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June 20 City of Blinding LightsPerchè la vita l'è bela, l'è bela..
Milano.. volerti, cercarti, conquistarti, lasciarti.. per un attimo, per un battito di ciglia o per sempre.. Si abitano spesso posti che non sentiamo nelle nostre vene, luoghi ameni ai più e meno per noi, luoghi ambiti ma non afferrabili.. Milano è un po’ così: magicamente assemblata per il lavoro, popolata da trilioni di formichine veloci, operose e frettolose, mosse dall’obbligo di produrre e povere di rapporti interpersonali.. non tutti, non solamente.. Io amo Milano, sono cresciuta qui.. molto più e più velocemente di quanto non avessi fatto nei 22 anni precedenti al mio arrivo, si, più in fretta in 4 anni che in 22.. forse per l’età di transizione, forse per la velocità di eventi che si sono susseguiti, forse per la durezza che la grande città ti porta a fronteggiare.. Io non sono fatta per fissare radici in un luogo, sono più per i viaggi e le scoperte continue, per le valigie mai disfatte e per i km di autostrada.. facce nuove e sconosciute, sguardi da scoprire, storie e paesaggi non soliti.. Milano è un po’ così, tante persone, tante possibilità, nessuna noia.. strano come la perenne non-noia si trasformi presto in stress e incapacità di scavare in profondità.. Milano ti permette di avere tutto, spesso subito, occasioni che ti rincorrono, treni che passano, sempre se sei sulle rotaie pronto a farti investire, cultura che si mescola a night life, musica, parole e suoni.. suoni a volte acidi, come quelli dei tram sulle rotaie, o dei clacson delle auto che schizzano via.. motorini come diavoletti che fuggono.. chissà dove.. Milano è colorata nei parchi, negli interni delle case e nelle feste, ma grigia nelle pareti degli edifici.. non c’è un colore unico che la identifichi, non è come Siena, che è uniformemente color ocra, o meglio terra di Siena, appunto.. Milano è multi color, e a volte fretta e paura la ingrigiscono agli occhi di chi non vuole capirne l’essenza per conoscerla meglio.. è la città delle stelle che si oscurano per viverci, e che covano e intensificano la propria luce nel privato.. Milano quest’anno è la culla dello scudetto e della Champions League, quando ci sono venuta a vivere era solo la patria dei detentori di quest’ultima, gli stessi di oggi, gli stessi che io tifo fin da piccola.. coincidenze.. Milano per me si identifica nella casa in cui mi sono trasferita, piccola quanto basta per racchiudere i miei sogni, troppo desolata a volte, troppo protettiva altre, troppo potente altre ancora.. Milano si dipinge bene nei navigli sotterrati, ha segreti da raccontare, feste private da scoprire, pareti di mura sottili e silenziose che mascherano chi vi si avvolge.. Milano è rumore continuo, che assorda le note che brillano singolarmente.. è la patria dell’innovazione dell’arredamento, delle tendenze della moda.. è la tomba delle tradizioni e delle amicizie sane, a volte.. Milano è mascherata, si nasconde dietro ad un aspetto rutilante e veloce, quando invece nel profondo è sempre domenica, quando la città evolve radicalmente, torna ad essere popolata dai suoi veri cittadini, torna a risplendere di sé stessa, anziché della luce che il progresso le infonde.. Milano è il passato, nel teatro di Streheler, nelle pieces di Gino Bramieri e nelle ballate di cementano e Cochi e Renato, il presente è in Corso Sempione, a Cologno Monzese e nelle soavi note cantate da Biagio Antonacci, il futuro è nello stadio di San Siro, nella Fiera, nel Pirellone e nel rock moderno e sognante dei Finley.. Milano è tutto e nulla, l’immenso che vedi scorrere più veloce di te, e che capisci di dover imparare a tue spese a cogliere per goderne.. Milano è il vuoto che ti assale quando scopri che non conosci i tuoi vicini, perché i rispettivi lavori ti privano della facoltà di viverli.. è la città del cabaret e del design.. Milano è tanti piccoli mercati, tante vie che si incrociano, decine di etnie che convivono senza troppi problemi e migliaia di attività piccole da scoprire negli angoli più impensati.. Milano è fatiscente ed evocativa nei palazzi liberty di Viale Majno, degradata nelle vie di quella periferia il cui confine ormai non esiste più, fredda nelle cantine polverose delle palazzine antiche, ottocentesca in Via Torino, ed è vera nella casine di riviera nei navigli.. Milano è nelle lussuose feste della settimana della moda, quando viene assalita da poco attenti avventori, che la consumano fino all’osso, lasciandola sola per il resto dell’anno, come un’amante abbandonata.. Milano è centinaia di pendolari che affollano stazioni, mezzi pubblici e tangenziali, e che la intendono solo per il suo valore economico-commerciale.. Milano è spesso il fulcro di tutto ciò.. Milano sono le feste nelle discoteche più famose d’Italia, tanto celebri e ben organizzate quanto, spesso, scadenti in quanto ad arredamento e cura della clientela.. Milano è fatta di locazioni abitative e commerciali che si accavallano e susseguono, come le stagioni, e questo mercato detta i prezzi per il tenore di vita in generale, sempre troppo alto rispetto alle altre città italiane.. Milano è racchiusa in un accento spesso criticato, ma da me amato e familiare, delicato e mai volgare.. è nel sapore del vino rosso frizzante, e nei mille ristorantini tutti diversi tra loro.. negli aeroporti e nei negozi immensi dove puoi trovare di tutto, se solo ci fosse meno traffico per raggiungerli.. Milano è ricerca e laboratorio, Roma è scenografia.. Milano pullula di studi di registrazione e ripresa.. A Milano devi imparare a pensare, la mente è la prima cosa che a volte va in tilt se non riesci a veicolare il flusso dei tuoi pensieri.. Milano è gente che affolla le autostrade all’inizio del weekend per abbandonarla, dopo il lavoro, per fuggire da lei, ed è allora che lei rinasce e si rappacifica.. Milano non è solo il Duomo, che tutti conoscono, come lo smog.. Milano è il Castello Sforzesco, che chiude in sé storia, arte e mestieri d’ogni genere, luogo ameno più ai cittadini che ai turisti e ai lavoratori.. Milano è da svelare lentamente.. si rivela a te solo dopo che dimostri di aver preso confidenza col tuo e poi col suo andazzo.. ti svela formiche che escono dalla massa, visioni sconosciute, gente che conosce gente che tu conosci da una vita, non è mai troppo grande, né troppo affollata.. Milano è il posto ideale per crescere e capire, una professione, un percorso, una materia o una persona.. e soprattutto sé stessi.. ti scortica la corazza di carta pesta e te ne costruisce una anti proiettile su misura per te.. ti insegna, sempre se la vivi da singolo senza troppi appigli, l’importanza di arrangiarsi autonomamente, senza troppi sfarzi né aiuti… ti gratifica nella vista o mortifica nella solitudine.. è tutto il tempo che passa inesorabile, e tutti gli attimi che non potrai mai perdere, è un insieme di occasioni perdute, visioni impensate, scenari cittadini appariscenti ma vani.. è una miriade di rapporti spesso troppo veloci, di mani che si stringono non volendolo, ma solo per accordarsi o appoggiarsi l’un l’altro.. Milano è la città della ricchezza che maschera debolezza rìe solitudine.. Milano è spesso sola e triste, come me, dietro la maschera di brillante modernità e progresso.. Milano è la stazione centrale, piena di gente d’ogni tipo.. è la città del conoscere brevemente, ma non è mai il luogo degli addii sofferti.. A Milano dirsi addio suona dissonante, perché tutti bene o male ci torneranno, per un volo internazionale, per lavoro, per scappare dalla monotonia, o per cercare spettacoli e luci.. Milano è per me la culla della crescita e della transizione, il luogo dove isolarmi dal resto del mondo a me noto, è un letto troppo grande per dormirci da sola, e troppo piccolo in 2, è un Pc non mio che ha visto crearsi amicizie, lavori e racconti, è un telefono per relazionarmi, è l’anoressia e la bulimia che ho vissuto qui, non per colpa della città, ovviamente, è una storia d’amore sporcata, passata, finita e mai più desiderata, è un amico che mi chiama per uscire, è l’incontro casuale con una persona che senza accorgersene mi ha sbendato gli occhi della coscienza, è i concerti più belli che risuonano nella mia mente come se li vivessi adesso.. E’ vivere da sola e capire che con buona volontà e sacrifici puoi fare ciò che desideri, rimboccarsi le maniche e sudare, nutrirsi di polvere di stelle attendendo ciò che ami, rischiando di diventare stella cadente o di congelarti in un oblio di contraddizioni e paure.. E’ evoluzione e progresso, riflessione e studio, gavetta e lacrime, mai fumo, mai rovina, mai baratro, mai fallimento.. Milano corre, sempre, e chi correi rischia ma non fallisce mai.. è il luogo in cui meno conosci più vuoi sapere, e più scopri più cresci..
“The more you see the less you know (“City of Blinding Lights”, U2)
“..Questa è la storia Là dove c'era l'erba ora c'è Questo ragazzo della via Gluck, Mio caro amico, disse, Passano gli anni, Là dove c'era l'erba ora c'è (“Il ragazzo della via Gluck”, A. Celentano)
June 13 Conversations with my (new) 26 year old selfDedicato a me.. Happy Birthday Miss Ilaria..
Compiere gli anni.. 26, oggi.. Ho sempre pensato che il giorno del compleanno dovesse essere vissuto in maniera speciale, o nell’ozio più totale, o nello sfavillare in mezzo alla gente, librandosi come libellule luccicanti.. Ci sono compleanni fatiscenti, altri sgargianti, alcuni sopiti, sobri o esorbitanti.. Ci sono giornate in cui nessuno ti cerca, pochi si ricordano che ci sei e che è la “tua” giornata, e sono quelle le giornate in cui tiri le somme, capendo chi veramente tiene a te e chi no.. Altre sono giornate in cui ti sembra di essere il protagonista di un film che hai scritto tu nella tua mente, le coincidenze positive si susseguono rincorrendo il tuo tempo, i riflettori sono tutti puntati su di te.. Sono fatte di piccole crescite, impalpabili successi, minuscoli segnali.. Un messaggio inatteso, un risveglio sornione e gioioso, una telefonata sorprendente, una gratificazione desiderata.. Vieni cercato da persone e situazioni, che ti vogliono improvvisamente protagonista.. A cosa aspiriamo quando parliamo? Chi cerchiamo veramente quando comunichiamo? A chi parliamo tra le righe quando scriviamo? Chi desideriamo raggiungere nell’anima, nascondendoci dietro parole e pensieri? Un’illusione, un’idea, una miscela che ci accenda lo spirito, un viaggio immaginario verso posti lontani, dentro occhi nuovi? Ovunque andiamo ci seguono pensieri rincorrenti, facce conosciute, e altre nuove, intriganti e curiose.. nei nostri giorni si susseguono conoscenze nuove, alcuni sguardi non li rincorreremo più, altri ci seguiranno sempre.. Persone che scorrono impetuosamente nelle nostre vite, scivolando tra una situazione e l’altra, tra una casualità e una scelta, che eliminiamo, cerchiamo, desidereremo, possediamo o dimentichiamo.. Mai per cattiveria, mai per egoismo, sempre solamente per conseguenze di scelte e accadimenti.. Qualcuno sparisce sempre e non ci cerca più fino a cadere nell’oblio della nostra memoria emozionale, tra un libro vecchio e una fotografia ingiallita.. Qualcuno ci rincorre anche se fuggiamo o non ce ne accorgiamo, anche se lontano, anche se mai visto o mai più, finché non appare davanti a noi, pronto a raccoglierci se barcolliamo.. Capita di tirare le somme il giorno del proprio compleanno, e capire che qualcuno che millantava grande stima in realtà non lo ricorda nemmeno, qualcun altro invece ci tende le mani, anche per puro caso, e ci allieta la giornata, qualcuno sparisce perché ci evita, qualcuno ci segue perché non ne può fare a meno.. Non si è mai totalmente imparziali nel comportarsi nel sociale, o si ama o si odia, anche se magari è solo un semplice cercare o voler dimenticare.. A 26 anni sei ancora “too young to reason, too grown up to dream”, troppo giovane per ragionare, troppo cresciuta per sognare, ma a volte ti ritrovi a voler analizzare la tua esistenza, sfiorando le vecchie pagine della tua storia, decidendo che penna usare per il futuro, e ricominciando lentamente a scrivere, smettendo di idealizzare persone e situazioni, ma continuando a credere nella tua libertà e nel potere che hai in te.. Anche se qualche situazione passata non c’è più, e non ne soffri, anche se qualche amico ti ha abbandonato, ma forse non era ciò che diceva, e anche se il tuo bagaglio emozionale a volte ti ricorda le tante figuracce, pentimenti e dolori d’ogni genere, in realtà ti accorgi che contiene troppi fardelli che ti hanno maturata, troppi paesaggi irripetibili ed emozionanti, troppe risate ipnotiche, troppe puntate viziate e bellissime, per non esserne orgogliosa.. Ti accorgi che situazioni e persone passano, e capisci che ciò di cui non potrai mai fare a meno sei tu, solo tu, i tuoi pensieri, le tue emozioni, le tue potenzialità e desideri, le tue voglie e passioni.. Ricominci a scrivere la tua storia, a fluire.. A volare, più alta e veloce di ieri e meno di domani..
“..Sai... (.. nel mio caso: Ilaria!) (“Dedicato a te”, Le Vibrazioni)
“..e non mi resta che allacciare un paio d'ali alla mia testa (“La Finestra”, Negramaro) June 12 HomeA volte voglio scappare da ciò che mi circonda.. è come se preferissi gli inizi alle conclusioni e agli sviluppi.. Credo siano più speranzose e amabili le possibilità rispetto alle azioni, e il mio modus vivendi, purtroppo, segue questo mio "dictat".. purtroppo perché a volte sarebbe meglio agire pensando meno alle conseguenze.. Ogni possibilità è un inizio, un portone che si spalanca o che è leggermente socchiuso, e suscita la curiosità di entrare e scoprire.. Non chiudo mai però nessuna porta dietro le mie spalle.. Possibilità, del futuro, del presente, del ritorno del passato.. Partire, dimenticare, ricominciare, staccare spina e cervello, e provare a isolare i sentimenti, per vedere se poi è così difficile morire dentro.. Non si muore mai dentro, ciò che ci alimenta non si spegne mai.. Che senso ha partire se poi non c’è nessuno che ci aspetta, al nostro ritorno? Che senso ha partire se non si ha nulla di nuovo o ambiguo da scoprire, se non si ha nulla da rimettere a posto, niente da costruire? Che senso ha sparire se poi nel cuore di chi ci circonda siamo già nulli e scomparsi ancor prima di apparire, visibili agli occhi e invisibili al cuore? Si dice che non c’è nessun posto come casa propria, dove siamo cresciuti e nati, dove si sono sviscerate le nostre esperienze fondamentali.. Io credo che le origini siano dove il cuore batte, nel luogo in cui appena arriviamo, iniziano a rincorrersi pensieri e sensazioni, odori e ricordi emozionanti, anche se non è là che siamo cresciuti, anche se non vi è nessuno che ci può legare a tale luogo.. Le origini a volte si possono trovare dentro braccia calorose e sconosciute, in occhi ignoti e profondi che racchiudono pensieri diversi e non noti a noi.. Origini, dove i profumi evocano ricordi, come la barchetta solitaria nella spiaggia antica della nostra memoria puerile, dove il legno bagnato dall’acqua si mescolava al sapore di labbra nuove.. Origini in discorsi già sentiti e mai dimenticati, voci conosciute e sempre ricercate, come quelle di coloro che non ci aspettano finchè crescono, ma ci attendono per aggiornarci e supportarci, amici che non vedi da tempo, non vivi da troppo, e che riescono a scioglierti la mente infastidita da troppi pensieri negativi.. Le mie origini sono nelle canzoni dei Queen, in Toscana, nei versetti di Shakespeare, negli occhi di chi mi ha vissuta anche solo per un giorno immortalati da scatti veloci.. Scappare per cercare altri suoni, lidi, scatti e vite da mescolare alla mia, per poi ritornare alle mie basi, a casa, tra i miei pensieri rapidi, le mie emozioni silenziose, la mia musica alta e i miei racconti prolissi e scritti velocemente.. Capita di voler fuggire da qualcosa che non riteniamo degno, o che ci distrugge, per re-inventarci, indossare una nuova maschera sfavillante.. Cosa si prova poi a ricominciare là dove siamo già passati, dove abbiamo già camminato e sbagliato, nel luogo da cui siamo fuggiti, tra le facce che abbiamo evitato per paura di infognarci in loro.. E poi scoprire che siamo cambiati noi, il luogo e le facce che temevamo, e qualche fiore nuovo è nato tra le ceneri, come splendida ginestra.. Non si ha mai bisogno di qualcosa che ci possa ricordare loghi o persone che amiamo e che ci hanno penetrato l’anima, noi siamo giorno dopo giorno in quei luoghi e con quelle persone.. Chi torna in patria è sempre diverso da quando è partito, ama in maniera più intima e profonda, pretende tante lune, e è meno assoggettato alla follia.. Chi rimane a casa possiede la virtù della giustizia, virtù antica e primordiale, non propria di noi giovani.. Noi conosciamo una sola forma di gioia, l’amore e una sola forma di virtù, la fiducia.. Non ci sono mai conclusioni, esistono possibilità e decisioni, cambiamenti e partenze, tanti inizi e qualche ritorno.. Se il cuore batte lontano forse è proprio laggiù che sta scritto il nostro destino.. Se la vita ci porta distanti da tutto, vicini solo all’ignoto, forse è lì che si trova il pennello magico e nascosto per dipingere il nostro futuro.. There’s no place like home, but home is whatever you care of.. "..Ma ci si scopre di notte nel letto ("Un mondo diverso", Le Vibrazioni)
"Le cose che porto dentro ("Dopo il Viaggio", B. Antonacci)
"..Maybe surrounded by ("Homa", Michael Bublè) June 05 24mila baci...
Bacio: abbandono del cuore quando non è più solo.
Esistono baci che dimentichi in un istante, per altri non basta nemmeno una vita.. il ricordo di nessuno di essi ti abbandona mai.. Credo che i baci siano molto più di ciò che si dice, ovvero semplici “apostrofi rosa tra le parole ti amo”.. Vi è racchiuso in essi un’eternità di parole e definirli apostrofi sarebbe alquanto riduttivo.. Quando si ama si cerca la bocca altrui, perché le labbra conservano discorsi non detti, espressioni di approvazione e il senso del gusto, che riempie anima e spirito.. La bocca è la parola non sonora che racchiude l’intero discorso, anche quando non si ama.. Capita di desiderare un bacio, per dichiarare interesse, per ammazzare il tempo, per cercare conferme.. Per condividere, per capire, a volte.. Il primo e l’ultimo bacio non si scordano mai, si dice.. Magari scorrono dietro a pensieri e sentimenti i nostri partner, ma quegli istanti non passano mai.. Conservano sempre un’emozione che rinasce nella nostra mente, e provoca in noi brividi o sorrisi, come l’acqua fresca ed inattesa d’estate.. Alcuni baci profumano di spezie, altri di rose, tutti recano sapori nuovi, sconosciuti.. E’ una grande alchimia misteriosa che rappacifica i sensi.. Quando si bacia si pensa, se è con qualcuno che ci interessa ci si interroga su che verrà domani, altrimenti su cosa porteranno tali effusioni dolci, o semplicemente non si riflette, ci si lascia trasportare dall’attimo che fugge e ci trascina con sé.. Baci lunghi e appassionati, baci brevi ed intensi.. Baci frettolosi per scappare da qualcuno ma cercando di non ferirlo troppo, baci sostenuti e baci tanti desiderati, baci che quietano, baci che intrappolano in situazioni di stallo, baci che mortificano, baci privati o pubblici.. baci.. I primi baci sono sempre carichi di speranze e attese, illusioni e fantasie.. Gli ultimi baci sono pieni di malinconia, ricordi, paure e bagnati di lacrime a volte impercettibili, a volte salate e crude.. Alcuni baci suonano come promesse che non verranno rispettate, come quando ci si lascia per poco tempo credendo di potersi rincontrare, altri rimbombano come moniti quando si è certi di aver commesso errori irreparabili.. Altri baci profumano di sesso, violento o delicato, altri ancora di melodie lontane, come luoghi irraggiungibili.. Ci sono baci accompagnati da sorrisi o pianti, baci sussurrati e appena accennati, baci che aiutano a dimenticare e altri a ricordare, baci fratelli di carezze sul viso, baci su occhi sacri e appena violati, o su mani peccatrici e menzognere.. Ci sono persone che si vorrebbero semplicemente baciare, perché il bacio è il più alto modo di condividere, la più intima versione della socialità, la cosa più delicata e comunicativa che possediamo.. E questo annienta mente e anima, raggela le membra, scolpisce le situazioni.. In una vita si possono baciare mille persone, per errore o per volontà, per caso o per ebbrezza, per amore o per errore, per paura o per divertimento.. Ma sono pochi i baci che segnano davvero e ci trasformano, alcuni per magia del momento, altri per incanto del luogo, altri ancora per intensità del sentimento.. Si vorrebbe sempre poter creare la perfetta scenografia e sceneggiatura per ogni primo e nuovo bacio, anche per gli ultimi, per poter suggellare appieno quell’istante comunicativo, per avere la possibilità di esprimere ancora di più di ciò che vorremmo fare con il solo bacio, ma a volte basta solamente quello.. Si sogna per una vita intere un bacio reale ma fantasioso, uno che crea illusioni in cui potersi librare soavemente.. Si ricordano per sempre gli ultimi, desolanti e gonfi di dolore.. Ci si interroga su come e dove baciare, per paura di sbagliare, quando invece è assolutamente tutto soggettivo.. Si sbaglia a giudicare le persone in base ai baci che regalano, e altre perché ne concedono troppo pochi.. Si cercano le labbra, sempre.. Per confermare un evento, sigillare un addio, aprire una finestra o aiutare il destino.. Baciarsi è un po’ come prendersi per poi lasciarsi subito, assaporarsi per fruirne e capire, donare dolcezza per riceverla.. Baci che vogliono dire “sei tutto per me”, o “addio”, o ancora “adesso o mai più”, a volte non conta ciò che si vuole dire, l’importante è baciare per comunicare.. Baci che feriscono come vorremmo, baci che non sono mai abbastanza, baci violenti o passionali, segreti o complicati.. Baci intensi e mai dimenticati..
“..Pride can stand a thousand trials 'Cos I'm kissing you, oh. Touch me deep, pure and true¡ (“I’m kissing you”, Des’ree)
“..Magica quiete velata indulgenza Mille violini suonati dal vento Di quei violini suonati dal vento (“L’ultimo bacio”, Carmen Consoli) |
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