sue più molteplici attività, parlare, dormire, mangiare, lavorare.. La voce veicola le parole e i sentimenti, dona alone di mistero, magia, curiosità, crea illusioni e stimola gli altri sensi.. Ci si innamora di una voce, di una parola, di una melodia, di un pensiero, quella sensazione di “vedo-non vedo” che tanto incuriosisce; il fatto che sono le parole e i pensieri a vincere in un mondo spesso fatto di immagini e superficialità, dona sicurezza, fa capire che c'è vero interesse, al di là dell'immagine che indossiamo ogni giorno prima di uscire di casa e affrontare la nostra piccola giungla quotidiana.. Musica, voci e parole, misteriose e affascinanti compagne di eventi, amori, episodi, problemi, tormenti e passioni.. Magiche soundtrack.. La forma travia l'idea, la sostanza pesa ma fortifica, le immagini ipnotizzano e mascherano, le voci alleviano creano atmosfera.. Io sono dalla parte di speaker, melodie, canzoni, radiofonia, musica, colonne sonore..
“Video won't kill the radio star”
(“Video kill the radio star”, The Buggles)
N.d.A. = Comunicazione di servizio: se qualcuno dovesse essere a conoscenza di qualche emittente radiofonica in cerca di una giovane ragazza, con abilità dialettiche e da perfetta scriba, beh eccomi qui.. April 13 L'insostenibile leggerezza dell'essereTradire.. umano o diabolico? Da piccolina mi chiedevo come fosse possibile tradire il fidanzato, e ancor peggio il marito, avevo un’idea dell’Amore talmente pura e candida che per me era praticamente impossibile arrivare a macchiarlo.. Per me era così: se stai con uno è perché lo ami visceralmente, e non ti passa nemmeno per l’anticamera del cervello il vago e lontanissimo pensiero di cercare o uscire con un altro.. Utopia.. Poi mi accorgevo che attorno a me c’era come un’invasione di cornuti e cornificatori.. La mia attuale visione della vita molto meno illusa mi porta talvolta a pensare che almeno una volta nella vita tutti siamo stati fautori o vittime di un tradimento.. Perché si tradisce? Perché manca qualcosa nella coppia? O perché ci si rende conto che il partner non è la nostra “anima gemella”, e inconsiamente ci si mette nella condizione di “cacciatori”? O la vita, a volte, ci porta eventi e incontri casuali, per cui, ci imbattiamo in persone meravigliose e ciò che possiamo fare è solamente cedere, e magari innamorarci, che siamo ammoliati o meno? Oppure magari è perché siamo sempre perennemente insoddisfatti di ciò che abbiamo, da cercare, spesso invano, se riusciamo a trovare di meglio.. Per poi stufarci nuovamente e cercare ancora? Io credo sia un insieme di queste condizioni che porta al tradimento, misto a un basso livello di rispetto nei confronti dell’”amato”, che già chiamarlo “amato” mi pare eccessivo in tal caso.. Io sono stata tradita, l’ho scoperto dopo anni, dopo che la nostra passata storia ci aveva portati a diventare grandi amici e a costruire una solida e spensierata confidenza.. Se devo essere sincera la cosa non mi ha toccata profondamente; di certo ci sono rimasta spiazzata, non me lo aspettavo, poi però, raccontato dopo anni e anni, e cambiato il rapporto tra gli interessati, il tradimento perde vigore, lo si chiama scappatella.. ma sempre di corna si parla!.. Io ho tradito.. per parecchio tempo, una persona che mi dava tutto ciò che desideravo, un uomo col quale stavo meravigliosamente, coccolata e viziata come la più regale delle principesse.. ma allora perché l’ho fatto? E’ passato parecchio tempo.. e ora, col senno di poi, sono certa di non averlo fatto per amore dell’altro, del terzo incomodo o amante, credo sia stato perché non amavo più, credo mancassero molte cose nel nostro rapporto, e non parlo di passione, viaggi e regali, parlo di confidenze, il sentirsi capita e ascoltata.. Credo sia completamente colpa mia, non solo in quanto fedifraga, ma anche poiché non ero riuscita a mettere basi solide a un rapporto in cui credevo molto, e a cui avevo donato tempo e speranze per il futuro.. Mi sono sempre detta che se si sente il “bisogno” di tradire, significa che ci sono problemi, e la cosa migliore è parlarne immediatamente al partner.. Fiducia del resto significa non temere di confidarsi, obbligo e diritto di parlare, sia nelle gioie che nei dolori.. Ora sono cresciuta, e se mancassero fiducia e rispetto reciproco non perderei nemmeno tempo.. All’epoca non ero così, avevo una marea di preoccupazioni e terrori di perdere il fidanzato e rimanere a mani vuote, e questo mi bloccava nel parlare, era la causa del nostro problema, ma anche la giustificazione che davo a me stessa per tradirlo… Si chiama immaturità, non riuscire a decidere, o bianco o nero.. Le sfumature esistono nell’arcobaleno e nell’Arte, nell’Amore invece o si ama oppure no.. Chiaramente credo che esistano tradimenti di natura e modalità molto diverse tra loro, situazioni e persone differenti, stati d’animo complessi e comprensibili sono per noi stessi.. Chi tradisce lascia in noi sempre un punto di domanda, a cui non potremo mai rispondere.. Chi tradisce a volte non capisce nemmeno il motivo del prprio gesto, o per lo meno al momento, e spesso se ne pentirà per sempre, avrà sempre la certezza di essere stato il solo e unico carnefice dei sentimenti della persona che amava, nonché macellaio della storia stessa.. Perdonare? Si può, ma non si scorda mai.. si può cercare di capire, far finta di nulla, continuare perché estremamente innamorati, perché alla fine è una sciocchezza, dimenticarlo addirittura.. ma il mostro dentro di noi rimane, come un tarlo che piano piano ci divora il cuore, ci sbriciola la fiducia, accresce le nostre paure, fino a che arriviamo noi, i traditi, al punto di lasciare.. Troppe paure, speranze che crollano come castelli di sabbia, sentirsi sporchi, sentire il partner non più puro e innocente come prima, e soprattutto non più nostro completamente.. E’ terribile.. “E’ la fedeltà la vera utopia”…? Come dicono nel film “L’Ultimo bacio”? E’ proprio vero che non si scappa, succede, che ce ne dobbiamo fare una ragione, che verremo traditi; incontri, possibilità, lavoro, public relations, noia e certezze sono davvero nemici della stabilità della coppia? O “E’ la normalità la vera rivoluzione”? Si ama, si mettono solide fondamenta per il futuro, si condivide, si capisce, si giustifica, si ricostruisce, si porta avanti tutto, troppo meraviglioso e soave per essere gettato al vento? Si forse è questa la soluzione.. la forza di continuare, la certezza dello scopo comune, e dei propri sentimenti.. Le fondamenta.. L'uragano travolge le casette di campagna costruite in legno, i tetti si possono scoperchiare, ma le fondamenta rimangono, pronte per fare da base a una nuova casa.. costruita dalle stesse mani.. se però le mani non sono 4, meglio non perdere tempo, e conservare sforzi, passione e fiducia per un’altra coppia di mani, magari più propense al duro lavoro.. Dopo un tradimento si rimette in discussione tutto, persone, avvenimenti, e soprattutto lui, il partner.. A volte si capisce che quello che chiamiamo Amore, è solo abitudine, o ce ne poniamo il dubbio, a volte rimaniamo per paura di lasciare, nonostante tutto, e a volte proviamo ad allontanarci, per capire.. Ci si chiede non solo perché e con chi, ma diventano quasi fondamentali il dove e quando, come se la situazione e le conseguenze cambiassero a seconda dell’ora o del luogo.. Parole, morbosa curiosità.. Si arriva a chiedere al partner se è ancora innamorato di noi o meno, o se ama il terzo incomodo.. Dolore.. Serrate ricerche di tabulati telefonici o indirizzi, per vedere, per capire se colui che ha rubato il cuore o solamente il corpo dell’amato ne è degno, meglio o peggio di noi.. Gelosia.. Tradire crea e alimenta il fuoco della nostra gelosia, si arriva a temere per ogni cosa, non si perdona mai completamente, si giustifica, ma il ricordo rimane, e ci divora.. e ci lacera..
“..La lacerante distanza (“La paura che..”, Tiziano Ferro) April 12 AriaIo sono di aria.. Vivo di aria, respiro aria.. Ho una quantità esorbitante di parole e pensieri che mi balenano nel cervello.. Sono come l’aria, a volte porto tempesta, come il vento forte, a volte alimento incendi, come il Maestrale d’estate in Sardegna, a volte soffio leggera sulle persone, come una lieve brezza, a volte raffreddo, a volte riscaldo.. Porto via con me ciò che incontro nel mio cammino, tutto, cerco di prendere il meglio di quello che trovo, per farne tesoro, per poterlo rispolverare all’occorrenza.. Rubo dalle persone piccole perle di saggezza, e le faccio mie, le modifico per il mio uso personale, fino a quando le faccio capitare alla soglia della porta di qualcuno e le racconto.. Se mi alzo come il vento forte, trascino impetuosamente le cose che mi circondano, e le porto molto lontano, per punirle credo, e forse anche per sbarazzarmene.. A volte sono impercettibile e silenziosa, a volte alito minacciosamente sul collo altrui, pronta ad infiammarmi, altre volte sparisco, di solito quando di me ci sarebbe più bisogno, proprio come il vento rinfrescante durante l’afa estiva.. Gioco tutto, a volte vinco altre perdo, parlo, canto, scrivo, incontro angeli e a volte demoni.. So essere silenzio o rumore assordante, melodia soave o accordo dissonante.. Sono così, o mi si ama, o mi si odia; non credo nelle mezze misure, all’indifferenza preferisco il sentimento, buono o malevolo che sia, perché implica il trasporto, il pensiero, l’emozione.. Guardo, osservo, studio eventi e personaggi che ruotano attorno a me, e elementi che vorrei facessero parte del mio mondo, e che prima o poi riesco a sfiorare con un mio soffio.. Sono impercettibile.. Il problema è questo, io sfioro, travolgo e poi sparisco, mi allontano, per studiare le reazioni, per prendere fiato, per essere libera, come il vento, appunto.. E finisco per spiazzare le persone, per non riuscire mai a godere appieno delle situazioni, per non andare in profondità, a volte preferisco vivere e razionalizzare da sola.. Io sfioro.. Temo di prendere troppo dagli altri e di finire con l’annullarmi in essi, e temo che venga rubato troppo di me, finendo così per sentirmi svuotata.. Studio e creo la magia, improvviso, come la miglior attrice teatrale che non ricorda una battuta, ma la re inventa istintivamente e con successo, faccio incantesimi, so essere la perfetta amante, donna, amica, fidanzata, figlia, sorella, so vestirmi da adulta o riprendere l’innocenza della bambina o la spensieratezza dell’adolescente, so parlare e ascoltare bene, ma poi ho la necessità di riprendere i miei spazi sacrificati per gli altri e sparisco.. mi trasformo nel sogno più dolce o nel peggior incubo, come se inconsciamente volessi dare il meglio di me, tutto insieme, e poi svanisco.. Ritorno sempre, anche solo come pioggia dorata e breve, o come brezza calda in una giornata invernale, faccio ricordare la mia presenza, e lo faccio principalmente per me, per assaporare un po’ di ciò che forse ho perso.. e poi svanisco ancora, per non soffrire, troppo e di nuovo.. Difficile prendermi, cambio idea facilmente perché analizzo troppo a lungo e troppo in profondità i pro e i contro di ogni cosa, sono sempre troppo concentrata sulla mia vita parallela, dove il mio cuore è incellofanato e surgelato, e sta bene nel freezer, e dove mi nutro di musica, cinema e arte.. Vivo di ciò che in molti desiderano, ma non assaporo mai completamente la materia, se non in piccole briciole o scintille; non tocco mai il terreno, e se succede salto in alto immediatamente.. Sono come Ariel, lo spirito ultraterreno de “La Tempesta” di Shakespeare, l’aiutante del mago-re Prospero, che è soffio di vento, musica soave, tuono di tempesta.. Ariel si manifesta così, è l’artista, etereo e impalpabile, che tutto può anche se non ha nulla in mano, suggestivo, coreografico, si muove come un androgino bianco e polimorfo e si moltiplica all’infinito.. Ariel non incontrerà mai l’amore, se non quello tra altri personaggi, e il suo ruolo sarà solo quello di creare l’incanto per loro, mai per sé stesso.. E’ questa la fine che mi attende? Voglio poter credere di no.. certo è che le farfalle che trasporto al mio passare sarebbe bello che un giorno le sentissi nello stomaco.. Da quassù tutto è bello, profumato e pulito; lo smog non arriva, ma “quanto è bello e quanto è triste, dimenticarsi che il dolore esiste”..
“Sai (“Aria”, Gianna Nannini) April 11 RewindDvd: amo guardare i film in dvd.. puoi scegliere la lingua, e improvvisarti conoscitore di lingue straniere, fare un po’ di language improvement, puoi vedere i contenuti “extra”, i backstages, le interviste a regista e attori, puoi addirittura scegliere la scena, mettere in pausa, tornare indietro e ricominciare da dove ti sei perso qualcosa.. Ma nella realtà non è così.. Mi piacerebbe poter stoppare tutto a volte, anzi mettere in pausa, avere il tempo per riflettere, poter analizzare con la dovuta calma le possibili conseguenze di una o dell’altra scelta.. Situazioni in cui ti ritrovi in pochi istanti a dover decidere del tuo futuro, o di quello altrui.. ti senti chiedere “mi ami?” e non sapresti nemmeno tu come e cosa rispondere a te stesso, e lo devi dire a qualcun altro, in fretta per giunta, se dici no lo perdi, se dici si probabilmente menti.. ti senti chiedere favori assurdi che mai e poi mai saresti in grado di mantenere, e ti tocca rispondere con un bel “certamente, te lo prometto”, sicuro di fallire.. ti trovi di fronte a un bivio e ti ci vorrebbero settimane, o mesi per decidere al meglio, e forse dovresti essere aiutato a farlo, ma non puoi, non c’è tempo.. e soprattutto non puoi tornare indietro.. “Why can’t we just rewind?”.. e con “we” intendo noi tutti, nel lavoro, in amore, amicizia, famiglia, nella vita insomma.. no, non si può.. o comunque mai del tutto.. Con un dvd si, puoi tornare indietro e capire meglio una battuta, vedere meglio una scena, il vestito di un protagonista, un paesaggio.. Ma il finale non cambia mai.. Forse nemmeno per noi.. forse comunque e qualsiasi cosa noi scegliamo di dire, fare o rispondere l’esito non cambierebbe, forse siamo assoggettati a un disegno del destino che comunque vadano le cose ci porta a una sola soluzione, un solo finale del nostro film privato.. Siamo tutti piccoli, più o meno bravi attori, recitiamo bene o male, con trasporto, con creatività, con raziocinio, imparando alla perfezione la parte, o improvvisando astutamente, ma l’”ending” rimane invariato? Chissà.. Di certo c’è solo che le cose non dette rimangono tali, le azioni incompiute ci lasceranno sempre nel dubbio, le frasi poco comprensibili non verranno mai capite, e le situazioni a metà non ci porteranno da nessuna parte, se non a voler tornare indietro, “pause” and “rewind”, per cercare di percepire chi ha sbagliato cosa, come e dove.. ma il presente non cambia.. L’immobilità del presente ci porta a riflettere sul passato, ma a perdere il tempo e quindi il futuro.. la velocità del presente porta a non capire il passato, e ricadere negli stessi errori in futuro.. "..Quando indietro non si torna quando l'hai capito che (“Il giorno di dolore che uno ha”, Luciano Ligabue) April 10 Stop! Dimentica...Dimenticare, ma mai scordare.. si dimentica per non soffrire, per cancellare, per non patire, per continuare.. Ma si riesce mai a scordare? C’è una netta differenza, una lacerante distanza tra dimenticare e scordare.. non solo etimologicamente.. chi dimentica toglie dalla mente, chi scorda dal cuore.. La mente ci aiuta a capire ciò che accade, la mente è come il nostro micidiale strumento di lotta, vittoria e sconfitta personale.. ma il cuore? Lui non ragiona mai, non lo si comanda, è come se fosse un organo a sé stante, con le sue leggi e i suoi diritti, che nessuno mai riesce a capire del tutto, e tanto meno a governare.. e fondamentalmente è lui che muove il mondo, spinge la mente a ottenere ciò che vuole.. Facile dimenticare, una frase, una giornata, un anno da non riproporre, una commissione da fare, una battuta da dire, il titolo di un libro di cui ci si ricorda bene il contenuto.. Impossibile scordare, un concetto, un messaggio, una conseguenza di un’azione, una ferita, un brivido, un battito, un profumo, il testo di una canzone, una sensazione.. Il ricordo ha in sé l’essenza, il significato, possiamo dimenticare il dettaglio ma riuscire a ricordare il messaggio.. Da piccola sentivo il profumo del pasticcio al forno di mia nonna, la Domenica mattina, appena sveglia, non lo sento più da anni ormai, ma non lo posso scordare.. Tutto si può dimenticare, ma nulla può essere scordato, nulla viene rimosso dal nostro bagaglio emotivo, può essere come immagazzinato nel fondo del nostro “archivio personale” perché abbiamo sempre troppe cose da fare e dire, o meglio da ricordare di fare e dire, ma rimane lì, anche dopo decenni, in stand-by, pronto per essere rispolverato, è parte di noi, come un braccio o un occhio, ciò che ci tocca il cuore entra nella nostra anima, e né il tempo, né il rancore né l’orgoglio potranno cancellarlo da essa.. A volte si cerca di dimenticare persone che ci hanno feriti, situazioni che non avremmo voluto vivere, ma non c’è nulla da fare, possiamo toglierli dalla mente per anni, ma basterà un pensiero a farceli tornare vivi nella memoria, a farceli rivivere, a farci sognare o soffrire ancora.. Alcune persone ti entrano dentro talmente tanto che ti lacerano, ti devastano lo spirito, e tu stremato, deluso, ferito e distrutto vuoi che spariscano dalla tua vita per sempre, altre persone svaniscono da sole, e questo ti uccide, poi però ti basta guardare una fotografia, ascoltare una canzone, leggere una frase, vedere un colore, annusare l’aria, per scorgere quell’immagine, quella storia, quel profumo, quella persona, come se non fosse mai andata via dal tuo cuore.. Chi se ne va lascia sempre qualcosa di sé addosso a noi, come un viaggiatore sbadato che perde un foulard nella camera d’hotel.. Situazioni che cambiano, e ci modificano, paesaggi che ritornano, l’aria che a volte ripropone le stesse fragranze, e persone, tante persone, odiate o amate, che restano in noi, e che non possiamo scordare.. A volte sembra che ciò che ci accade, anche la più banale avventura quotidiana, sia frutto di eventi precedenti, di situazioni che abbiamo già vissuto e non possiamo scordare.. Si può far finta di stare bene, dimenticando ciò che non ci piace, ciò che non vogliamo, ciò che ci fa del male, ma non lo possiamo cancellare se è entrato in noi.. Io lo chiamo “dolore dell’arto fantasma”, anche se amputato sembra di averlo ancora.. lascia piaghe e segni indelebili, anhce se non c’è più e non può più ferirci..
“…Sei nell'anima E lì ti lascio per sempre Sospeso immobile Fermo immagine Un segno che non passa mai…” (“Sei nell’Anima”, Gianna Nannini) April 09 La verità mi fa male lo so...Fa male, ferisce, aliena, condanna, rovina, durifica.. rapporti, persone, situazioni.. La chiamano verità, realtà nuda a cruda, appunto.. Stordisce sentirsi dire cose che nel nostro inconscio non vorremmo ammettere, da persone che vorremmo poter pensare che non ce le dicessero mai e tantomeno facessero mai.. Perchè mentiamo? Per stare meglio noi, o forse per non far stare peggio gli altri? Bugie.. tante, piccole o colossali, bugie svelate, bugie inconfessate, bugie per noi stessi.. A volte ci raccontiamo talmente bene ciò che diciamo agli altri fino ad arrivare al punto di convincercene noi stessi.. Siamo tanti piccoli Pinocchi, impauriti da ciò che proviamo e ci circonda, e abbiamo solo bisogno di pace, anche a costo di inventarla.. Lei, la verità, pende su di noi come la spada di Damocle, pronta cadere da un momento all'altro, anche solo per una impercettibile scossa.. Castelli di sabbia che possono crollare per colpa di qualcuno che li calpesta, come per via del vento troppo forte.. Io a volte mento, preferisco pensare che me la racconto, perchè fondamentalmente mi illudo di poter migliorare qualcosa "indorando la pillola".. Tutti a volte mentono.. tutti ce la raccontano e se la raccontano.. Non condanno nessuno.. Abbiamo solo bisogno di stare meglio, di "salvare il salvabile".. Raramente chi tradisce lo ammette, raramente chi sta male lo dice, raramente chi non ama lo confessa a chi lo ama, e viceversa, raramente abbiamo il coraggio di fare il gioco della verità.. Ma fa tanto male quanto è meravigliosa, lei, la verità.. ci aiuta a vedere le cose sotto prospettive diverse, ci aiuta a capire dove e cosa abbiamo sbagliato.. Credo di aver detto la mia prima piccola bugia alle elementari, quando avevo rubato un quaderno a una compagna, e non l ho ammesso.. Credo di aver detto l'ultima mezzora fa, al telefono con mia mamma, dicendole che avevo pulito i vetri delle finestre di casa.. La più grossa quando all'epoca il mio ex mi chiese se avevo un altro, e negai, l'evidenza.. E la più cattiva a me stessa quando mi convincevo di stare bene pur pesando 40kg.. Nulla ferisce più della realtà.. Ma ne abbiamo un viscerale bisogno, tutto deve essere trasparente e pulito, i vetri di casa, come le relazioni interpersonali.. L'illusione devia, travia, anche se è favolosamente magica.. Sarebbe bello sentir rispondere alla domanda "stai bene?" con un no, piuttosto che un si che ci porterebbe a stare peggio a lungo andare.. "ti manco?" "no", "è bello?" "nemmeno un pò", "ti piace?" "preferisco altro".. Ma la sincerità dovrebbe essere reciproca, nessuno ha la sfera di cristallo, nessuno può capire totalmente gli altri, e qualcuno non capisce nemmeno sè stesso.. Abbiamo paura, di stare male, paura della verità, dei giudizi altrui, o peggio ancora dei nostri.. A volte ci raccontiamo bugie talmente sottili e ben costruite che il confine con la realtà è impercettibile.. Forse è tutto una grande bugia, dall' esistenza di Dio, alla forza dell'amore, passando per le leggi della fisica.. O forse tutto quello che ci accade è talmente forte, duro e meraviglioso, anche nella negatività, e questo ci terrorizza.. "In vino veritas" si dice, perchè vengono abbattute le nostre auto-difese, quelle che ci permettono di non soffrire, ma che ci mascherano, ci anestetizzano parzialmente.. Parlare senza paura delle conseguenze, perchè chi ascolta apprezza la realtà che gli viene detta, e lo sforzo per tirarla fuori.. Ma non è quasi mai così.. Purtroppo.. Forse a volte parliamo molto di più con gli occhi che con la voce; forse la verità è più facile da dire al buio, senza guardare e senza essere osservati.. Il buio ha quel fascino misterioso che non mostra le cose come le vediamo, ma come le percepiamo, la luce del sole abbaglia, il buio aiuta a riflettere e pensare, e nei sogni è racchiuso il nostro vero ego con tutti i suoi bisogni.. "... sei la voce che nessuno sa ascoltare, la luce del lampione in questo viale.. dimmi come stai e nei tuoi giorni cosa fai, parlare è facile sotto questa finta luna, ed io ti ascolterò e se vorrai ti prenderò, sei meno fragile dentro questa notte scura..." ("Instabile", Nek) April 06 L'odore del SessoEsiste il sesso senza amore, esiste raramente l’amore senza sesso, e quando si incrociano queste due componenti scoppia la bomba.. Sesso, sensualità, erotismo, malizia, spudoratezza, pudore, tabù, calore, unione, fusione.. Se dovessi rappresentare la mia idea di sesso, sarebbe un fuoco che brucia, il rosso più acceso, lenzuola di seta nere, luci basse e calde, incensi profumati e musica lenta di sottofondo.. E lui, mai volgare, mai prepotente, energico quando e quanto basta, lui che prima si fa dominare, e poi fa di me ciò che vuole.. Io non credo ai preliminari troppo lunghi, e non credo nemmeno alle coccole dopo, preferisco una gioviale chiacchierata, uno scambio di opinioni, e soprattutto tante risate.. Amo l’uomo che non esalta la sua prestanza fisica, quello non troppo muscoloso, quello pulito, che non esibisce biancheria improbabile, quello mai vanesio, mai goffo, quello non imbarazzato.. L’uomo che non osserva troppo, ma accarezza, osservare è un po’ studiare distaccati, accarezzare è scoprire avvicinandosi.. Non accetto le volgarità, le cattiverie, il sado-masochismo, gli strumentini extra che personalmente mi fanno ridere se usati in coppia.. Adoro le carezze, amo quando mi vengono toccati i capelli e spostati dal mio viso, amo i baci, lunghi, passionali e ubriacanti, quelli che ti lasciano senza fiato, che vorresti non finissero mai.. Ma quanto è importante il sesso per ognuno di noi, intendo nell’intimo, quanto i nostri problemi si rispecchiano nel nostro modo di fare l’amore, quanto nelle persone che cerchiamo per soddisfarci egoisticamente? Per me il sesso è un anti-stress, un momento di sfogo personale, se poi la persona in questione mi coinvolge particolarmente è il momento apice del rapporto di coppia, ma non amo “abusarne”, credo sia come tutte le cose favolose, si godono di più se non vengono programmate, né ripetute fino alla noia, e mai obbligate.. Non mi piacciono le situazioni in cui, specialmente in un rapporto a distanza, dove bisogna sfruttare i pochi e brevi momenti insieme, ci si sente quasi in dovere di farlo, anche in posti e momenti poco indicati; Io vivo di sensazioni e istanti, che passano veloci come il tempo e come i miei pensieri, mi piacciono le situazioni in cui ci si ritrova a parlare di sesso, ridendo e facendo battute ironiche e doppi sensi; Amo gli uomini che lanciano sguardi, e osservano, senza mai cadere nel banale, quelli che sussurrano alle orecchie, unendo dolcezza a malizia, quelli che sfiorano le mani delicatamente, quelli che baciano appassionatamente quando meno te l’aspetti, quelli che profumano di esperienza, quelli che anche se sono imbarazzati non si bloccano, mettendo la partner in crisi, ma che ci ridono sopra, risollevando il tono della situazione.. Amo quelli che intendono il rapporto come unione dei 5 sensi.. Quelli che non piantano il muso se lei non ha voglia, quelli che non fanno i bambini, quelli che scherzano del proprio corpo e di quello della compagna, quelli che non millantano mille partner precedenti, né affermano che tu sei la migliore che abbiano mai avuto.. Il sesso è talmente intimo che non è solo ricerca dell’egoistico piacere personale, e nemmeno come unione di corpi che racchiudono anime che si amano, è un concedersi, dando sfogo ai propri istinti, ascoltando quelli del partner, è donare la parte più intima, e permettere che sia per qualche minuto di qualcun altro.. Il sesso porta sempre a modifiche nelle nostre relazioni: tra due amici che lo fanno le cose cambieranno, o per lo meno si avrà sempre fissa in testa la situazione, due persone che si piacciono si conosceranno meglio e il loro status di “uscenti” diventerà “uscenti e accoppianti”, due fidanzati intensificano ogni volta il loro rapporto, e una coppia consolidata raggiunge un livello tale di conoscenza e feeling che spesso basta un profumo ad accenderli entrambi allo stesso momento.. E’ strano pensare al sesso e ai propri partner, e rendersi conto che man mano che passa il tempo le prestazioni sono migliori, un po’ per meriti dei partner, un po’ perché aumenta la nostra esperienza.. Credo non ci sia un’età precisa o migliore per la prima volta, ma credo che faccia crescere e regali, soprattutto a una donna, una maggiore sicurezza in sé stessa.. Credo non sia lecito giudicare se, quando e con chi lo si fa, e soprattutto dopo quanto tempo, credo che bisogna sentirselo, che sia dopo una sera o dopo 1 anno.. Credo che coloro che non lo praticano si privino di una gioia che è in loro diritto in quanto esseri umani.. Non credo nella castità.. Credo molto nel dialogo, nelle battute di spirito e nel confronto, la comunicazione che fa capire e spiegare cosa piace a noi e al compagno.. Credo nell’ironia anche a letto.. Credo molto nelle carezze, sfiorarsi, baciarsi lentamente ma con forza, appassionatamente ma mai troppo a lungo.. Non credo nel petting, è solo un piacevole “apri danze”, solo quello è un po’ come usare il triciclo quando si ha la bici e la si sa usare.. Amo i camini accesi d’inverno, e le coperte bollenti sotto cui fare fuochi d’artificio, e amo il mare, l’acqua, i prati d’estate.. Per me è bello farlo dove capita se se ne ha voglia.. entrambi.. Amo chi rispetta, chi non chiede prepotentemente di fare o non fare qualcosa durante.. meglio dopo.. E soprattutto amo il dopo.. chiacchierare, mangiucchiare qualcosa a letto, fumare una sigaretta e ridere.. ridere tanto.. Spesso si finisce a parlare di dimensioni, e se si ha confidenza la lei fa una disquisizione su quanto è meglio l’esperienza della grandezza, e il lui si sente sollevato e orgoglioso di sé.. Non amo i programmi.. Amo la passione, il coinvolgimento improvviso, come un diavolo che infiamma il corpo e lo estrania dalla ragione.. Amo le carezze prima, gli occhi lucidi e concentrati durante, l’odore sulla pelle dopo.. "L’odore del sesso", quello che non va via per un po’.. April 05 Nè Arte nè parteManifesto contro l’ignoranza.. ignoranza intesa come “non conoscenza”, di sé stessi, come “non volontà” di conoscere gli altri, egoismo ed egocentrismo.. Come è possibile che alcune persone siano sempre troppo prese da sé stesse per pensare che magari la ragione non è sempre e solo dalla loro parte, persone magari meravigliose, pronte ad ascoltarti, ma che poi inevitabilmente cadono nel dare giudizi, conclusioni affrettate su eventi e persone, tirandone in ballo altre, solamente perché la miglior difesa, si sa, è l’attacco.. IO NON CI STO.. io non accetto che mi si dica che sono poco concreta, perché penso, razionalizzo e sogno ancora.. Io vivo di pensieri e fantasia, che si mischiano insieme, e si surriscaldano in un pentolone gigantesco, dove ogni notte metto i miei sogni inconsci e ogni giorno i miei incontri.. La vita è un miscuglio di realtà e illusione, un mix a volte non omogeneo tra realtà e irrealtà, “la vita è sogno”, si vive per realizzare i propri sogni.. Non si può solo pensare al tangibile, alle proprie funzioni primarie.. C’è altro, ci siamo noi, esseri umani fatti di carne, ossa e anche di molta acqua, che a sua volta è fatta di ossigeno e idrogeno.. Esseri umani fatti di aria, come quella che respiriamo... Persone che respirano, che coltivano interessi, persone che comunicano, persone che immaginano e vivono per la realizzazione dei loro obiettivi.. “Come si fa a non sognare la vita che vivi adesso?”.. Come si fa a pensare che le persone che leggono e si inebriano di musica, letteratura e arte, sono solo persone inette, senza scopi, inconcludenti e senza neuroni.. Questa frase mi rabbrividisce.. Mi fa addirittura schifo scriverla.. Eppure c’è gente che la pensa così.. Pazzesco.. Io navigo sul web e scopro milioni di bloggers, milioni di sognatori e scrittori; lavoro nel campo dell’Arte visiva e frequento mostre e musei, e sono sempre pieni di persone curiose come me; io seguo la musica, e milioni di persone ascoltano la radio e comprano i dischi.. Siamo un popolo di viaggiatori, cantanti, sognatori e poeti, da sempre, siamo italiani.. E ne vado fiera, è meraviglioso.. Mi inquieta sapere che alcune persone ritengono che tutto ciò che è Arte, più o meno famosa, più o meno palesata, visiva, innovativa, musicale, antica, moderna, sia inutile, sia una perdita di tempo.. Arrivare a non considerare nulla apparte sé stessi, porta a non avere ideali da seguire, a non capire a fondo ciò che ci accade.. Qualcuno pensa che chi legge un libro, e lo ama, e aspetta il seguente perché ubriacato dalle parole o dalla storia descritta, sia uno stupido.. Ma stiamo scherzando..???.. Credo sia il “cane che si morde la coda”, ovvero.. vengono disprezzate le doti di alcune persone, le doti artistiche, saper parlare, cantare, scrivere, ascoltare, raccontare, a favore solamente di quelle manuali; le doti dell’autore che narra la storia che il regista plasma e rende visiva e fa a sua volta interpretare dall’attore, lo stesso attore che viene idolatrato proprio da coloro che tanto avevano disprezzato scrittori e lettori.. Si chiama IGNORANZA.. Non saper vedere le qualità altrui, non scorgere le doti, non capire le esigenze, non sforzarsi di capire le personalità, non badare e non cercare di conoscere gli altri perché “non interessa”.. come si fa a dire che non si vuole conoscere una persona?.. Tutto è interessante, anche chi è opposto a noi, tutto arricchisce, tutto aiuta a crescere.. Non riuscire a capire le scelte altrui e permettersi di contestarle sempre, anche quando non richiesto, rispondere alle domande su sé stessi con pungenti critiche verso gli altri, rinfacciare sempre tutto.. Forse bisogna cercare di capire che le altre persone sono da ascoltare e consigliare, ma mai da insultare e criticare.. Bisogna imparare a capire quando è il caso di tacere, per evitare di scoppiare e spiattellare le prime cose che capitano per la testa.. Bisogna imparare a ragionare.. Il rispetto, prima di tutto.. Io amo l’Arte, ciò non significa che non vivo la vita reale, la vivo eccome, solo che penso prima di parlare e di agire, per agevolare il mio bene e evitare il male altrui.. è dura, è un processo lungo, ma non significa che sia sbagliato, anzi.. io sono per i sogni, per la fantasia, per ogni forma di comunicazione, per la cultura, ma non solo quella dei libri, quella della vita, che viene dalla maturità e dall’esperienza, l’Arte di ascoltare e non crocefiggere a priori.. "Prima di sparare, pensa!"
“…Semplicemente pensa April 04 Monoporzioni e 40 metri quadriLa spesa da sola, 40 mq di appartamento tutti miei e che profumano solo di me, la sveglia, la doccia, la casa, le pulizie, la scelta degli asciugamani, la cena da sola, i viaggi, le partenze e ritorni.. Si forse siamo tutti un po’ soli, nel senso che viviamo le nostre vite indipendentemente dal resto del mondo, almeno finchè non abbiamo dei figli, poi si vive per loro.. Io vivo per me, e per fare star bene ciò che mi circonda.. A volte si esagera, c’è chi esagera nell’egoismo, c’è chi ha paura e pur di non stare da solo si auto-soffoca, c’è chi non riesce a stare da solo, e preferisce appoggiarsi su famiglia e fidanzato/a, c’è chi lo vuole costi quel che costi, per disintossicarsi, per poter ricominciare ad ascoltare la voce del suo cuore, che da tempo urla, c’è chi sta da solo per dimenticare, c’è chi sta da solo per realizzarsi.. io sto da sola per un po’ di tutto questo.. Io non mi sento sola nell’animo, ho la mia esperienza, i miei amici, la mia famiglia, le mie passioni, le mie voglie, le mie speranze e i miei progetti.. Io sono un animale sociale, amo relazionarmi e comunicare e amo parlare, non sono affatto sintetica, e si vede, potrei anche essere un animale da branco, o da piccolo clan come le tigri, o da una coppia.. Ora sono indipendente e autosufficiente come un gatto.. Abito da sola, per mia scelta, credo sia troppo facile pretendere di occupare gli spazi altrui e esigere di potersi gestire il proprio, prima di aver capito e conosciuto bene sé stessi, credo che sia necessario vivere da soli per crescere, per essere autonomi, per imparare a cavarsela da soli.. e io dopo 4 anni me la so cavare, almeno un po’.. Si impara a splendere da soli, di luce propria, e si potrà far brillare meglio la propria coppia quando ci sarà.. Io non ho legami affettivi.. questo è il fulcro.. Io sono single.. Essere single.. Per tua scelta, perché hai il cuore “incellofanato e surgelato” e hai paura di esporti per il momento e scongelarlo, ma ne hai un desiderio smisurato, e da sola pensi a quando non lo sarai più, sogni i sospiri, le telefonate e persino le scenate di gelosia, ma per il momento stai bene così, forse perchè nessuno va davvero bene, forse perché pretendi troppo dagli altri e anche da te, forse perché sei semplicemente sfortunata, forse perché è più facile non impegnarsi mai del tutto e concentrare in pochi attimi un’intera storia, anche se non ti lascerà nulla, anche se non ti fa bene, piuttosto che rimettersi in gioco del tutto sempre e tentare.. “Stai bene come stai,… sola”… Single? Il vocabolario dice: “persona che vive sola, soprattutto se celibe o nubile”.. Ah beh allora rientro a pieno titolo nella categoria.. Bellissimo essere single: uscire, non dover rendere conto a nessuno, non dover giustificare nulla, non dover rispettare orari e clichet.. Orribile essere single: non aver nessuno su cui confidare totalmente, nessuno con cui condividere emozioni, avventure e quotidianità.. Il single è come i singoli delle canzoni, sono dei “cd – non cd”, che ti danno di meno, costano meno, sono meno impegnativi, ma hanno 3-4 canzoni, di solito magari la stessa in varie versioni.. L’album è pieno, vario, è eterno.. La compilation forse è la famiglia al completo invece… Ecco io sono un singolo, magari uno splendido singolo, o un grande classico rispolverato, o una new hit di successo.. ma non sono completa.. Io voglio esserlo in futuro, mi sposerei anche subito se avessi la materia prima, nel senso di una sicura materia prima.. L’uomo e la donna sono nati per completarsi vicendevolmente e finchè non lo sono a entrambi manca qualcosa, l’esperienza, la fiducia, la garanzia, la sicurezza, la trasparenza, l’Amore.. Ma come mai la maggior parte dei single attualmente lo sono per scelta? Sempre pieni di amici, feste, iniziativa e possibilità di conoscere.. ma mai ricettivi e del tutto coraggiosi.. Ma forse queste sono tutte occasioni troppo superficiali.. Forse i single non hanno abbastanza fiducia in loro stessi e non si buttano a sufficienza, preferiscono sfiorarsi anziché scavarsi.. Da quando la paura si chiama scelta? Qualcuno ha paura di soffrire, qualcuno di sbagliare persona, qualcuno teme il legame e vuole potersi godere la libertà per volare di fiore in fiore, qualcun altro ha paura di crescere del tutto, qualcuno ha paura di vivere appieno, qualcuno che un estraneo entri nel suo cuore, ne faccia polpettine e se le mangi, qualcuno non lo sa nemmeno di cosa ha paura.. Qualcuno è come il legno, immagazzina le botte, brucia al fuoco, ma si ammorbidisce solo con un po’ di acqua e mai del tutto.. Qualcuno è come pesci e farfalle, che vanno un po’ dove vogliono.. Qualcuno è come il fuoco, brucia sempre, nonostante tutto, e dovrà essere spento prima o poi.. Io sono come l’aria, vibro, volo, guardo il mondo sotto a me, lo osservo, scruto le persone, coltivo passioni, alimento fuochi e trasporto farfalle.. ma è difficile prendermi.. almeno per ora.. Credo che tutte queste barriere che noi single alziamo a difesa di truppe o inondazioni prima o poi verranno abbattute.. basta solo saper aspettare, c’è un momento giusto per tutte le cose.. Basta solo ricordarsi di non gettare la chiave.. la chiave del cuore.. la mia è nel freezer, accanto a lui.. il cuore “incellofanato e surgelato” che continua a mantenersi giovane là dentro.. ma inizia ad avere freddo.. April 03 La bestia nel CuoreDA.. Disturbi Alimentari.. li chiamano così, li catalogano così.. gli esperti. Non so perché oggi, non so come mai sento il bisogno di parlare del piccolo enorme tarlo che ha attanagliato e rosicchiato famelico la mia psiche per anni.. Si, io razionale ma sognatrice, io piena di problemi che spesso mi creo da sola, cosciente dei miei errori, cosciente cittadina del mondo, raziocinante, io che mi vesto dei miei limiti come fossero una corazza, non li mostro mai agli altri, io che voglio dimostrare di essere forte.. Io sembro, appaio, recito un ruolo difficile, quello della giovane donna autosufficiente che vuole cavarsela sempre da sola, anche a costo di cadere inesorabilmente in errore, un ruolo nel quale mi calo talmente bene da perdere talvolta l’essenza reale di me stessa, giovane fragile ragazza, piena di dubbi, domande, perché e soprattutto paure.. Non so come sia iniziata, forse per il mio desiderio di indipendenza, che piano piano, fin da piccola mi ha portata a isolarmi a volte, per raggiungere il meglio, il top di me, per me, sogni, illusioni, ideali.. per poi capire che in un modo o nell’altro avevo bisogno degli altri, e cercare inconsciamente di riacquistare interesse da parte loro, attirando la loro attenzione così.. lacerandomi.. Parlo di inconscio, una motivazione ragionevole non saprei offrirla, non sono in grado.. ti ammali perché sei debole, per vari motivi, perché vuoi qualcosa e la malattia psicologica diventa un mezzo, e poi non ne guarisci più.. cadi in un vortice chiamato anoressia, fatto di digiuni, litri di acqua, forza di volontà e di resistenza.. ti accorgi di essere forte, a posteriori capisci quanto è incredibile il fatto che se si vuole si è in grado di sopportare immensi sforzi fisici, anche se in grave sottopeso, basta volere; la stessa volontà di cui ti vuoi privare per uscirne, perché è comodo, perché ti vedi attraente, perché attiri l’attenzione altrui, perché ti senti forte, stai bene.. arrivi a pesare 10-15 kg in meno della norma, il tuo stomaco è sempre più invisibile, ma stai bene, vivi.. sopravvivi benissimo.. poi un giorno cedi, a un succo di frutta non light, a una giornata fatta di 3 pasti, quando per mesi avevi fatto 3-4 pasti alla settimana.. e piano piano ricominci.. ti autoconvinci che tanto te lo puoi permettere.. si perché sei perfettamente cosciente della tua enorme magrezza, e puoi concederti dei lussi che da normopeso non potresti.. mangi, e stai bene, poi, per bilanciare, digiuni per qualche giorno, e stai bene.. ma lo stomaco è peggio di un elastico, e non c’è proverbio più vero di quello che recita che “l’appetito viene mangiando”.. hai fame, e mangi, digiuni, e poi hai una fame tripla.. puoi, sei magrissima, hai dei polpaccini microscopici, hai perso tutta la tua muscolatura, devi mangiare.. si ma non abbuffarti.. succede, è la conseguenza diretta della tua precedente anoressia, credo.. mangi, stra-mangi.. bulimia.. sottoponi il tuo stomaco elasticizzato a sforzi incredibili, stai male dopo le abbuffate, ma ti soddisfano, come se stessi recuperando gli anni di digiuni.. non ne esci.. mai.. magari stai meglio, magari lo stare in compagnia e non troppo da sola ti aiuta a rispettare certi orari prefissati per mangiare, e certe porzioni.. perché nessuno deve sapere cosa fai, di nascosto, è umiliante.. poi cresci, capisci che ti sei fatta del male, da sola, per nulla, che non piaci di più se pesi 15kg in meno, e nemmeno se passi le tue giornate a pensare al cibo.. tutto, tanto, troppo tempo sprecato, buono solo a lacerarti come una iena che divora la sua carcassa.. la iena sei tu, e la carcassa è il tuo corpo.. autodistruzione.. Ma perché accade? Perché a così tante donne? Perché anche agli uomini? Io ci sono passata, sto bene adesso, posso dire di esserne guarita, ma il tarlo rimane, è solo più piccolo e soffocato dal cervello, ma c’è.. sempre.. come un monito a non ricaderci, come un terribile ricordo del passato.. La mia è paura, di affrontare il mondo, di non essere in grado di sostenere il peso delle piccole o grandi difficoltà che la vita ci regala, le stesse che ci aiutano a crescere.. La mia è paura di non riuscire a dimostrare agli altri che so fare tutto da sola.. forse tutto.. ma questo no.. Il mio è desiderio di occuparmi degli altri prima di me stessa, dispensare consigli, ottimi, per far si che nessuno ci cada, che gli altri stiano bene, mai occupandomi dei miei, dai quali puntualmente fuggo.. La mia all’inizio credo sia nata perché mi mancava qualcosa, ero appena andata a vivere da sola, avevo tutto, 22anni, bellezza, fidanzato, ma mi mancava l’affetto, i sorrisi e le carezze.. Non incolpo nessuno, la colpa è mia, avevo solo bisogno di attirare l’attenzione delle persone che amavo, dei genitori dai quali ero fuggita lontana ma che mi mancavano, e di un ragazzo troppo poco affettuoso per il mio modo di essere.. Poi il baratro, il buio, il risucchio nel cratere bollente, il vortice che ti porta via.. Mille calcoli e tabelle per ingurgitare il minor numero di calorie possibile, svegliarsi e pensare cosa fare per evitare di avere fame, la riuscita in questo, la fame che passa, il corpo che si affila, le forze che ci sono, le persone che ti dicono che sei magrissima, e più me lo dicevano più desideravo calare ancora, e ero orgogliosa di me stessa.. Poi la riscoperta del cibo, l’abuso del cibo, il cibo che diventa una droga, ti inebria, ti riempie dei buchi enormi.. I buchi dello stomaco, quelli che tanto insegui inconsciamente per attirare amore e attenzione, diventano buchi da riempire, come se facendolo tu riuscissi a colmare le tue carenze affettive e psicologiche.. stavo bene quando mi abbuffavo e poi digiunavo, il mio corpo no.. Il tarlo non se ne va.. ora c ‘è la coscienza, l’esperienza.. ma lui resta.. a minacciarti.. pronto a ricordarti che basta poco per ricadere nella tristezza di una tabella nutrizionale.. Non mi sento di dare consigli oggi.. oggi ho raccontato la parte di me che fino a ora avevo cercato di nascondere.. la mia debolezza più grande, che mi rende tanto umana quanto sciocca nel modo che ho avuto di affrontare i problemi e le carenze.. Io voglio stare bene, voglio schiacciare per sempre il tarlo, anche se adesso è innocuo per me.. Mi fa ancora paura.. So che ci si aiuta da soli credo, a me è successo così.. ho capito che nulla si sfoga o si allieta con null’altro se non con una soluzione.. Un tema in classe non si svolge facendo un’equazione, come un problema in amore, o sul lavoro non si risolve mangiando o digiunando.. Lo so, e l’ho sempre saputo.. Sempre troppo impegnata a dimostrarmi forte all’esterno, a recitare il mio ruolo, poi da sola, smessi i panni dell’attrice ci sono io.. solo io, le mie ansie, le mie paure, le mie gioie, la mia penna, il mio pc, le mie fotografie, il mio frigo, la mia fame, la mia sazietà, le mie paranoie, i miei sogni, i miei amori, i miei progetti, la mia esperienza, la mia coscienza.. A volte si può essere il peggior nemico di sé stessi, creare una maschera d’acciaio all’esterno, e di carta velina nell’intimo, a volte si può sconfiggere la bestia nel cuore, a volte la maschera che indossiamo con gli altri dovrebbe essere di aiuto prima di tutto a noi stessi.. L’importante è capirlo..
E la smetti?Rilassati!Forza reagisci sei te (“Mai Nata”, Tiziano Ferro) April 02 Almeno tu nell'Universo“… un sole che splende per me soltanto, come un diamante in mezzo al cuore…” “Quando entro in casa e sento musica, so che ci sei, perché tu sei musica”.. Mio padre.. un uomo, un piccolo grande uomo, con tutti i suoi problemi, e le sue domande, e le tante risposte che costantemente da quasi 26 anni cerca di offrirmi, quando meno me l’aspetto lui è lì, a darmi una scossa, quando vede che non sto bene lui lo avverte, come se tra noi ci fosse un filo, tanto invisibile quanto indistruttibile, e non servono parole inutili per spiegare cosa mi succede, lui lo sa.. Antonio, Scorpione classe 1950, moro, occhi neri, medico.. Io voglio essere come lui.. pronto a chinarsi per il bene delle persone che ama, mai egoista, mai lamentoso, mai noioso.. Lui che si arrabbia, si sfoga e riesce sempre a farsi perdonare; Lui che cerca di entrare nella mente altrui, per capire; Lui che ama incondizionatamente tre donne, che tanto l’hanno deluso e quasi mai ringraziato dei suoi innumerevoli e gratuiti sacrifici; Lui che mai parla di sé, di ciò che prova, di quello che avrebbe ancora voglia e diritto di fare; Lui che come nessuno ha il bene e le necessità altrui come priorità assoluta.. Io amo mio padre, mi emoziona quando mi abbraccia, quando mi chiama solamente per sapere come mi sento; mi emoziona pensarlo, ricordarlo.. I momenti più belli della mia infanzia sono legati a lui, come un piccolo orsacchiotto che ricordo mi portò di ritorno da un viaggio di lavoro, una sciocchezza forse, ma ho impresso quell'attimo come fosse successo 2 minuti fa.. Quando guardo nei suoi profondi occhi neri vedo me stessa, la stessa persona, le stessa idee, le stesse ambizioni, le stessa paure.. vedo il mio passato, il mio presente e come vorrei essere, vedo un uomo meraviglioso e mai sufficientemente soddisfatto, vedo l’amore incondizionato.. Vedo la famiglia.. La mia famiglia.. La mia casa profuma di mio padre, della sua ironia, della sua dolcezza, del suo spirito, delle lezioni di arte, musica e letteratura, dei suoi occhiali, delle sue stanchezze, dei suoi pensieri, delle sue critiche, delle sue sfuriate giustificate.. Ho paura a pensare che un giorno potrà andarsene, ho il terrore di non riuscire a parlargli come mai ho fatto, ho paura che lui non sappia ciò che penso di lui.. Lui, la stella polare del mio piccolo cielo, punto fisso nei miei pensieri, per lui faccio alcune scelte, per cercare di avvicinarmi al suo modo di essere, ed è a lui che penso quando sono seriamente in difficoltà.. Solo lui capisce cosa non va e perché.. anche se non parlo, anche se sono lontana, solo lui è in grado di percepire i piccoli e invisibili segnali che mando, solo lui capisce se e quando sono davvero felice con me e con gli altri, solo lui sa darmi piccole perle di saggezza, forse senza nemmeno accorgersene, piccole frasi o parole che conservo nel cassetto più intimo e prezioso del mio cuore, e che spesso mi fanno cambiare idea o comportamento.. Non riuscirò mai del tutto a dire e nemmeno a scrivere ciò che provo nei suoi confronti, le parole non giustificherebbero mai il senso del mio pensiero e del mio sentimento, nulla sarebbe abbastanza, nulla sarebbe tanto valoroso, toccante e dignitoso.. Un suo sorriso mi illumina e conforta, una sua risata mi rallegra, una sua battuta mi scuote, una sua sfuriata mi incupisce e mi porta a pensare, un suo gesto mi stimola a proseguire o fermarmi, cadendo a volte, ma rialzandomi sempre.. Lottare, continuare, amare, capire, credere, pensare, sacrificarsi per ciò in cui si crede.. Lui crede in me.. Mio Papà.. Fedeltà, Fermezza, Brio, Ironia, Intelligenza, Amore, Altruismo, Spontaneità, Giustizia, Pazienza, Saggezza, Disciplina.. Lui che si entusiasma per canzoni, dipinti e poesie, come me.. lui è Arte, l’Arte del sentimento, dell’emozione, l’Arte che entra nel cuore e ti scuote, e non riesci a scacciarla più. Lui è come me; io sono come lui.. Si dice che le figlie femmine assomiglino sempre di più ai padri, e viceversa.. ebbene si, io si.. io sono mio padre, e ne sono fiera.. Viviamo di passioni, ma razionalizziamo sempre, cerchiamo l’armonia, e sogniamo.. Io sogno di poterlo rendere felice e fiero di me, finalmente.. Fin da bambine noi donne idealizziamo il nostro matrimonio, la cerimonia, l’abito.. io fin da bambina immagino come sarebbe bello ballare con lui al mio, come se fosse un “passaggio di consegne”, da lui al mio futuro marito, e lo immagino piangere nel giocare in futuro con i suoi nipotini, commuoversi di gioia, felice nel vedermi serena e realizzata.. Mio papà sogna.. sogna di poter fare finalmente ciò che ama, ciò per cui è portato, senza dover troppo pensare agli altri; sogna di poter prendersi cura di sé stesso, finalmente.. Sogna l’Arte del ‘600, Umberto Eco, Oriana Fallaci e i Queen.. Viaggiare, volare, comunicare, conoscere, parlare.. Tutto quello che sogno io, e che lui sa di non poter ancora fare adesso, mosso dal suo senso del dovere.. Mio papà, mio fratello maggiore, mio migliore amico, mio mentore, mia guida.. Si dice spesso che non si saprebbe come fare senza qualcuno, io lo penso davvero.. Papà, so camminare, me lo hai insegnato tu, so lottare, so credere, so amare, so capire, so sacrificarmi.. ma ho sempre bisogno della mia luce, del mio perché, del mio dove, del mio quando, del mio fulcro.. della tua forza, della tua ostinazione e delle tue risposte.. solo le tue.. ho bisogno di te.. Ogni tuo abbraccio o parola è per me il dono più prezioso.. E sono un imbranatoL'ABC dell'approccio.. del rimorchio, insomma chiamatelo come volete.. fatto sta che alcune persone a volte proprio non riescono ad azzeccare il modo migliore per avvicinare una ragazza.. cioè se avvistate in un locale un gruppetto di fanciulle tra cui ne scorgete una che vi “attizza”.. beh non potete sbagliare subito.. ricordate che ciò che direte sarà il vostro biglietto da visita, e la ragazza, dal momento che alla mano non avrà ulteriori mezzi per giudicarvi, potrà fare tesoro di ciò che le verrà detto e archiviarvi per sempre, a meno che voi in seguito non riusciate a riscattarvi, oppure, al contrario cadere tra le vostre braccia estasiata e esterrefatta dalla vostra verve di uomo affabile, affascinante e misterioso, o per lo meno essere molto interessata a conoscervi.. e ciò che ne segue.. Perciò eccomi qui in vostro aiuto, in quanto donna, in quanto single, e in quanto frequentatrice di locali nel weekend.. 1. Siete in compagnia, e avete voglia di fare conoscenze? Prima di tutto non gettatevi in balli sfrenati, al centro della pista.. finirete per essere facili prede di gruppi di donzelle divertite dalla vostra performance e in vena di sfottò.. a meno che non siate ballerini professionisti, ma anche in questo caso, meglio evitare esibizioni da cubo, fuori dal cubo.. non state lavorando, nè siete una letterina e tanto meno Justin Timberlake.. siate voi stessi.. LA SEMPLICITA’ PAGA! 2. Abbigliamento: se non siete al Cocoricò di Riccione a Ferragosto, se non siete a una festa in maschera e se non siete ballerini o rockstar, è consigliabile un abbigliamento spontaneo, qualcosa di comodo ma carino, qualcosa che portate bene, che vi rispecchia, qualcosa che vi piace insomma.. mai troppo artefatti, nè impomatati in improbabili gel glitterosi e abbronzanti (specialmente se avete una bella camicia bianca) a mo’ di divo della Tv su un calendario, mai troppo eleganti (non siete a una cena di gala); evitate il bianco total, a meno che non siate in una disco d'estate, o a meno che voi non siate Tony Manero, che siccome ormai il buon vecchio John Travolta ha i suoi anni.. perciò evitatelo comunque.. Abbasso le magliette manica lunga iper fluo, che fanno luce psichedelica al neon.. Abbasso i jeans col risvolto se avete qualche kg di troppo o le gambe corte.. Abbasso il capello alla Luciano Ligabue, a meno che voi non siate una rockstar.. LA SEMPLICITA' PREMIA! 3. Evitate di urtare le malcapitate, nella speranza di attaccare discorso.. la poveretta potrebbe ritrovarsi il contenuto del suo ennesimo drink interamente versato sul suo bell'abitino, e non ne sarà colpita piacevolmente, poichè a) dovrà spendere trilioni in lavasecco e b) non potrà sbevacchiarsi il suo cocktail!!! 4. Evitate di approcciare con frasi del tipo "ma sai che sei bellissima".. che lo sia o meno è banale, si una bella frase, ma terribilmente inflazionata.. L'ORIGINALITA' DIFFERENZIA E ESALTA! 5. Cercate di colpire per la vostra dolcezza e premura, per il vostro fascino, andiamo, siete uomini, quando volete sapete essere meravigliosi e adorabili, fatelo anche nel conoscere le ragazze.. Chiaccherate avvicinandovi al suo orecchio, e sfruttate il fatto che la musica è troppo alta per proporre una sigaretta fuori dal locale; fate i cavalieri, aprite le porte al suo passaggio, lasciatela passare avanti a voi, si lo so sono formalità, ma centrano il bersaglio talvolta, credetemi, specialmente se non si hanno ulteriori mezzi per giudicarvi, e non si hanno perchè è il primo incontro.. 6. Non toccate ripetutamente la fanciulla, tipo avvinghiandola dietro la schiena, o toccandole e tirandole il braccio.. cose molto fastidiose.. verrete evitati come la peste bubbonica.. 7. Offrite un drink o fatevelo offrire casomai, ebbene si, perchè proporre di bere qualcosa insieme e poi dividere “alla romana” fa ridere.. o paga tutto lei o tutto voi.. meglio, fidatevi.. 8. Proponete un modo per reincontrarvi alternativo, non del tipo, “potrei venire a trovarti dove abiti”.. no no, meglio lasciarle il vostro numero, se vorrà vi chiamerà di certo.. o farvi lasciare il suo se non esita a darvelo.. 9. Evitate di dire "A bella", "che belle tette / che bel culo".. le volgarità insomma.. BANDITE. 10. Siate spontanei, rilassati, non eccessivamente colmi di alcool, che ne risente in primis il vostro alito, per non parlare della dialettica incontrollata e incontrollabile che vi porterà a dire sicuramente cavolate, e soprattutto il giorno dopo, annebbiati dal vapore alcolico, non ricorderete nulla.. 11. Donne: per noi donne rimorchiare magari potrebbe esser più facile, ma c’è modo e modo.. No ai vestitini iper-scollati, cioè o valorizzate il seno o le gambe, entrambe è il troppo che “stroppia”, a meno che non siate delle cubiste o delle rockstar, o a meno che non siate da solamente poche ore ritornate single e abbiate un’ innata necessità di valorizzare il vostro ego tramite le conquiste.. si beh sarebbe meglio saper scegliere la qualità anziché la quantità.. No a ballettini stile velina-letterina-schedina.. soprattutto ora che non si parla altro che di valletto-fotografo-lelemoropoli.. NO agli abusi di alcool, e qui io ci casco sempre, mannaggia a me.. NO al lasciare il numero di telefono a casaccio ovunque, evitiamo di svegliarci la domenica mattina con sensi di colpa atroci che ci attanagliano, del tipo “ma ieri devo aver fatto qualche cavolata che non ricordo” e per capire leggere i messaggi inviati e ricevuti la notte prima, con conseguente enorme imbarazzo.. NO alle risse, cioè NO alle risse in genere, uomini o donne che siamo, ma poi tra donne è l’apice dello ridicolo-vergognoso-volgare-idiota.. NO a sceneggiate di pianto e isterismo al fine di attirare l’attenzione di chi vi interessa.. Beh insomma.. semplicità, gentilezza e originalità.. può sembrare banale e sottointeso o magari qualcuno potrà pensare che ho detto una serie di ovvietà che poi però cadono, insieme alle inibizioni, grazie a un notevole livello alcolico.. Ma credo che la cosa più bella sia sapere che qualcuno a cui piacete non ha il coraggio di dirlo e dimostrarlo, ma nonostante ciò si sforza e ci prova.. eh si anche un “sono un imbranato ma mi piaci” può risultare originale e degno di nota.. Tentar non nuoce, la vita è un turbinio di coincidenze e incontri, perciò meglio sfruttare l’attimo fuggente, perché difficilmente ricapiterà, ma c’è modo e modo.. è bene saper cogliere la mela quando sta per cadere e afferrarla saldamente.. sennò può scivolare e ammaccarsi… March 30 Odi et Amo...Io odio l’ignoranza, in ogni sua forma, chi non capisce, chi non vuole capire perché a volte è faticoso, chi crede che “semplice” sia sinonimo di “non interessante” ma anche chi crede che “complicato” sia sinonimo di “impossibile”... Io odio chi copia gli altri.. l’ammasso informe di “pecoroni”, quelli che vogliono una cosa solo perché non ce l hanno e gli amici si; odio chi è convinto che la felicità sta nel numero di persone che inviti a cena e che vengono a riempirti di complimenti per la bella casa e la bella macchina, scroccano una cena e se ne vanno.. e tu te ne rimani lì, solo, triste, senza amici veri, con la tua bella macchina e la tua bella casa, di cui potrai godere solo tu.. io AMO poter dire: “oggi me ne sto a casa da sola perché lo voglio io”, perché non ho voglia di uscire e circondarmi di persone che con me non hanno nulla a che fare, solamente perché se si viene a sapere che sono rimasta a casa passo per donna triste e sola.. no... forse ho capito che non conta la quantità ma la qualità in tutto ciò che si fa, nel numero di serate, nel numero di amici, di fidanzati.. non è una gara a chi ne ha passate di più.. Io AMO poter dire: oggi mi metto un abitino viola, estivo e brioso, fregandomene di chi mi dice che non sono sportiva perché non metto mai jeans.. embè?? Ma che problemi avete?? Io non giudico voi e pretendo lo stesso.. io odio chi fa il finto perbenista e moralista, e critica la chirurgia estetica, io AMO chi non si piace e se può cerca di migliorarsi, per stare meglio con sé stesso, nei limiti, con raziocinio, e senza eccedere.. io AMO chi dice basta a situazioni noiose, e ha il coraggio di rimettersi in gioco, partendo da zero.. io AMO chi ha passione e punta sempre al massimo, a cercare di raggiungere i suoi obbiettivi, chi non si accontenta di galleggiare ma vuole saper nuotare bene; chi dovendo scegliere tra la strada certa e quella sconosciuta, tenta quest’ultima, anche se ha tutti contro e sa che sarà dura; io AMO chi rischia, chi lotta da solo, senza madri e padri che supportano economicamente, senza aiuti esterni su cui appoggiarsi, chi fa tutto da solo, e sbaglia milioni di volte, ma quando ce la fa può urlare al mondo: “Io ce l ho fatta, alla faccia di chi non credeva in me, e di chi mi ha sempre e solo criticata e mai appagata!”.. Io odio chi crede di sapere sempre tutto su cosa è meglio o peggio per gli altri, amo chi fa le sue conclusioni e consiglia e esprime le sue opinioni, e cerca di confrontarsi per conoscere, ma non chi da per certo solo ciò in cui è convinto; io odio chi rinfaccia le cose, gli errori del passato, quando non è il momento, un conto è imparare dal passato, un conto è rinfacciare per fare la vittima… Io odio chi non ha sentimenti, chi legge ciò che uno scrive e giudica solo in base a ciò che pensa, e non riesce ad entrare nella mentalità altrui, chi non capisce l’essenza delle persone, o meglio chi non si sforza minimamente di capirla; Io odio chi giustifica qualcun altro senza motivo, anche se questo sbaglia, e incolpa terze persone… Io odio chi non è capace di emozionarsi, chi ascolta gli altri superficialmente, ed è bravo solo a decantare le proprie conquiste personali, specialmente economiche, e ripiega alle carenze affettive con enormi regali, senza accorgersi che basterebbe una carezza o un sorriso; io amo chi si fa i fatti suoi.. Io AMO chi ama e ne parla.. Io AMO chi parla, tanto e di ciò che vuole, chi si confronta, chi ha un problema e lo comunica, in ogni modo, anche solo in un blog che nessuno leggerà.. Io AMO chi discute, chi legge, chi si interessa, chi tenta, chi capisce, chi ha pazienza e cura per gli altri, chi si appassiona per qualcosa o qualcuno e insegue la sua causa.. Io AMO chi studia, chi ragiona, chi non salta a conclusioni immediate, chi non prova ira, chi si interroga… Io AMO chi ride, di sé stesso, e ironizza spiritosamente su tutto, senza mai essere offensivo, chi ha la sensibilità di capire quando una cosa che potrebbe ferire è bene non dirla… Io AMO chi scrive, chi canta, chi recita e poi toglie la maschera, chi dialoga, chi socializza, chi si esprime, chi comunica… March 29 Sogni di una notte di primaveraNottata rilassante, avvolgente, calda.. beh non immaginatevi chissà quali esperienze hard.. nulla di tutto ciò.. io, la mia casa e la mia cagnolina Lilly.. e lui.. un favoloso cd.. adoro addormentarmi col suono della musica, fin da piccola, quando mio papà diceva che per imparare una cosa e memorizzarla lui conosceva un “barbatrucco” infallibile, cioè ripetere tutto a occhi chiusi prima di prendere sonno.. Ebbene funziona, eccome.. Mi hanno cullata nei miei sogni, tra le braccia di Morfeo, canzoni che amo particolarmente, musica italiana, recente, e chissà, forse è proprio per questo che è tutto il giorno che trionfa in me una quiete e una dolcezza estrema.. Morbide lenzuola, morbido cuscino, morbide melodie, parole dolci e avvolgenti.. C’è una motivazione scientifica da far risalire alla differenza di DNA, per cui le donne cantano di amori e rapporti passionali, focosi, a volte burrascosi e tormentati, e gli uomini al contrario di dolcezza, ricerca di armonia, tentativi e speranze? “..Io vivro' moriro' ! Per chiunque anche per te ..Io vivro' tornero' ..Non ti liberi, non ti liberi di me..”, canta Gianna Nannini in “Mi fa incazzare”, la Gianna che io adoro, paladina di noi donne passionali e acute nell’amare qualcuno; “…io più te fa noi,. la somma.. io distratto e tu.. perfetta. Tu..”, canta al contrario Biagio Antonacci, in “Sappi amore mio”.. Due canzoni, due artisti incredibili, due poeti, lo stesso argomento, l’Amore, due visioni differenti, due modi di rappresentarlo diametralmente opposte.. Passioni, Amore, sentimenti, speranze.. è incredibile come ci si può accorgere che ciò che proviamo nella nostra vita lo può aver provato tanta altra gente, la differenza sta solamente nell’intensità del momento e del ricordo, nelle parole che si potrebbero usare per descrivere quel brivido. Ho ripercorso la mia vita sentimentale grazie a questa compilation di ieri notte, nei miei sogni, mi sono resa conto che le parole che ascoltavo anche se non erano mie, si adattavano benissimo a questa o quella situazione o persona.. Sentimenti e momenti che magari sono passati, ma ricordarli fa bene, è come una terapia, aiuta a capire, memorizzare, non scordare e accresce, e permette di non commettere gli stessi errori.. Oggi i miei pensieri scorrono più veloci delle mie dita sulla tastiera del Pc, e ho deciso di riportare alcuni pezzi di canzoni che mi hanno accompagnata nei sogni ieri notte..
“…È stato eterno, senza fiato Che mi vesto dei miei limiti, tutto se n'è andato ma restano i brividi (“Quello che mi davi tu”, Zero Assoluto)
“…Mi perdo dentro ai tuoi occhi (“Amore impossibile”, Tiromancino)
“…l'amore conta (“L’Amore conta”, Ligabue)
“Sono sul ciglio della strada (“Dovevo dirti molte cose”, Velvet)
“…Sei una coccinella bellissima (“Tarantola d’Africa”, Tiziano Ferro)
“…Finisce a morsi (“Le carezze, Gianna Nannini) March 28 Novità e certezze : "Maneggiare con cura"Perché si ha sempre più cura delle cose nuove rispetto a quelle già nostre da un pezzo? Esempio: da 2 giorni guido la mia macchina nuova, una nuova compagna di avventure, che nella jungla milanese rimarrà intonsa ahimè ancora per poco.. troppi i motorini che sfrecciano a rasopelo, troppi i vandali notturni, troppi i pazzi corridori (categoria in cui mi inserisco a pieno titolo) che tagliano la strada, troppi coloro che ti tamponano quando la povera auto è parcheggiata e al tuo ritorno non trovi bigliettini leali e cortesi, ma solo una bella bottarella (categoria in cui NON mi inserisco).. beh ma tutta questa creanza che ho nei confronti della mia nuova Red Devil ( si lo so il nome è magari impegnativo, ma mi piaceva, è rossa scura, melanzana quasi.. ma di chiamarla Mely non se ne parlava, e così poi si differenzia da Marina, la mia ormai vecchia macchina, che in quanto blu aveva tale nome.. cioè dalla pace dei sensi del mare alla passione ardente del diavolo??.. mah non so nemmeno io ma mi piaceva il nome..!!!).. dicevo.. quanto durerà questa cautela nell’ usarla? E perché non avevo le stesse attenzioni nei confronti di Marina, mia fida compagna per 6 lunghi anni fatti di km e km? Perché tutto ciò che è nuovo suscita in noi una tale cura, come se ci fosse scritto sull’imballaggio “maneggiare con cura”, oppure “fragile”..? Ciò che è nuovo pensandoci poi non è sempre più fragile o debole di ciò che ci appartiene molto.. E’ così anche nei rapporti.. si conosce una persona e proprio perché non ci si vuole esporre troppo subito, la si tratta dolcemente, soavemente, a scapito di coloro che si conoscono già, come se le cose passate e immortali o perenni fossero proprio in quanto tali delle certezze e perciò da poter trattare senza i gentili guanti di velluto.. Si esce con un uomo e ai primi appuntamenti il lui in questione ci svela la sua parte migliore, e noi a lui; si conosce un potenziale amico, e lo si considera speciale, anche se magari non fa nulla per noi, perché non ci conosce abbastanza; un abito nuovo, beh solo per una serata speciale; un’ auto nuova, un cd nuovo, una borsa nuova, un libro nuovo.. tutto si usa, si sfrutta, si cerca di conoscere e goderne appieno, ma sempre con estrema cautela nel primo periodo, con la grazia e il riserbo che non concediamo al “già noto - già nostro”.. perché? Ciò che conosciamo già non è forse sufficientemente interessante o godurioso? O magari abbiamo paura che le novità si riducano come le certezze.. si sempre presenti, ma magari mai troppo soddisfacenti per noi vittime della ricerca della perfezione..? O magari proprio per questa ricerca del “meglio” tentiamo ogni volta di superarci, e dimostrare a noi stessi e al mondo che siamo in grado di non stravolgere l’esistenza di ciò che entra in nostro possesso, amici, amori, abiti, case, macchine..? Ma non è proprio questo il fascino di ciò che ci appartiene? Ovvero l’essere o essere stato almeno per un po’ parte della nostra vita, il portare qualcosa che abbiamo donato noi, una traccia indelebile del nostro passaggio, che per quanto irruento o garbato, vivace o tranquillo, elegante o sportivo, passionale o razionale, è riuscito a modificare situazioni cose, rapporti e persone, proprio perché “nostre”??? Le novità non sono mai certezze, le certezze non sono mai nuove.. A me piace poter pensare che ciò che possiedo, e chi conosco da tempo ha in sé una parte di me, perché l’ho vissuto, l’ho amato, l’ho studiato, l’ho magari anche relativamente modificato.. al contrario per ciò che è nuovo non posso dire lo stesso.. non è e non è ancora stato “mio”, nemmeno per un po’.. vale lo stesso per ciò e chi entra a far parte della mia vita.. porto con me emozioni, racconti, sensazioni, storie, risate e gestualità tipiche di persone che hanno vissuto una parte di vita con me, di oggetti che mi hanno accompagnata nei miei giorni.. dalla semplice abitudine quando si usa per tanto tempo qualcosa e la si tocca roboticamente senza guardare, perché si ha “confidenza” con essa, fino ad arrivare alla consapevolezza di qualche gesto che farà qualcuno in un particolare momento, al pensiero che potrà balenare nella testa di qualcun altro in una speciale occasione.. Ciò che è nuovo ci stimola, ci incuriosisce, si cerca di non rovinarlo, così perfetto, semplice, pulito, magari anche ingenuo, credo sia un po’ come con i bambini.. tutti cercano di preservare la loro condizione, la loro infanzia, immacolata e innocente.. ma finirà anch’essa, e magari non sarà poi così brutta la loro maturità, anzi.. Forse bisogna solo imparare a "maneggiare con cura" anche ciò che è già "nostro" e certo per noi.. Siamo fatti di carne, amore, ragione e spiritualità, non riusciamo a mantenere intonso ciò che entra a contatto con noi, la nostra missione nel mondo è comunicare, scambiare emozioni ed esperienze, e per questo ogni novità prima o poi diventerà “nostra”, forse per egoismo, forse per carisma, forse per passione.. Ciao Marina, mia compagna di vita e scorribande, e benvenuta a te Red Devil.. preparati a essere invasa da me e dal mio piccolo grande mondo meraviglioso, fatto di esperienze, persone, emozioni, sogni e cose che mi circondano, condizionano, amano e aiutano… March 27 Piccola Stella senza cielo"Beauty Queen of only 18, She, had some trouble with herself..", cantavano i Maroon5 nella celebre canzone "She will be loved".. l'inizio della canzone sembra la storia cantata e rimata di una ragazza di cui vorrei parlare oggi, non sono io, ma una ragazza che di anni adesso non ne ha più 18, bella, molto bella, di un fascino misterioso, una di quelle persone inafferrabili, che non si riesce talvolta a capire come avvicinare, sempre troppo elegante, troppo silenziosa, troppo perfetta, troppo mistica per essere raggiunta.. Una piccola donna, che cresceva, con tutte le sue debolezze e i suoi dubbi, alla disperata ricerca di un appagamento emotivo che ancora non era riuscita a trovare.. Da piccola in contrasto con qualcuno, un pò più grande di lei, e così caratterialmente diverso, ma che lei vedeva come simbolo, ma si sa che per vivere bisogna avere se stessi come modelli, non gli altri con tutti i loro errori, ogni vita è bella perchè è unica, particolare e inimitabile.. Cresciuta nel silenzio della sua cameretta e dei suoi pensieri, oscurando per anni la sua indole di bambina vivace e estroversa, con la grande compagnia della musica.. rock, metal, punk, pop, romantica, classica, melodie e testi profondi, generazionali, all'insegna della coscienza di sè stessi e del potere dei grandi ideali.... Una cultura musicale la sua da fare invidia ai migliori esperti del settore.. Una crisi, varie crisi, una di seguito all'altra, per sfociare nella depressione.. tutto perchè? Un perchè c'è sempre e non si può capire mai in questi casi.. la ricerca della perfezione estetica di sè stessa, che piano piano l'aveva estraniata dal mondo reale, quello fatto di persone, delusioni, crescite e incontri, quel mondo in cui si ha qualcosa da raccontare, ma non qualcosa che ha scritto, raccontato e vissuto un grande poeta o cantautore, ma quello che vive chi ne parla e parla solo chi vive e esperimenta.. Un'alienazione quasi volontaria, o semplicemente conseguenza della sua paura di mettersi a confronto con un mondo tanto grande quanto doloroso e meraviglioso insieme.. Ne era seguito un desiderio di cercare un benessere con sè stessa, proprio perchè solitario anche ulteriormente estraniante dal resto del mondo, amici, parenti e possibili amori compresi.. Per poi ritrovarsi da un giorno all'altro di fronte alla dura realtà.. era sola, stanca di questa condizione, triste e bramosa di vivere come i suoi coetanei.. la neonata consapevolezza che ciò che si fa comporta sempre delle conseguenze, e se poi ciò che si è fatto è estremamente impegnativo, ciò comporterà conseguenze difficili da smaltire, ardue da somatizzare sia per lei che per gli altri.. Rimboccatasi le maniche e deciso di vivere finalmente bene, nella norma, come le sue conoscenti, seguendo le normali tappe della vita, si ritrova in un mondo nuovo, "Brave new world", un pianeta davvero bello e piacevole, proprio come tutti le dicevano da sempre, e come lei tanto aveva tanto desiderato ma mai riuscito a vedere.. nuovi studi, la passione per nuove materie che non aveva considerato prima, nuove melodie, nuove persone soprattutto, eh si, proprio lei, così desiderosa ma timorosa di conoscere e relazionarsi, capisce che è la vita sociale che esalta e matura gli uomini, differenzia il colto dall'ignorante, e si accorge che ciò la porta a fare nuove esperienze, a ottenere finalmente quelle tanto ardite soddisfazioni personali, che per quanto apparentemente futili, donano davvero piacere, capisce che le sue debolezze sono proprie anche di tante persone, in modalità sicuramente diverse, ma rendono speciali e soprattutto umani.. la perfezione non esiste.. e questo è meraviglioso, un dettaglio marcato a volte dona quel fascino particolare in una persona, quel modo di parlare strano rende unici, quella risata fragorosa dona allegria.. prende coscienza delle sue imperfezioni e di quelle degli altri, acquista fiducia in sè stessa e nelle sue potenzialità, esce da un guscio che tanto la proteggeva quanto la privava di vivere e di essere vissuta dalla vita.. Ora è libera, sta imparando a volare, capirà come fare e spiccherà il volo, e da lassù vedrà il mondo sotto a lei, così bello e tanto piccolo quanto infinitamente enorme.. Vive, è come prima giovane, bellissima, sa ancora tutto di musica, ma è cambiata, sta bene, è felice, finalmente può raccontare di vivere e di aver vissuto questa o quella piccola grande esperienza.. e ora è consapevole di sè, matura, riesce a disciplinarsi e a amare il mondo e soprattutto sè stessa.. e un giorno qualcuno speciale quanto lei la amerà come lei merita.. E saranno prigionieri solamente della felicità e liberi di volare per rincorrerla.. "Piccola stella", quando troverai il tuo “cielo” sarai luminosa come l'unica stella che vi brilla.. E la notte non farà più paura... March 23 Le regole per un'amicizia perfetta: Rispetto, ironia, complicità, saper ascoltare e un pò di HavanaLa mia migliore amica: Marianna, sempre presente nella mia vita, la mia copia direi, alta come me, anzi come dico io basse uguali, beve come me, anzi per dirla tutta beviamo eccessivamente entrambe, con le mie stesse paranoie, della serie “come complicarsi la vita”, si beh potremmo scriverci un manuale a 4 mani, perché sapete, noi non adottiamo la filosofia che “la vita è già amara, almeno il caffè zuccheriamolo”, no no no, noi siamo maestre nell’intrufolarci nella vita altrui, sconvolgerla e farcela sconvolgere, per poi sparire e patirne le conseguenze; Noi che amiamo così tanto vivere, che siamo sempre alla ricerca disperata di un emozione nuova, “aaa: cercasi brivido disperatamente”. Ci conosciamo relativamente da poco, se è lecito quantificare in numero di giorni un’amicizia, ma proprio perché non lo è, il nostro numero di giorni che corrisponde all’incirca a 500 e qualcosa, essendo ancora esiguo, non può nemmeno lontanamente rispecchiare il nostro affiatamento.. Eh già, quando due persone si trovano subito in sintonia c‘è poco da fare, esperienze di vita simili, o opposte, che cmq ci hanno portate ad avere una visione della vita, delle cose, e delle persone soprattutto, uguale.. Adoriamo uscire, mangiare, divertirci, come tutte le amichette che si rispettino, ma abbiamo bisogno di ritagliarci dei piccoli momenti di quiete per riflettere insieme su noi e su ciò che ci circonda.. Mille pezze, o pippe, che dir si voglia, attaccate vicendevolmente, per capire dove come e cosa una di noi sbaglia, e che poi puntualmente fondamentalmente servono a ben poco, se si considera lo scopo delle domande e dei dubbi.. ovvero ciò che io consiglio a lei e lei a me l’altra non lo segue mai, e fa cmq ciò che vorrebbe fare indipendentemente da consigli altrui.. si sa che noi donne abbiamo bisogno di parlare per sfogarci e comunicare, e non per cercare le soluzioni ai nostri piccoli dilemmi quotidiani.. beh cmq detto ciò abbiamo sempre bisogno di confrontarci, non tanto per cercare l’approvazione l’una dell’altra, ma come per condividere con l’altra ciò che ci capita.. Un’amicizia vera.. una di quelle che sogneresti sempre di avere, l’amicizia pura, senza nessuna invidia, senza nessuna lotta vicendevole, caratteristiche purtroppo tipiche delle amicizie tra donne, e io fondamentalmente, come ho già spiegato, dal momento che ho molta molta più stima dell’universo maschile, più puro e leale, sono convinta che le amicizie vere siano sempre quelle tra maschietti.. ma diciamo che la mia con Marianna è la famosa eccezione che conferma la regola, e ne sono convinta.. Se una delle due ha qualcosa che non va, da qualche kg di troppo, a un uomo sbagliato, l’altra non esita a farlo notare, e sebbene questo magari spiazzi un po’, è la base del nostro rapporto.. se dovessi un giorno avere un pelo del naso che prepotentemente vuole uscire dalla su tana e assaporare la libertà, a causa di un’eccessiva crescita.. beh lei me lo direbbe certamente.. e io pure.. meglio così no? Cioè che senso avrebbe il contrario? Che amicizia sarebbe? Abbiamo un feeling tale per cui ci basta uno sguardo per capirci, ci basta una battuta per scoppiare a ridere come pazze anche se in situazioni molto pesanti, abbiamo un linguaggio, uno slang, tutto nostro, le cui parole escono da momenti particolarmente divertenti o importanti.. parliamo l’ilarianno direi, dove p.p. sta per pericolo pezza, a buso sta per tantissimo.. E che dire dell’ironia, nostra compagna di amicizia, alla base delle nostre scorribande diurne e notturne, battute a raffica, sarcasmo vicendevole, all’insegna dello “sfottò” l’una dell’altra, mai cattiverie, nemmeno pensate.. Potremmo fare una sit-com insieme o una piece teatrale, chiaramente comica, o un programma radiofonico.. Se litighiamo, non portiamo rancore, ci rispettiamo, perché sappiamo bene di avere bisogno l’una dell’altra.. Gli uomini: il nostro argomento preferito.. come conquistarne uno, vendicarsi di un altro, capire un altro ancora, rinunciare a un altro ancora ancora.. la fonte dei nostri dubbi di ragazze quasi adulte.. Il lavoro: da poco collaboriamo insieme a un progetto lavorativo comune, e ci compensiamo e consigliamo vicendevolmente, e da una settimana circa le ho conferito un’altra mansione da portare a termine, fare la mia manager per un altro progetto lavorativo comune... Se una vive un momento di stasi o non è felice, o realizzata, o soffisfatta, l’altra ne soffre, e cerca di far smuovere le acque.. Insomma, se una non sa l’altra insegna, se una parla l’altra ascolta, se una ha una maschera l’altra scava al di sotto, se una vuole una cosa l’altra cerca di indirizzarla, se una sta per cadere l’altra è di supporto, dove una è carente l’altra straborda (il reggiseno per esempio…), laddove una è debole l’altra cerca di essere una roccia.. Appunto qui volevo arrivare.. situazioni difficili.. come essere davvero forti? Ci è capitato, una malattia, un momento terribile, una depressione, come fare per essere d’aiuto all’altra? Semplice: esserci (ammetto che io mi sono volutamente allontanata da lei come anche da tutto il resto del mondo l’estate scorsa causa situazioni molto avverse alla mia salute mentale e fisica, sarei scoppiata altrimenti)… si cmq esserci, far capire che si è presenti, anche se magari non si sa esattamente come e cosa fare, perché sono problemi molto più grossi di noi, ma possiamo farlo, possiamo provarci, insieme.. Zero paure, zero rancori, solo forza e coraggio.. Si credo sia proprio questo il succo dell’amicizia vera.. Rispettarci ed esserci, anche se a 200km di distanza, basta un sms, una telefonata, una chat, una battuta spiritosa, una chiacchierata davanti a una bottiglia e mezza di Havana a casa fino alle 2 del mattino, a parlare, come spessissimo accade, di uomini, di come chi cosa fare, chiamare, uscire, provarci, evitare.. eccecc.. Basta questo.. il rispetto, la complicità, la presenza, il saper ascoltare.. sembra poco, ma non è così facile che ci siano tutti e tre questi tasselli… e senza uno di questi il meccanismo non ingrana.. Non so come e cosa potrei fare se lei non mi fosse accanto, e non lo dico come una pazza disperata senza un fondamento, ma mi rendo conto che la mia vita sarebbe veramente più scarna e grigia senza questa complicità e quest'affetto incondizionato che mi dona.. Ripeto.. Thank God Marianna is my best friend!!! March 22 Scrivere, "la cosa più bella del mondo"Scrivere, “la cosa più bella del mondo”.. questa è una frase che mi ha detto un ragazzo, che scrive molto e bene, ieri pomeriggio.. Scrivere aiuta.. Aiuta a capirsi, a spiattellare con le parole ciò che magari non si riesce a dire a voce nel modo migliore; aiuta a far si che ciò che è scritto rimanga come traccia indelebile del nostro passaggio nel mondo, dei nostri pensieri e delle nostre esperienze; aiuta a sfogarsi, senza risultare mai banali, a dire ciò che si ha in mente, come una sorta di “brain storming”.. si la “tempesta del cervello”, quella tecnica che consigliano a scuola per svolgere al meglio un tema, cioè mettere nero su bianco tutto ciò che ci passa per la testolina, pensieri in libertà, anche magari non connessi tra loro.. per poi riordinarli. Scrivere aiuta perché consente di poter rileggere, dopo qualche tempo, e di conseguenza ri-emozionarsi, ri-ragionare, insomma rivivere la situazione o l’emozione da noi dipinta sul foglio o sul Pc.. e di conseguenza ridere, o magari sorridere perché ciò che è descritto è particolarmente divertente, oppure ormai lontano dalla concezione attuale della vita, basata sulla visione della realtà che viviamo al momento, si insomma, le cose cambiano, e anche le emozioni e i sentimenti a volte.. Scrivere aiuta a migliorarsi, a riuscire a raggiungere un livello di capacità dialettica sempre più elevato, come del resto parlare, anche se meno… Scrivere aiuta chi legge, si perché permette di far immagazzinare pensieri e parole che ci potranno aiutare in un futuro, o magari aiuta a far aprire gli occhi, aiuta a capire che non si è mai soli, che al mondo dove meno te l’aspetti c’è qualcuno che vive o ha vissuto situazioni e momenti simili ai tuoi, e che magari non è poi così strano essere tesi, sognatori, o paranoici anche a 26 anni.. Scrivere aiuta ad accrescere il nostro livello culturale.. aiuta a definire le nostre intenzioni e i nostri sentimenti, aiuta a capire se chi legge riesce a inquadrarti o meno, oppure ha una visione diversa dalla tua, e le critiche d’ogni genere fanno sempre bene.. Scrivere aiuta a immaginare situazioni irreali o sogni inconsci che abbiamo, immedesimandoci nei personaggi di cui parliamo, sfogando la nostra immaginazione.. Scrivere, scrivere e ancora scrivere.. in qualsiasi modo, aulico o volgare, ricercato o quotidiano… anche il linguaggio che si adotta dice molto di chi siamo, o molto della situazione che vogliamo illustrare.. Scrivere di ogni cosa che ci balena nel cervello, o che ci succede, anche solo “oggi sono andata al panificio” magari ha un senso.. Scrivere davvero pensieri in libertà.. che magari potrebbero risultare “cose a caso”, ma che hanno un perché.. “io odio gli innamorati..”, beh si frase un po’ shock, e che potrebbe denotare a primo impatto una certa superficialità, invece no, per me è solo la frase di una persona delusa ma invidiosa e alla disperata ricerca dell’amore.. è solo un esempio, ce ne sarebbero troppi da fare.. Scrivere.. tutti scrivono, chi più chi meno, chi solo per lavoro, chi solo lettere d’amore, chi scrive tutto ciò che gli accade, chi scrive di getto, chi deve pensarci bene prima, chi scrive su un blog, chi su agende e diari, chi usa penne rosse e chi blu, chi in stampatello chi in corsivo, chi cancella tutto ciò che ha scritto perché magari potrebbe offendere la sensibilità altrui, chi se ne infischia e mette proprio tutto nero su bianco.. Shakespeare scriveva, tanto, benissimo, favolosamente direi, parlava d’amore, giochi, screzi, classi sociali, sogni, illusioni, vizi capitali, storia.. di tutto.. Poeti, cantautori, critici, romanzieri, sceneggiatori.. Io sono una grande aspirante scrittrice, grande nel senso che ho nel cassetto di casa mia 11 libri e mezzo.. beh si il mezzo è un libro che ho iniziato a scrivere a Maggio, ma mi sono accorta che non era né uno sfogo personale né un racconto impersonale.. insomma va modificato, o eliminato, non saprei.. 11 libri e mezzo, tutte storie di vita vissuta.. da me principalmente, beh chiariamo che non è che io, i miei quasi 26 anni e il mio “cuore incellofanato e surgelato” abbiamo vissuto milioni di situazioni diverse, ma diciamo che ogni giorno cerco di viverlo diverso dal precedente, e ciò che vedo, ciò che sento e le piccole ambizioni quotidiane determinano nel mio cervellino fuso mille pensieri che si aggrovigliano tra loro, talmente tanto che se non li mettessi nero su bianco diventerei da rinchiudere entro breve.. che me ne faccio di tutta questa mia creatività, di questi miei sfoghi, dei miei pensieri tramutati in parole e scritti, dei miei sogni spiattellati al pubblico senza paura? Li leggo, e rileggo, e ne partorisco altri, immagino, fantastico, studio, sempre con la mia amata musica di sottofondo, colonna sonora che si sposi con lo stato d’animo del momento… Con la speranza che la gente legga, che riesca a immedesimarsi in ciò che dico e penso.. Fantasia, sogni, razionalità, pensieri.. tutta materia per scrivere, che nessuno può toglierci o farci venir meno, nessuno può privarci delle emozioni che ci auto-suscitiamo scrivendo, parlando, chiacchierando, del nostro desiderio di lasciare un segno del nostro passaggio e di dare importanza a qualcosa o qualcuno che inciampa nella nostra vita, della nostra “fantasia razionale” che ci porta a immaginare e descrivere l’esistenza di persone che vivono vite uguali o simili o opposte alle nostre. Consiglio del giorno: Leggete e soprattutto scrivete a volontà.. scrivere è davvero “la cosa più bella del mondo”! |
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