Ilaria's profileIllyPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
April 30 La donna invisibileTra tutti i superpoteri fantascientifici credo che l'essere invisibile sia quello più interessante.. Poter decidere di rendersi non visibile agli altri quando meno se l'aspettano, per vedere situazioni a me ignote, ascoltare opinioni e pensieri veri, non di facciata.. Poter gestire le mosse altrui, sbigottendo, come un marionettista che decide come muovere i suoi pupazzetti, facendoli ritrovare loro malgrado in posizioni che preferisco.. Un dono, come poter assistere al proprio funerale fingendo di esser morti, per vedere chi piange davvero, chi c'è.. Una specie di prova per chi mi circonda, per testare il vero sentimento altrui nei miei confronti.. Da piccola avrei voluto essere anche io invisibile a volte, entrando in backstage di concerti di artisti mondiali, sentendomi protagonista indrettamente, ospite non pagante.. Ma nessuno si accorge di te, purtroppo.. Nulla è reale in tutto ciò.. Poi c resci, ti accorgi che esserci è importante, ma solo se hai un ruolo.. La vita è un lungo gioco, fatto di piccole grandi battaglie, da vincere, alcune da perdere, ma comunque importanti per il futuro, e l'importante è davvero partecipare, poter dare un contributo degno di nota, non solo vedere, ma agire, visibili, anche se a volte impossibili da difendere.. Scappare non è mai la soluzione per nulla.. E quando ti ritrovi tuo malgrado invisibile al mondo? Cosa si prova a cercare di urlare e nessuno può o vuole sentire? Desiderare di esprimersi ma nessuno conosce il tuo linguaggio? Agitarsi come impazziti alla ricerca di uno sguardo tanto desiderato e non riceverlo mai? Come quando si è adolescenti, e il più bello della classe sembra fare il filo a tutte tranne che a te.. Il telefono che non squilla mai.. Le risposte che tardano ad arrivare.. Esistono parole adatte per farsi capire? Esistono abbigliamenti davvero consoni per attirare attenzione non solo fisica? Esistono situazioni in cui il nostro ego può essere soddisfatto e capito davvero? Come si può passare tanto tempo, troppo tempo, a cercare di trovare una via giusta per fare capire a tua mamma che stai male e che ti manca? Come si fa a riuscire a dimostrare al mondo di essere degli assi in un settore? Ci sono persone che vivono di riflesso, persone silenziose che non chiedono mai nulla a nessuno, altre che potrebbero dare tanto al mondo ma non riescono a capire come farlo, ci sono persone che si migliorano per poi poter migliorare gli altri, nella vita, in famiglia, ma quando si sentono pronti per farlo non c'è nessuno ad aprirgli la porta di casa, e a volte la serratura è stata cambiata.. Pazienza, mai mollare, sacrifici.. tanti.. E se poi tutto questo non porta mai a nulla? Mai scoraggiarsi.. Facile a dirsi, arduo da sopportare.. Si dice che i nostri peccati ci rincorreranno sempre, ci troveranno anche quando ci nascondiamo, e crediamo di essere irraggiungibili.. Le conseguenze si pagano sempre, i risultati di ogni azione che compiamo.. Vivere da soli e isolarsi per ritrovare sè stessi, alla lunga porta a sentirsi soli, quando meno lo desideriamo.. Amare pienamente e totalmente qualcuno porta a cancellare sè stessi, spesso.. Voler guardare il mondo dall'alto, essere di aria, studiare persone e comportamenti, porta inesorabilmente ad avere linguaggi a volte incomprensibili, a non riuscire a farsi capire, anche urlando e presenziando.. Giochi, gridi, sbraiti, sei migliore degli altri, ma nessuno lo sa, o forse questo è ciò che sembra a te.. Ti senti solo, abbandonato, non capito, ma forse devi solo migliorarti ancora, perchè il mondo non ruota attorno a te, e non puoi pretendere che lo facciano le altre persone.. Poi magari ti accorgi che c'è qualcuno che a te ci pensa davvero, senza che tu l'abbia voluto.. Non sei solo, non sei invisibile.. Non pentirti, non giudicarti, vivi, sbaglia, ma combatti, sempre.. Sei protagonista del film della tua vita, tu scegli le comparse, gli attori, la sceneggiatura, i costumi.. Come un regista-attore, che dirige, osserva, ma recita in prima persona.. E' troppo tempo che urlo, è troppo tempo che sbaglio, è troppo tempo che forse non capisco.. Ma devo contiuare ad agire, anche se gli altri non possono o non vogliono ritrovare o costruire la complicità.. Sono di aria, a volte compressa, a volte fredda, a volte travolgente.. Ma tutti mi respirano e hanno bisogno di me.. "..When you hear a sound that you just can't place ("The invisible man", Queen)
"..Nessuno è solo finché di notte ("Già ti guarda Alice", Tiziano Ferro) April 26 Bocca di rosaPenso alla parte del corpo più delicata e allo stesso tempo difensiva che possediamo.. La bocca.. Piccolo organo sensoriale, artefice di sensazioni e brividi.. Mezzo di comunicazione, di amore, di gusto.. Con le labbra si possono pronunciare parole soavi, si può urlare, emettere la nostra voce, dichiarare al mondo qualcosa, descrivere ciò che vediamo e sentiamo, permettere a chi ci circonda di conoscerci meglio.. Raccontare di noi, dire falsità, ammettere un errore, o un amore.. Con la bocca gustiamo, assaporiamo, dando libero sfogo alla nostra gola, ci cibiamo, lecchiamo, gustiamo.. Con la bocca baciamo.. Sfioriare con le labbra qualcuno è la cosa più sensuale che esista.. Possiamo emettere suoni soavi, acuti, gravi o sordi, urlare, evocare paure, offendere, difenderci.. Possiamo esprimere il nostro disgusto sputando, la nostra approvazione baciando, il nostro timore mordendoci un labbro con l’altro, istintivamente, soddisfare il partner toccandolo lievemente con dolci baci, che valgono più di milioni di carezze.. Sorridere.. Ridere vistosamente.. Credo che la bocca sia l’arma migliore che possediamo, per mostrare noi stessi comunicando, e per difenderci dal mondo.. Gli occhi rivelano la nostra anima, a volte fragile o tormentata, gli occhi non sono difendibili e controllabili, uno sguardo ci può svelare quando non vorremmo.. Le labbra sono nostre alleate, armi in possesso della mente e dello spirito.. Possono esprimere ragionamenti e pensieri, o volare spinte dal vento caldo e veloce del nostro istinto.. Nelle relazioni amorose abbiamo sempre l’ossessione della sessualità, del soddisfacimento dei sensi, la dannazione dell’anima, dei sentimenti, della pienezza del nostro speranzoso cuore, e il sogno della conquista delle labbra altrui.. Il sogno che pronuncino parole a noi care, che risuonano nel nostro cuore come la nostra musica preferita.. E il timore che ci rifiutino.. Un bacio può valere più di mille notti di passione, una parola conta più di mille pensieri, un pasto insieme a chi amiamo ci porta a condividere il bisogno più naturale e vitale dell’uomo.. Labbra morbide, sottili o carnose, labbra contorte, impaurite, tese, labbra seccate dal sale marino e dal sole, labbra pastose, labbra disegnate come formassero un cuore, stampato sul viso, labbra rosse.. Ammaliano, rivelano, difendono.. Quando dialogo con qualcuno il mio sguardo cade in primis sullo sguardo, ma immediatamente dopo sulla bocca, su cui mi soffermo a lungo, mi piace osservare la forma che assume, il disegno magico che le labbra altrui plasmano sul viso, e come lo modificano.. Mi piace osservare la bocca di un uomo dopo un bacio.. Mi piace scorgere un lieve sorriso sul viso di qualcuno, svelando complicità, divertimento e gioia.. Amo osservare come la forma del viso cambi a seconda di come sono le nostre labbra, imbronciate o rilassate.. Labbra mascherate da baffetti, impreziosite da piercing, colorate da rossetti, coperte da un velo prima del si, rugose o fanciullesche.. Labbra profumate di gusti nuovi, di sapori magici.. Bocca amara, insoddisfatta.. Strumento di vizi, passioni, virtù, comprensioni, dichiarazioni, amori, pensieri, per uscire allo scoperto e rivelarsi al mondo.. Bocca, mezzo di nutrimento, di sensualità, di razionalità.. “La bocca Che prima mise Alle mie labbra il rosa dell’aurora, Ancora in bei pensieri ne sconto il profumo, O bocca fanciullesca, bocca cara, Che dicevi parole ardite Ed eri così dolce da baciare” (“Bocca”, Umberto Saba) April 25 Certe nottiPiccolo diario di una ricercatrice di amore errante.. "Certe notti la macchina è calda e dove ti porta lo decide lei".. L'autostrada, le rare e solitarie macchine, la musica nella mente, il buio, le luci, l'alba che si avvicina.. La notte racchiude in sè così tante piccole passioni, misteri, magie.. C'è chi la vive per rilassarsi, chi per lavorare, chi per divertirsi, chi alterna.. C'è chi si fa vivere dalla notte.. A volte mi fermo a pensare a quanto le cose che ci circondano siano diverse di notte, riusciamo a percepirle, mai totalmente, non le possiamo mai possedere del tutto, le vediamo più magiche.. Le persone che conosciamo, i paesaggi.. Una canzone ascoltata di notte acquista una maggior magia, i pensieri scorrono a fiumi.. Mi sento padrona della notte a volte, come se la mia vera identità si rivelasse solo quando il sole va a dormire, chissà dove.. Vorrei che durasse un eternità, vorrei poter vedere chi mi circonda di giorno, capire se anche la luce che emanano gli altri è diversa al buio.. Leggere un buon libro e addormentarsi protagonista della sua storia.. Guidare, lontana, tornare a casa, a volte entusiasta, a volte stanca, o speranzosa, o triste.. Scappare, di notte.. Posti dove andare, gente da conoscere, musica da ascoltare, ballare, divertirsi.. A volte la notte porta consiglio, responsabilizza, rivela, a volte stordisce e stravolge.. Credo che la notte sia come un banco di prova nelle nostre esistenze.. Quantità spazio-temporale, piccola o eterna.. Chi ama davvero potrebbe passare un'intera notte osservando commosso l'amato mentre sogna.. Chi soffre deve superare la notte.. Chi si lascia gode dell'ultima notte insieme.. La notte profuma di passione e riflessione.. La notte è popolata da milioni di piccoli fari, microscopici ma abbaglianti, i nostri occhi sognatori e speranzosi.. Mi ha sempre affascinata guidare di notte.. La strada sembra più veloce, l'asfalto è nero, non grigio, e il nero è presa di posizione e seduzione, il grigio solamente tristezza.. Il viaggio di notte è sempre accompagnato dal nostro vero Io, la nostra essenza che non ci lascia soli, l'attenzione è alta, il rischio maggiore, la consapevolezza affiora.. Capita di entrare in un semplice luogo di ristoro, e rendersi conto che è l'esatto opposto di come lo viviamo di giorno, non più popolato da piccole formiche che corrono, agitate e pervase dalla fretta e dalla preoccupazioni lavorative, automi vittime della società, come burattini senza giudizio, prima dell'alba invece ci sono isolate presenze, quasi fantasmi, ognuno con la sua notte da vivere, da ricordare e raccontare, ognuno compagno del proprio pensiero.. Gente che sorride, gente stanca, chi lavora, chi è già tra le braccia di Morfeo, chi non ha più sonno e vuole vivere di nuovo, chi pensa al domani, chi ragiona su rimorsi e rimpianti di ieri.. Notti senza fiato, di dolore e pianto, di gioia e urla, notti d'amore, di confessioni con sconosciuti, notti di dialogo, di sofferenza, di chiarimenti, notti di consigli e discussioni interminabili.. Notti di speranze, di vittorie, di battaglie perse.. Notti magiche.. Ognuno riflette e spera al domani, affascinato dal buio attorno a sè, desideroso di scoprire cosa c'è dietro a questo enorme manto nero ricoperto di stelle.. Le migliori invenzioni scientifiche, le più vere perle di saggezza e i più profondi pensieri sono figli della notte.. A volte ci assale una sordida malinconia, a volte ci svestiamo dei panni che indossiamo per sopravvivere, a volte ci travestiamo diversamente per capire quale maschera si addice a noi, a volte cerchiamo qualcuno o qualcosa, quasi sempre noi stessi.. E non conta quanta strada hai da fare, importa sentire che vai da qualche parte, incontro al tuo destino.. "Certe notti se sei fortunato bussi alla porta di chi è come te".. Le più vere amicizie nascono di notte, le più focose passioni.. Idee, pensieri, ispirazioni.. Correre veloci verso l'ignoto, il domani, al buio, con la sola guida delle stelle ad illuminare delicatamente il mio percorso.. C'è chi confida al cielo il proprio futuro, chi al destino, chi al domani.. Io spesso alla notte, da sola o in compagnia.. Piccole e sorde grida verso entità sconosciute, verso la mia coscienza, in attesa di una risposta, di un segnale.. Un bacio sulla fronte prima di addormentarsi, la luce sul comodino che si fa più fioca, fino a spegnersi, e poi, pronti e via.. Domani è un altro giorno.. Pieno di nuove certezze e possibilità, una nuova preparazione alla prossima nottata, magico incontro con me stessa.. "Certe notti somigliano ad un vizio che non voglio smettere mai"..
" Non è così che passa in fretta questa dolce malattia ("Notti senza cuore", G. Nannini) April 24 Tu chiamale se vuoi Emozioni...La descrizione di un attimo.. In cui tutto appare ed evolve.. Ci sono dei giorni in cui tanto aspetti il brivido, e non arriva mai.. Ci sono degli attimi in cui ti colpisce, quando meno sei pronto e preparato, e forse è questo il bello, riuscire a goderne nel momento più impensato.. Passi mesi ad attendere momenti di gioia, emozioni, sensazioni nuove, atomi elettrizzanti che ti scuotono la pelle e sconvolgono il pensiero.. Poi quando ci pensi meno, quando magari ti senti troppo sconfortato per crederci ancora, arrivano.. Basta poco.. Una telefonata, una proposta, un invito, un complimento, uno sguardo, un sorriso, un chiarimento.. Tanto attesi e desiderati da renderti incredulo al loro manifestarsi a te.. Quando meno te l’aspetti.. Non sei pronto, non ci pensavi più.. Incalzante boato di novità nella tua mente, come una pallina in un flipper impazzito.. Basta veramente poco, e si apre davanti a te un mondo nuovo, fatto di persone e cose che prima scorgevi e adesso vedi chiaramente, come se la nebbia che ti circondava si fosse dissolta.. Ti accorgi che tutto gira, proprio come la fortuna, tutto ruota attorno a noi, cambia solo la maniera in cui percepisci le sensazioni che ogni singola cosa può darti, magari perché hai capito chi sei davvero e cosa cerchi, o ti senti vicino a intuirlo, e improvvisamente riesci a trovare le parole giuste per comunicare qualcosa che ti era dentro da tempo, per convincere delle tue capacità qualcuno.. Io credo che chi è sicuro di sé in primis ami sé stesso, e chi lo circonda viene ubriacato dal suo potere e amore, finendo per amarlo e credere in lui.. La forza che abbiamo in noi è talmente potente da riuscire a volte a modificare la nostra indole, a sottomettere gli altri, a creare musica attorno a noi.. Si dice che al momento della creazione, Dio abbia diviso l’uomo in due parti, Adamo ed Eva, per portare entrambi all’eterna ricerca l’uno dell’altra, ma io credo che ognuno di noi abbia nascosta in sé una metà da ricercare, ciò che ci completa, che ci svela al mondo, per essere completi, per essere in grado di far risplendere il partner.. I piccoli brividi che suggestionano la nostra vita, inattesi e magici, a volte non sono esagerati e straordinari visti a posteriori, basta una stretta di mano, un abbraccio, anche una sola parola, è il modo, è la nostra capacità di recepirli in quell’istante a creare la magia.. Guidare con la musica forte, che vibra nella tua mente, e libera i sogni imprigionati in essa.. Un incontro inatteso, un riconoscimento tanto sperato e ormai divenuto miraggio.. Le emozioni ci provocano la liberazione del nostro spirito, che può ricominciare a volare alto.. “Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi ritrovarsi a volare..”.. Ciò che ci fomenta, ciò che ci innalza sono loro, le piccole, semplici, a volte scontate, emozioni quotidiane o tanto attese, che plasmano in noi una forza inestimabile, un motore potente che fa correre le nostre anime.. Improvvisamente ti sembra di calzare i panni del protagonista dei film che hai visto, travolto da un ciclone di eventi che lo stordiscono e infine rivelano.. A volte durano il tempo di un attimo, e tutto poi ritorna come prima, a volte ti turbano e stravolgono la tua esistenza, altre volte ti permettono di capire te stesso, qualcuno o qualcosa, ti aprono la mente, ti rendono disponibile e propenso al mondo.. Spesso ti rendi conto di aver vissuto situazioni identiche tante volte, ma solo in quel momento ti hanno rabbrividito.. A volte capisci che un singolo battito, un piccolo respiro, valgono più di mille altri, sornioni e assopiti in te.. Una piccola meravigliosa lotta nel tuo spirito si accende, una battaglia tra razionalità, pensieri, anima, e brividi, dove l’unico vincitore sei tu.. Trovarsi ardere come dentro al sole, dove l'esistenza brucia, i battiti incalzano i respiri, sospendere ogni paura, sentirsi in mezzo alle nuvole.. Non pensare più, ma vivere, libero, stanco di trovare giustificazioni al tuo essere.. Un piccolo fuoco brucia in te, caldo e magico.. L’emozione ti avvicina alla tua essenza, ci sei tu, con lei, la tua emozione, che racchiuderai nel tuo cuore, ne farai tesoro, tornerà viva in futuro, perderà di vigore col tempo, ma non svanirà mai il suo significato.. Nella vita non conta il numero di respiri che fai, contano i momenti che il respiro te lo tolgono.. L’istante, l’intensità..
“..Domandarsi perchè quando cade la tristezza Capire tu non puoi Uscir dalla brughiera di mattina E prendere a pugni un uomo solo (“Emozioni”, Lucio Battisti) April 22 Runaway"..Un giorno per scappare, tutto mi torna e mi nascondo fino a domani.." Ilaria, abbiamo un problema! .. Cerco di razionalizzare, e irrimediabilmente sbaglio perchè lo faccio troppo profondamente.. Agisco istintivamente, e finisco col prendere strade diverse da quella che cerco.. Ho la tendenza a scappare, un po’ perché la monotonia mi devasta l’animo, un po’ perché spesso le situazioni nuove, per quanto ignote e ardue, sono più trasparenti di quelle stagnanti, perché tutte da creare.. Voglio sempre fare tutto da sola, un po’ per spavalderia, e molto perché voglio poter dimostrare al mondo che ce la faccio senza nessun supporto, soprattutto a me stessa.. Sono guarita da sola da depressione, anoressia e bulimia.. Vivo da sola, lontana dagli affetti veri, in una situazione che in molti non capiscono, perché è semplice criticare quando non si vive in prima persona.. Potrei avere poche spese e tanti più affetti se solo tornassi a vivere nella mia città d’origine, ma questa non mi completa, la piccola città non è nelle mie corde, ho la necessità di avere attorno a me molteplici possibilità d’ogni genere, e ne avrei un millesimo di quelle che ho qui.. Credo fermamente nella realizzazione del progetto lavorativo di cui faccio parte, e che ho plasmato con le mie mani, ma so bene che essa verrà a lungo termine, non certo entro breve, e per ora non ho né sufficiente remunerazione economica, né dosi di stima e riconoscimento per i miei sacrifici nel compiere mansioni che mi sto inventando, per cui non ho studiato, e che non sono di mia aspirazione.. Ho un ruolo di “responsabilità apparente”, sono totalmente indipendente ma connessa all’umore del mio capo, e da quanto vuole sfogarsi con qualcuno.. Abito e lavoro da sola, proprio io che sono nata col pallino della comunicazione, e che necessito di stare in mezzo alla gente, per parlare, dialogare, scambiare conoscenze e opinioni.. E non lo posso fare.. Le mie passioni sono le arti, e me ne occupo, costantemente; amo in particolare quelle interpretative, ma non ho mai avuto abbastanza fortuna o conoscenze per poter raggiungere i vertici della creatività.. Amo scrivere, e parlare, di tutto, con chiunque, ma chissà se mai pubblicherò un libro, chissà se mai riuscirò a lavorare in radio.. A volte mi sento come bloccata, come il mio “cuore incellofanato”, ecco, sono un po’ anche io, tutta, così, adesso.. Relazioni interpersonali? Le cerco, le voglio, sono il fulcro di tutto il resto, coltivo solo quelle che valgono veramente, quelle che mi portano a uno scambio reciproco, quelle in cui mi sento alla pari, e viceversa, quelle con cui ho emozioni o ricordi o esperienze da spartire.. Uomini? Due giorni fa ho parlato con un ragazzo, dall’animo speciale e particolarmente sensibile, che fa un lavoro opposto alla sua sensibilità, paradossalmente, e leggendo il mio blog mi ha posto un’osservazione lecita.. “Parli d’amore così bene che pare impossibile pensare che tu non sia innamorata”.. Già.. Non lo sono ma so esattamente come ci si sente, cosa vorrei, cosa cerco, ciò che non ho ancora.. Forse il lungo pensare mi ha portata a immedesimarmi esageratamente, forse vivo di ricordi di situazioni ed emozioni passate, e di speranze, ma conscia che la pentola guardata non bolle mai.. Vorrei scappare, fuggire da tutto ciò che mi circonda in questo momento, avere un minimo di riconoscenza, una persona al mio fianco capace di apprezzarmi ed ascoltarmi, che riesca a condividere almeno in parte qualcuno dei miei interessi.. Ma esigere non è lecito in amore, tantomeno idealizzare.. Ho bisogno di potermi prendere cura di qualcuno.. Ho bisogno di realizzarmi, di avere una minima possibilità per fare ciò che mi completa, cioè comunicare, anche se con sacrifici enormi.. E finchè starò qui non succederà.. Ho bisogno di mio padre, di tutte le sue riflessioni e passioni.. Ho bisogno di ristabilire il rapporto con mia madre, che non mi sopporta perché me ne sono andata di casa, non me lo perdona, me lo fa pesare costantemente, sempre in maniera chiara e dura, avrei voglia che mi chiedesse come sto, anziché chiamarmi per parlarmi del suo mal di testa o del tipino di mia sorella.. Ho bisogno di stare più spesso con la mia amica Marianna, che non riesco a coltivare mai abbastanza perché troppo lontana, so che mi farebbe bene, so che mi aiuterebbe.. Ho bisogno di Ambra, mia sorella, dei suoi dubbi da risolvere, delle sue domande a cui rispondere con le mie piccole esperienze in più rispetto a lei.. Vorrei poter dare alla mia cagnolina la vita che vorrebbe, non troppo chiusa e di corsa tra casa e luogo di lavoro.. E soprattutto ho bisogno di ritrovare l’Ilaria di sempre, vivace, razionale ma spensierata, e soprattutto di recuperare il mio sorriso, quello che ricompare mai troppo spesso sul mio viso, e il più delle volte è per darmi l’illusione del benessere, che non ho in questo momento.. E i miei occhi brillanti, non mi piacciono più questi troppo cupi.. Ho bisogno di parlare con qualcuno, di conoscere persone nuove in ambiti nuovi, di valorizzarmi per quello che realmente so fare, organizzare, fare da sceneggiatrice alle giornate, viaggiare, scrivere e comunicare.. Ho bisogno di capire come farlo.. E in questo mio piano forse non c’è sufficiente spazio per un amore.. o forse me ne auto convinco per evitarlo.. Ho bisogno di smettere di lavorare all’UCAS, l’ufficio complicazioni affari semplici, come descrive Matteo Maffucci nel suo ultimo libro.. Ho bisogno di vita da vivere, quella che per lavoro mi viene privata, per distanza non riesco a coltivare appieno, per paura credo di non trovare.. Ho bisogno che la gente faccia a me le domande che io pongo loro, interesse.. Ho bisogno di me, del mio tempo e delle mie passioni viscerali.. Ho bisogno di eliminare la massa di persone che anche senza accorgersene mi creano disturbo, mi portano dolore, o mi provocano rabbia, delusioni e preoccupazioni.. In questo momento scrivere nel mio blog è molto importante per me, è l’accadimento di ogni singola giornata che mi soddisfa maggiormente, anche se nessuno leggerà.. Forse stavolta ho davvero bisogno di scappare da tutto questo attorno a me attualmente, forse poi ritornare, o mai più, ma almeno staccare, avere possibilità, capire.. La vita è troppo breve per non volere viverla al massimo in ogni suo istante.. E’ da troppo tempo che mando segnali a persone che non riescono o non vogliono captarli, non lo farò più.. E’ da troppo tempo che razionalizzo su come e cosa fare, e credo che stravolgere forse stavolta sia meglio di salvare il salvabile.. Si dice “carpe diem”, beh credo che il “diem” vada anche ricercato, non solo aspettato, catturato e vissuto quando e se arriva.. La mia vita ideale? Non esiste un modello specifico, non è un supermercato, con lo slogan “Scegli la vita che vuoi, oggi sconto 10%”.. bisogna crearla da soli.. Io vorrei solo un lavoro che mi completi, almeno in parte, e l’amore delle persone che amo da sempre.. Il resto verrà dopo, e di conseguenza..
“..Sono giornate lunghe quando non vuoi uscire (“Seduto qua”, Zero Assoluto) April 20 Scusa ma ti chiamo Amore..L’amore è il motore del mondo.. A me non capita da tanto, e so che la pentola guardata non bolle mai, finchè lo aspetto non arriverà.. Sono nella situazione di chi si è accorto che non sta andando da nessuna parte, e allora accelera per vedere tutto, di più, più velocemente.. So che parlando dell’Amore non riuscirò a plasmarlo nel mio “cuore incellofanato”.. So che il gelo in me non sarò io a decidere quando cesserà di esistere, un bel giorno si scioglierà da solo, verrà qualcuno a scuotere il mio piccolo mondo, e sarò travolta dall’Amore.. Perché dentro a ogni persona che incontriamo se ne nasconde un'altra... forse più bella, forse più nuova, forse la nostra.. Non si decide mai chi amare.. Non si può decidere quando smettere di amare qualcuno.. L’Amore, quello vero, è come un dio.. Nell’antichità Eros scagliava frecce incantate addosso a poveri ignari, infiammando di passione e ardore le loro anime, coinvolgendoli in carambole e peripezie amorose d’ogni genere, travolgendo le loro vite.. Elena di Troia fu la causa di una guerra, per il suo amore.. Medea pazza d’amore arrivò ad uccidere i propri figli.. E’ ancora così, non siamo più bersagli mobili di un putto che con arco e frecce gioca con i nostri sentimenti e le nostre esistenze, ma come allora, come nei miti e nelle favole, la ragione non può nulla.. “Il cuore ha ragioni che la ragione non conosce”.. Uno strano e micidiale mix di coincidenze, scelte e destino ci fa incappare in persone che ci rubano l’anima, ci devastano il cuore, lo riempiono e lo fanno fiorire, e così, rigoglioso, profumato come un giardino d’inverno, siamo spacciati, inermi.. Tutti dobbiamo sottostare a lui, al nostro cuore.. Facciamo pazzie, diciamo frasi più grandi di noi, mossi da questo meraviglioso e bollente motore che batte in noi per qualcuno.. Arriva sempre nel momento in cui meno lo cerchiamo, a volte per errore, a volte lo rifiutiamo, ma non possiamo sottrarci a lui.. L’Amore ritorna, sempre, si ripropone a noi se viene soffocato, ci muove e ci rivoluziona.. Nella tua vita arriva una persona e tu senti che è l'altra parte di te, quella che ti mancava. Potrebbe essere giovane o vecchio.. È la tua casa.. E tu improvvisamente ti senti completo.. Intero.. Ti senti spaesato appena ci pensi, a volte non credi sia possibile che stia succedendo davvero a te, vivi istante dopo istante, senza troppo confidare nel domani.. La paura di perdere chi ami ti spinge a dare il meglio di te ogni attimo.. Ti ritrovi a sorridere sempre, a ridere di nulla, sei gonfio di speranze e di felicità, hai la sensazione che un incendio divampi in te, sotto la tua gola, tremi appena vedi chi ami, quando il suo pensiero rimbalza tra i tuoi sensi, quando hai la certezza di incontrarlo.. La tua voce è instabile, flebile, ma vorresti urlare ciò che hai dentro di te, a lui, al mondo, a squarcia gola.. Ti senti padrone del mondo, ma così fragile, come un cavaliere senza armi, spavaldo ma senza difese.. Ti senti spaesato ma sicuro, forte di ciò che ti nutre, ma cosciente che potrebbe distruggerti.. Gioisci e godi del sogno che stai vivendo, così seducente e ammaliante per avere sostanza, e ti ritrovi terrorizzato che la notte finisca e il sogno svanisca.. Il momento prima ti diverti, e subito dopo ti chiedi come hai fatto a vivere fino ad allora senza.. A volte non ci riesci a credere, ma è così bello e non vuoi svegliarti da quel sogno così soave.. Eppure è lì, accanto a te, davanti ai tuoi occhi.. E vuoi viverlo con tutto te stesso.. Non hai possibilità di scelta, non puoi decidere in base a canoni o ideali di nessun genere, non sai quando accade, né perché proprio a te, e non puoi decidere chi.. Ma non puoi farlo scappare.. La vita è fatta di strani segnali, che a volte non riusciamo a percepire, piccole cose che ci indicano una via verso chi e cosa ci completa.. Bisogna imparare a riconoscerli, e a capirne il senso.. E poi agire, senza pensieri, senza parole, senza domande.. “..E poi ripartire con calma, l'indomani, guidando senza fretta, sapendo che quello che cerchi ce l'hai lì vicino. Toccare ogni tanto la sua gamba per vedere se è tutto vero. E la strada che scorre sotto. E la musica che ti accompagna. E il mondo che va avanti. Ma non dà fastidio. Non fa rumore...
“..la voglia di non ragionare ma vivere sempre disposto a rischiare e ridere... (“Semplicemente”, Zero Assoluto)
“..E scusa se ti amo e se ci conosciamo (“L’Imbranato”, Tiziano Ferro) April 19 Splendido splendenteVedo tante coppie attorno a me.. Le osservo, sono coppie unite, in loro spiccano amore e speranze.. poi vedo singoli.. le coppie scisse lasciano dei singoli che non sono poi così interessanti come uniti alla loro metà.. Si è completi solo in coppia? O forse si cerca solamente di colmare i propri vuoti, grazie ai punti forti altrui? Alcune persone splendono di luce riflessa, quella del loro partner, o della coppia stessa.. Alcune persone si sentono bene solo se appoggiate a un altro.. Da soli valgono meno, sono timorosi e deboli, non agiscono, sono spenti.. Sembra che per queste persone l’essere in coppia sia il raggiungimento totale della pienezza di sé, quando invece credo che la realizzazione personale sia indipendente da quella altrui, e vada solo condivisa e spinta grazie a un supporto, non iniziata e riempita.. Facile dipendere da qualcuno, semplice sentirsi leoni in due, ma poi conigli da soli, incapaci di decidere autonomamente, sempre protesi verso qualcuno, anche per le scelte più semplici, sempre pronti ad alzare un telefono per avere le risposte alle domande.. Le risposte non le possiede nessuno, un amico, un partner, un parente possono donarci solo consigli, ma siamo tutti fortunatamente e meravigliosamente diversi tra noi, e quelle a noi donate da terzi non sarebbero mai totalmente le giuste soluzioni per il nostro problema, secondo la nostra personale visione della vita.. Difficile decidere autonomamente, pensando per minuti, ore, addirittura anni, senza uscirne, senza riuscire a capire cosa realmente è meglio, cosa ci può aiutare; chiedendo e facendo tesoro di suggerimenti e visioni diverse, differenti e distaccate.. Si medita, si decide, si sbaglia, spesso.. ma da soli.. e non si corre il rischio di ricadere, non si ripetono gli errori, perché testate le conseguenze su sé stessi.. Credo che l’indipendenza personale sia la meta che ognuno dovrebbe raggiungere, per sé stesso, in primis, e poi per le persone che ha a fianco.. Non ho mai capito certi comportamenti, dover dipendere da un telefono che potrebbe non squillare mai, aver paura di agire in un modo, per paura di perdere qualcuno, come se un rapporto dipendesse unicamente da un sms in più.. Ore e ore ad aspettare il marito che esce, mentre lei resta a casa, perché teme che se la situazione fosse ribaltata lui non la perdonerebbe; lunghi viaggi con l’unica speranza di vedere qualcuno, anche solo per un attimo, senza poi avere il coraggio di iniziare un dialogo, perché è più comodo aspettare che lo faccia qualun’altro per noi.. Perché qualcuno non riesce a esistere da solo, e disprezza chi prova a farlo, facendolo passare per egocentrico? Perché non si riesce a stare da soli? L’uomo è un animale sociale, e vive di comunicazione e rapporti, ma se non si conosce e capisce da solo, come può pretendere che lo facciano gli altri al posto suo? Se siamo e ci sentiamo così incompleti e gretti, cosa possiamo donare agli altri? Allora forse non è meglio cercare da soli la propria strada, non complicarsi la vita con situazioni imbarazzanti, capire chi siamo, e quando accadrà urlarlo ai 4 venti, finalmente carichi, completi, pronti a un nuovo inizio?.. “I am an indipendent woman”.. A volte sono o mi sento o voglio essere sola, triste, stanca, ingenua.. Commetto errori, penso, reagisco, razionalizzo, vivo, studio.. Per me, per completarmi, per poter essere migliore.. Per poter splendere da sola, per poter essere in grado di donare a qualcuno qualcosa un giorno, per agglomerare un bagaglio abbastanza grande da essere diviso, una valigia talmente colma di vita che fatica a chiudersi, e va spartita.. Si splende meglio in coppia, ma chi splende già da solo aumenta la lucentezza di chi lo circonda, e di ciò che crea..
“..chi sono da dove vengo e perchè non sento freddo (“Una Luce”;Gianna Nannini) April 18 DancingBallare.. Cambiano i tempi, evolvono le società, le persone modificano le mode, o si adattano ad esse, i vestiti che mettiamo, l’arredamento della casa.. Cambiano i modi di relazionarsi con gli altri, ma rimane la voglia di ballare.. Ballare, come forma d’Arte, come modo di esprimersi, anche per non provetti ballerini, forma di sfogo, evocazione di istinti primordiali, sensuali.. Movimenti leggiadri, corpi sinuosi che si incrociano, quasi a formare un unico meraviglioso elemento, eleganza, vigore, ritmo, musicalità.. Sentirsi la musica dentro, sentir battere il cuore al ritmo del tempo, dello scoccare dei secondi, del battere dei passi a terra, del suono nelle orecchie, nella mente, nei pensieri.. Chiudere gli occhi e immaginare di essere da soli, in un proprio universo, dando libero sfogo alla propria indole, alle sensazioni di quel particolare momento.. Si balla ancora, ma è cambiato il modo.. Un tempo si ballava stretti l’un l’altro, quasi a specchio della società dell’epoca, ci si appoggiava a qualcuno per non cadere, come in una visione della vita futura.. Si studiava il corpo altrui, prima di concedere il proprio, si misuravano i movimenti, non ci esponeva mai troppo fisicamente, ma molto verbalmente, e molto più ancora sentimentalmente, rispetto ad adesso.. Ora si può ballare anche da soli, ci si muove per sé stessi, anche quando si vuole sedurre qualcuno.. Come la società.. Un tempo la donna doveva decidere solo tra essere puttana o sposa, e un uomo tra padre di famiglia o solo, e dalla realizzazione nella sfera privata dipendeva direttamente la felicità personale.. Ora possiamo convivere, lasciare, decidere autonomamente, che fare della nostra vita affettiva.. Spesso la distruggiamo, per troppa poca voglia di comprometterci con qualcuno, paura di patire, paura di legarci, di condividere, paura del futuro, di dover dipendere da qualcuno; Il più delle volte la gioia lavorativa implica l’infelicità sentimentale, o comunque la condiziona.. Siamo pieni di slanci, di idee, di iniziative e di possibilità, come quando balliamo: possiamo decidere come muoverci, senza dover fare troppa attenzione a chi è attorno a noi, e magari ci potrebbe osservare.. Corriamo il rischio di cadere, se non ci aggrappiamo bene.. Prima di noi ci sono state generazioni e generazioni che viaggiavano in equilibrio, anche se spesso precario.. La nostra traballa.. Noi balliamo.. Passioni, fuochi alimentati dall’arte della seduzione con piccoli gesti, movimenti coordinati, balli sfrenati, per sé stessi, per qualcun altro, per amore, per gioco.. Tutto si muove, tutto viaggia con i nostri pensieri e le nostre emozioni.. Credo sia meglio non stare mai troppo fermi, in una pista da ballo, con la musica di sottofondo, come nella vita, con i nostri ideali a guidarci.. Anche col rischio di traballare troppo, di cadere a volte, e di farsi male.. Ballare da soli anche solo per sfogare delusioni o stress può aiutare.. Forse ci possono aiutare anche alcuni piccoli insegnamenti del passato, che abbiamo lasciato correre e scivolare dietro le nostre spalle, come farsi guidare, o trasportare qualcuno mentre balliamo, cercare di sentire il corpo, i movimenti, le sensazioni altrui.. Prendere la sua mano, farci portare in mezzo alla pista, farci condurre, o magari aprire noi le danze.. Come un tempo.. Come nella vita.. “Save the last dance for me”, l’ultima danza della serata, la più magica, quella tanto attesa per tutta la notte.. Insieme, occhi che si incrociano, mani che si sfiorano, corpi che si avvicinano, ritmi, ardori, passioni, intenti, equilibri.. Uniti, mano nella mano, corpo a corpo, movimento dopo movimento..
“Time is gonna take my mind So I put my arms around you around you My eyes are on you they're on you … I'm dancing in the room as if I was in the woods with you (“Dancing”, Elisa) April 17 Occhi da orientaleGli occhi: lo specchio dell’anima.. Con gli occhi vediamo, scrutiamo, esprimiamo, rimaniamo imbambolati, cerchiamo di scorgere oltre all’apparenza; Sono il nostro primo organo di apprendimento, che mette in moto gli altri.. Il colpo di fulmine? Può esistere, credo, ma se poi non c’è affinità, né trasporto, né complicità e rispetto, allora è da chiamarsi pura e semplice attrazione.. Grazie agli occhi riusciamo a comunicare a volte molto di più che con le parole, specialmente se non vogliamo dimostrare troppo, né riusciamo a farlo.. La parte del corpo più significativa, affascinante e sensuale.. Occhi verdi, blu, neri, truccati, tristi, assonnati, sognatori, innamorati, ammaliati.. I miei oggi sono sognatori.. Domani chissà, magari disillusi, o magari soddisfatti.. Come il mio stato d’animo.. Si seduce con gli occhi, si esprime disappunto, si manifesta paura o incredulità.. A volte basta anche svelare un occhio solamente per innamorare ed emozionare, come Alain Delon, il Tancredi de “Il Gattopardo”.. Occhi spensierati come quelli dei bambini, sempre in cerca di conferme, innocenti ma coscienti.. Occhi vitrei, che non lasciano trasparire nulla.. Occhi persi nel vuoto, che osservano attoniti l’universo circostante senza riuscire a percepire nulla.. Occhi ingenui.. Occhi smaliziati che attirano altri occhi.. Occhi che si incrociano, che si cercano, che si riconoscono, che si evitano, come un sottile gioco perverso, alla ricerca di un’emozione, di uno stimolo in più.. Occhi che amano.. Occhi di un padre preoccupato, occhi di una giovane ragazza che sta scoprendo la vita vera, occhi di una donna che teme l’amore, occhi di un uomo che ha sofferto troppo, occhi di chi non vuole più amare.. Racconti invisibili di stralci di vita, di emozioni passate o presenti.. Occhi da nascondere, per non donare troppo di sé, occhi che raccontano viaggi e storie, occhi che cercano disperatamente altri occhi da amare, occhi che hanno perso per sempre qualcuno ma non smetteranno mai di cercarlo, e credono di scorgerlo, in altri occhi.. “Our love shines like rain
“Occhi da orientale che raccontano emozioni Più di cinquecento notti già mi sono innamorato ma tu dormi ancora un po' non svegliarti ancora no sono occhi di ambra lucida tra palpebre di viole ma tu dormi ancora un po' non svegliarti ancora no nei tuoi occhi innocenti disarmanti devastanti occhi da orientale che raccontano emozioni se potesse questa musica annullare l'universo (“Occhi da orientale”, Daniele Silvestri) April 16 Quarto potere e colonne sonore..Mass media, stampa, giornalismo, informazione, gossip, comunicazione, public relations.. Aveva ragione Orson Welles.. Quello che egli aveva definito come il Quarto potere, è diventato il potere assoluto.. Tutto ruota attorno al nostro modo di comunicare.. Aziende che spendono patrimoni in pubblicità, siti internet che creano vite surreali, interattive e parallele, che permettono di viaggiare, comunicare, farsi conoscere, auto proporsi per lavoro, passione, curiosità o amore; trilioni di sms e email quotidiane, amicizie e conoscenze nonostante distanze a volte incolmabili; interviste, paparazzate che fanno dell’anonimo il conosciuto alla massa.. Tutto catodizzato, tutto basato su immagine, sponsor, e comunicazione.. Normale conseguenza dell’evolversi delle nostre capacità comunicative, unite ad una crescente disponibilità di mezzi sempre più ricercati, utili, funzionali e veloci, in un cosmo dove la velocità diventa base, fondamento principe, strumento di confronto e mezzo di vincita, di ogni nostra azione, sia lavorativa che sociale.. Bene.. Io amo e necessito di comunicare, a partire dal mio blog, in cui esprimo sensazioni ed esperienze, al mio modo di conoscere le persone.. E amo chi comunica.. Sono per le forme d’arte comunicative, quelle che richiedono passione e studio, quelle che implicano propensione, capacità e doni innati, come la scrittura, la recitazione, la dialettica.. Chi di noi non ha mai sognato di essere almeno una volta intervistato per aver compiuto un’azione particolare o insolita? Chi non ha mai osservato stranito una telecamera, con l’istinto malefico di salutare? Chi non ha mai desiderato avere la situazione in mano, passando dall’altra parte del video, o della testata giornalista, non più maschera, né argomento di discussione, né fruitore, lettore o spettatore, ma creatore, potendo decidere di modificare esiti di notizie, relazioni tra persone, inquadrature? E chi non ha mai desiderato anche solo per poco, di poter vivere e sfruttare al meglio i propri “15 minuti di celebrità”? .. Le notizie volano, la gente parla, da sempre è insita nella natura dell’uomo una innata curiosità, più o meno manifesta, che spinge al desiderio di conoscenza, di storie, persone, pettegolezzi.. L’uomo deve informarsi, le sue esperienze vissute in prima persona, miste a quelle altrui, vissute perché ascoltate, lette in un libro o viste in un film, si mescolano tra loro, come il migliore dei cocktail, portandoci a vedute più ampie, a maggiori capacità di relazionarsi e razionalizzare.. A volte però è un'arma a doppio taglio.. Strano che tutto viaggi parallelamente all’incomunicabilità tra i popoli, alle questioni di stato mai risolte, al crescente numero di persone affette da disturbi psichici, alla solitudine, alla depressione.. Forse a volte si comunica troppo o solo virtualmente, forse la vita, spesso rocambolesca, rapidissima e troppo breve ci porta a conoscere le persone più distanti tra noi grazie a un pc o a un telefono, talora dimenticando che ci potrebbero essere persone altrettanto simili o compatibili con noi nel palazzo accanto al nostro.. Forse è l’ennesima volta che il nostro desiderio di curiosità svela in realtà lo stimolo della conquista dell’ignoto, del diverso da noi, anche solo per abitudini o residenza.. Tutto ciò ci accresce notevolmente.. Mi elettrizza il solo pensiero che dall’altro capo del mondo esistano persone che viaggiano all’unisono con i miei pensieri, uomini e donne che hanno vissuto esperienze simili alle mie, gente che ha le mie stesse passioni.. E tutto questo si può scoprire solamente grazie alla comunicazione.. Gente che crea, plasma, idea, ipotizza, realizza, evolve, parla, informa, legge, scrive.. Strano sentire di coppie che si lasciano con un comunicato stampa, o che scoprono tradimenti tramite fotografie, sui giornali, gente che sa tutto di tutti, anche delle persone più lontane a noi, e spesso modifica le sue conoscenze a seconda di come la situazione può tornare utile.. Globalizzazione, fondamento dell'evoluzione moderna.. Esistono 6 gradi di conoscenza tra ognuno di noi, è una delle teorie base della sociologia.. Pazzesco ma reale pensare che bastano solo 6 passaggi in media tra una normalissima persona e il presidente di qualche stato.. Trovo che il modo di comunicare più universale, nonchè base degli altri, per l'uomo moderno rimanga la scrittura, come nei tempi passati.. Si scrivono comunicati stampa per sponsorizzare nuove linee di arredamento, e dalla forma del testo dipende l'impatto sulla clientela; si scrivono libri, sceneggiature, enciclopedie, notizie di politica che potrebbero essere travisate.. Poi c'è la voce.. da essa dipende un buon 80% dell'”aime” sul lettore-ascoltatore.. Io sono dalla parte della radio.. La mente crea, il suono stimola e fa capire.. la vista, il tatto e il gusto sono optional di cui per capire l'essenza delle cose si potrebbe anche fare a meno.. La mia vita vive in simbiosi con i suoni, mi elettrizzano, mi aiutano a riflettere, mi stimolano al pensiero, mi emozionano; ascoltando il resto del corpo può essere impegnato nelle sue più molteplici attività, parlare, dormire, mangiare, lavorare.. La voce veicola le parole e i sentimenti, dona alone di mistero, magia, curiosità, crea illusioni e stimola gli altri sensi.. Ci si innamora di una voce, di una parola, di una melodia, di un pensiero, quella sensazione di “vedo-non vedo” che tanto incuriosisce; il fatto che sono le parole e i pensieri a vincere in un mondo spesso fatto di immagini e superficialità, dona sicurezza, fa capire che c'è vero interesse, al di là dell'immagine che indossiamo ogni giorno prima di uscire di casa e affrontare la nostra piccola giungla quotidiana.. Musica, voci e parole, misteriose e affascinanti compagne di eventi, amori, episodi, problemi, tormenti e passioni.. Magiche soundtrack.. La forma travia l'idea, la sostanza pesa ma fortifica, le immagini ipnotizzano e mascherano, le voci alleviano creano atmosfera.. Io sono dalla parte di speaker, melodie, canzoni, radiofonia, musica, colonne sonore..
“Video won't kill the radio star”
(“Video kill the radio star”, The Buggles)
N.d.A. = Comunicazione di servizio: se qualcuno dovesse essere a conoscenza di qualche emittente radiofonica in cerca di una giovane ragazza, con abilità dialettiche e da perfetta scriba, beh eccomi qui.. April 13 L'insostenibile leggerezza dell'essereTradire.. umano o diabolico? Da piccolina mi chiedevo come fosse possibile tradire il fidanzato, e ancor peggio il marito, avevo un’idea dell’Amore talmente pura e candida che per me era praticamente impossibile arrivare a macchiarlo.. Per me era così: se stai con uno è perché lo ami visceralmente, e non ti passa nemmeno per l’anticamera del cervello il vago e lontanissimo pensiero di cercare o uscire con un altro.. Utopia.. Poi mi accorgevo che attorno a me c’era come un’invasione di cornuti e cornificatori.. La mia attuale visione della vita molto meno illusa mi porta talvolta a pensare che almeno una volta nella vita tutti siamo stati fautori o vittime di un tradimento.. Perché si tradisce? Perché manca qualcosa nella coppia? O perché ci si rende conto che il partner non è la nostra “anima gemella”, e inconsiamente ci si mette nella condizione di “cacciatori”? O la vita, a volte, ci porta eventi e incontri casuali, per cui, ci imbattiamo in persone meravigliose e ciò che possiamo fare è solamente cedere, e magari innamorarci, che siamo ammoliati o meno? Oppure magari è perché siamo sempre perennemente insoddisfatti di ciò che abbiamo, da cercare, spesso invano, se riusciamo a trovare di meglio.. Per poi stufarci nuovamente e cercare ancora? Io credo sia un insieme di queste condizioni che porta al tradimento, misto a un basso livello di rispetto nei confronti dell’”amato”, che già chiamarlo “amato” mi pare eccessivo in tal caso.. Io sono stata tradita, l’ho scoperto dopo anni, dopo che la nostra passata storia ci aveva portati a diventare grandi amici e a costruire una solida e spensierata confidenza.. Se devo essere sincera la cosa non mi ha toccata profondamente; di certo ci sono rimasta spiazzata, non me lo aspettavo, poi però, raccontato dopo anni e anni, e cambiato il rapporto tra gli interessati, il tradimento perde vigore, lo si chiama scappatella.. ma sempre di corna si parla!.. Io ho tradito.. per parecchio tempo, una persona che mi dava tutto ciò che desideravo, un uomo col quale stavo meravigliosamente, coccolata e viziata come la più regale delle principesse.. ma allora perché l’ho fatto? E’ passato parecchio tempo.. e ora, col senno di poi, sono certa di non averlo fatto per amore dell’altro, del terzo incomodo o amante, credo sia stato perché non amavo più, credo mancassero molte cose nel nostro rapporto, e non parlo di passione, viaggi e regali, parlo di confidenze, il sentirsi capita e ascoltata.. Credo sia completamente colpa mia, non solo in quanto fedifraga, ma anche poiché non ero riuscita a mettere basi solide a un rapporto in cui credevo molto, e a cui avevo donato tempo e speranze per il futuro.. Mi sono sempre detta che se si sente il “bisogno” di tradire, significa che ci sono problemi, e la cosa migliore è parlarne immediatamente al partner.. Fiducia del resto significa non temere di confidarsi, obbligo e diritto di parlare, sia nelle gioie che nei dolori.. Ora sono cresciuta, e se mancassero fiducia e rispetto reciproco non perderei nemmeno tempo.. All’epoca non ero così, avevo una marea di preoccupazioni e terrori di perdere il fidanzato e rimanere a mani vuote, e questo mi bloccava nel parlare, era la causa del nostro problema, ma anche la giustificazione che davo a me stessa per tradirlo… Si chiama immaturità, non riuscire a decidere, o bianco o nero.. Le sfumature esistono nell’arcobaleno e nell’Arte, nell’Amore invece o si ama oppure no.. Chiaramente credo che esistano tradimenti di natura e modalità molto diverse tra loro, situazioni e persone differenti, stati d’animo complessi e comprensibili sono per noi stessi.. Chi tradisce lascia in noi sempre un punto di domanda, a cui non potremo mai rispondere.. Chi tradisce a volte non capisce nemmeno il motivo del prprio gesto, o per lo meno al momento, e spesso se ne pentirà per sempre, avrà sempre la certezza di essere stato il solo e unico carnefice dei sentimenti della persona che amava, nonché macellaio della storia stessa.. Perdonare? Si può, ma non si scorda mai.. si può cercare di capire, far finta di nulla, continuare perché estremamente innamorati, perché alla fine è una sciocchezza, dimenticarlo addirittura.. ma il mostro dentro di noi rimane, come un tarlo che piano piano ci divora il cuore, ci sbriciola la fiducia, accresce le nostre paure, fino a che arriviamo noi, i traditi, al punto di lasciare.. Troppe paure, speranze che crollano come castelli di sabbia, sentirsi sporchi, sentire il partner non più puro e innocente come prima, e soprattutto non più nostro completamente.. E’ terribile.. “E’ la fedeltà la vera utopia”…? Come dicono nel film “L’Ultimo bacio”? E’ proprio vero che non si scappa, succede, che ce ne dobbiamo fare una ragione, che verremo traditi; incontri, possibilità, lavoro, public relations, noia e certezze sono davvero nemici della stabilità della coppia? O “E’ la normalità la vera rivoluzione”? Si ama, si mettono solide fondamenta per il futuro, si condivide, si capisce, si giustifica, si ricostruisce, si porta avanti tutto, troppo meraviglioso e soave per essere gettato al vento? Si forse è questa la soluzione.. la forza di continuare, la certezza dello scopo comune, e dei propri sentimenti.. Le fondamenta.. L'uragano travolge le casette di campagna costruite in legno, i tetti si possono scoperchiare, ma le fondamenta rimangono, pronte per fare da base a una nuova casa.. costruita dalle stesse mani.. se però le mani non sono 4, meglio non perdere tempo, e conservare sforzi, passione e fiducia per un’altra coppia di mani, magari più propense al duro lavoro.. Dopo un tradimento si rimette in discussione tutto, persone, avvenimenti, e soprattutto lui, il partner.. A volte si capisce che quello che chiamiamo Amore, è solo abitudine, o ce ne poniamo il dubbio, a volte rimaniamo per paura di lasciare, nonostante tutto, e a volte proviamo ad allontanarci, per capire.. Ci si chiede non solo perché e con chi, ma diventano quasi fondamentali il dove e quando, come se la situazione e le conseguenze cambiassero a seconda dell’ora o del luogo.. Parole, morbosa curiosità.. Si arriva a chiedere al partner se è ancora innamorato di noi o meno, o se ama il terzo incomodo.. Dolore.. Serrate ricerche di tabulati telefonici o indirizzi, per vedere, per capire se colui che ha rubato il cuore o solamente il corpo dell’amato ne è degno, meglio o peggio di noi.. Gelosia.. Tradire crea e alimenta il fuoco della nostra gelosia, si arriva a temere per ogni cosa, non si perdona mai completamente, si giustifica, ma il ricordo rimane, e ci divora.. e ci lacera..
“..La lacerante distanza (“La paura che..”, Tiziano Ferro) April 12 AriaIo sono di aria.. Vivo di aria, respiro aria.. Ho una quantità esorbitante di parole e pensieri che mi balenano nel cervello.. Sono come l’aria, a volte porto tempesta, come il vento forte, a volte alimento incendi, come il Maestrale d’estate in Sardegna, a volte soffio leggera sulle persone, come una lieve brezza, a volte raffreddo, a volte riscaldo.. Porto via con me ciò che incontro nel mio cammino, tutto, cerco di prendere il meglio di quello che trovo, per farne tesoro, per poterlo rispolverare all’occorrenza.. Rubo dalle persone piccole perle di saggezza, e le faccio mie, le modifico per il mio uso personale, fino a quando le faccio capitare alla soglia della porta di qualcuno e le racconto.. Se mi alzo come il vento forte, trascino impetuosamente le cose che mi circondano, e le porto molto lontano, per punirle credo, e forse anche per sbarazzarmene.. A volte sono impercettibile e silenziosa, a volte alito minacciosamente sul collo altrui, pronta ad infiammarmi, altre volte sparisco, di solito quando di me ci sarebbe più bisogno, proprio come il vento rinfrescante durante l’afa estiva.. Gioco tutto, a volte vinco altre perdo, parlo, canto, scrivo, incontro angeli e a volte demoni.. So essere silenzio o rumore assordante, melodia soave o accordo dissonante.. Sono così, o mi si ama, o mi si odia; non credo nelle mezze misure, all’indifferenza preferisco il sentimento, buono o malevolo che sia, perché implica il trasporto, il pensiero, l’emozione.. Guardo, osservo, studio eventi e personaggi che ruotano attorno a me, e elementi che vorrei facessero parte del mio mondo, e che prima o poi riesco a sfiorare con un mio soffio.. Sono impercettibile.. Il problema è questo, io sfioro, travolgo e poi sparisco, mi allontano, per studiare le reazioni, per prendere fiato, per essere libera, come il vento, appunto.. E finisco per spiazzare le persone, per non riuscire mai a godere appieno delle situazioni, per non andare in profondità, a volte preferisco vivere e razionalizzare da sola.. Io sfioro.. Temo di prendere troppo dagli altri e di finire con l’annullarmi in essi, e temo che venga rubato troppo di me, finendo così per sentirmi svuotata.. Studio e creo la magia, improvviso, come la miglior attrice teatrale che non ricorda una battuta, ma la re inventa istintivamente e con successo, faccio incantesimi, so essere la perfetta amante, donna, amica, fidanzata, figlia, sorella, so vestirmi da adulta o riprendere l’innocenza della bambina o la spensieratezza dell’adolescente, so parlare e ascoltare bene, ma poi ho la necessità di riprendere i miei spazi sacrificati per gli altri e sparisco.. mi trasformo nel sogno più dolce o nel peggior incubo, come se inconsciamente volessi dare il meglio di me, tutto insieme, e poi svanisco.. Ritorno sempre, anche solo come pioggia dorata e breve, o come brezza calda in una giornata invernale, faccio ricordare la mia presenza, e lo faccio principalmente per me, per assaporare un po’ di ciò che forse ho perso.. e poi svanisco ancora, per non soffrire, troppo e di nuovo.. Difficile prendermi, cambio idea facilmente perché analizzo troppo a lungo e troppo in profondità i pro e i contro di ogni cosa, sono sempre troppo concentrata sulla mia vita parallela, dove il mio cuore è incellofanato e surgelato, e sta bene nel freezer, e dove mi nutro di musica, cinema e arte.. Vivo di ciò che in molti desiderano, ma non assaporo mai completamente la materia, se non in piccole briciole o scintille; non tocco mai il terreno, e se succede salto in alto immediatamente.. Sono come Ariel, lo spirito ultraterreno de “La Tempesta” di Shakespeare, l’aiutante del mago-re Prospero, che è soffio di vento, musica soave, tuono di tempesta.. Ariel si manifesta così, è l’artista, etereo e impalpabile, che tutto può anche se non ha nulla in mano, suggestivo, coreografico, si muove come un androgino bianco e polimorfo e si moltiplica all’infinito.. Ariel non incontrerà mai l’amore, se non quello tra altri personaggi, e il suo ruolo sarà solo quello di creare l’incanto per loro, mai per sé stesso.. E’ questa la fine che mi attende? Voglio poter credere di no.. certo è che le farfalle che trasporto al mio passare sarebbe bello che un giorno le sentissi nello stomaco.. Da quassù tutto è bello, profumato e pulito; lo smog non arriva, ma “quanto è bello e quanto è triste, dimenticarsi che il dolore esiste”..
“Sai (“Aria”, Gianna Nannini) April 11 RewindDvd: amo guardare i film in dvd.. puoi scegliere la lingua, e improvvisarti conoscitore di lingue straniere, fare un po’ di language improvement, puoi vedere i contenuti “extra”, i backstages, le interviste a regista e attori, puoi addirittura scegliere la scena, mettere in pausa, tornare indietro e ricominciare da dove ti sei perso qualcosa.. Ma nella realtà non è così.. Mi piacerebbe poter stoppare tutto a volte, anzi mettere in pausa, avere il tempo per riflettere, poter analizzare con la dovuta calma le possibili conseguenze di una o dell’altra scelta.. Situazioni in cui ti ritrovi in pochi istanti a dover decidere del tuo futuro, o di quello altrui.. ti senti chiedere “mi ami?” e non sapresti nemmeno tu come e cosa rispondere a te stesso, e lo devi dire a qualcun altro, in fretta per giunta, se dici no lo perdi, se dici si probabilmente menti.. ti senti chiedere favori assurdi che mai e poi mai saresti in grado di mantenere, e ti tocca rispondere con un bel “certamente, te lo prometto”, sicuro di fallire.. ti trovi di fronte a un bivio e ti ci vorrebbero settimane, o mesi per decidere al meglio, e forse dovresti essere aiutato a farlo, ma non puoi, non c’è tempo.. e soprattutto non puoi tornare indietro.. “Why can’t we just rewind?”.. e con “we” intendo noi tutti, nel lavoro, in amore, amicizia, famiglia, nella vita insomma.. no, non si può.. o comunque mai del tutto.. Con un dvd si, puoi tornare indietro e capire meglio una battuta, vedere meglio una scena, il vestito di un protagonista, un paesaggio.. Ma il finale non cambia mai.. Forse nemmeno per noi.. forse comunque e qualsiasi cosa noi scegliamo di dire, fare o rispondere l’esito non cambierebbe, forse siamo assoggettati a un disegno del destino che comunque vadano le cose ci porta a una sola soluzione, un solo finale del nostro film privato.. Siamo tutti piccoli, più o meno bravi attori, recitiamo bene o male, con trasporto, con creatività, con raziocinio, imparando alla perfezione la parte, o improvvisando astutamente, ma l’”ending” rimane invariato? Chissà.. Di certo c’è solo che le cose non dette rimangono tali, le azioni incompiute ci lasceranno sempre nel dubbio, le frasi poco comprensibili non verranno mai capite, e le situazioni a metà non ci porteranno da nessuna parte, se non a voler tornare indietro, “pause” and “rewind”, per cercare di percepire chi ha sbagliato cosa, come e dove.. ma il presente non cambia.. L’immobilità del presente ci porta a riflettere sul passato, ma a perdere il tempo e quindi il futuro.. la velocità del presente porta a non capire il passato, e ricadere negli stessi errori in futuro.. "..Quando indietro non si torna quando l'hai capito che (“Il giorno di dolore che uno ha”, Luciano Ligabue) April 10 Stop! Dimentica...Dimenticare, ma mai scordare.. si dimentica per non soffrire, per cancellare, per non patire, per continuare.. Ma si riesce mai a scordare? C’è una netta differenza, una lacerante distanza tra dimenticare e scordare.. non solo etimologicamente.. chi dimentica toglie dalla mente, chi scorda dal cuore.. La mente ci aiuta a capire ciò che accade, la mente è come il nostro micidiale strumento di lotta, vittoria e sconfitta personale.. ma il cuore? Lui non ragiona mai, non lo si comanda, è come se fosse un organo a sé stante, con le sue leggi e i suoi diritti, che nessuno mai riesce a capire del tutto, e tanto meno a governare.. e fondamentalmente è lui che muove il mondo, spinge la mente a ottenere ciò che vuole.. Facile dimenticare, una frase, una giornata, un anno da non riproporre, una commissione da fare, una battuta da dire, il titolo di un libro di cui ci si ricorda bene il contenuto.. Impossibile scordare, un concetto, un messaggio, una conseguenza di un’azione, una ferita, un brivido, un battito, un profumo, il testo di una canzone, una sensazione.. Il ricordo ha in sé l’essenza, il significato, possiamo dimenticare il dettaglio ma riuscire a ricordare il messaggio.. Da piccola sentivo il profumo del pasticcio al forno di mia nonna, la Domenica mattina, appena sveglia, non lo sento più da anni ormai, ma non lo posso scordare.. Tutto si può dimenticare, ma nulla può essere scordato, nulla viene rimosso dal nostro bagaglio emotivo, può essere come immagazzinato nel fondo del nostro “archivio personale” perché abbiamo sempre troppe cose da fare e dire, o meglio da ricordare di fare e dire, ma rimane lì, anche dopo decenni, in stand-by, pronto per essere rispolverato, è parte di noi, come un braccio o un occhio, ciò che ci tocca il cuore entra nella nostra anima, e né il tempo, né il rancore né l’orgoglio potranno cancellarlo da essa.. A volte si cerca di dimenticare persone che ci hanno feriti, situazioni che non avremmo voluto vivere, ma non c’è nulla da fare, possiamo toglierli dalla mente per anni, ma basterà un pensiero a farceli tornare vivi nella memoria, a farceli rivivere, a farci sognare o soffrire ancora.. Alcune persone ti entrano dentro talmente tanto che ti lacerano, ti devastano lo spirito, e tu stremato, deluso, ferito e distrutto vuoi che spariscano dalla tua vita per sempre, altre persone svaniscono da sole, e questo ti uccide, poi però ti basta guardare una fotografia, ascoltare una canzone, leggere una frase, vedere un colore, annusare l’aria, per scorgere quell’immagine, quella storia, quel profumo, quella persona, come se non fosse mai andata via dal tuo cuore.. Chi se ne va lascia sempre qualcosa di sé addosso a noi, come un viaggiatore sbadato che perde un foulard nella camera d’hotel.. Situazioni che cambiano, e ci modificano, paesaggi che ritornano, l’aria che a volte ripropone le stesse fragranze, e persone, tante persone, odiate o amate, che restano in noi, e che non possiamo scordare.. A volte sembra che ciò che ci accade, anche la più banale avventura quotidiana, sia frutto di eventi precedenti, di situazioni che abbiamo già vissuto e non possiamo scordare.. Si può far finta di stare bene, dimenticando ciò che non ci piace, ciò che non vogliamo, ciò che ci fa del male, ma non lo possiamo cancellare se è entrato in noi.. Io lo chiamo “dolore dell’arto fantasma”, anche se amputato sembra di averlo ancora.. lascia piaghe e segni indelebili, anhce se non c’è più e non può più ferirci..
“…Sei nell'anima E lì ti lascio per sempre Sospeso immobile Fermo immagine Un segno che non passa mai…” (“Sei nell’Anima”, Gianna Nannini) April 09 La verità mi fa male lo so...Fa male, ferisce, aliena, condanna, rovina, durifica.. rapporti, persone, situazioni.. La chiamano verità, realtà nuda a cruda, appunto.. Stordisce sentirsi dire cose che nel nostro inconscio non vorremmo ammettere, da persone che vorremmo poter pensare che non ce le dicessero mai e tantomeno facessero mai.. Perchè mentiamo? Per stare meglio noi, o forse per non far stare peggio gli altri? Bugie.. tante, piccole o colossali, bugie svelate, bugie inconfessate, bugie per noi stessi.. A volte ci raccontiamo talmente bene ciò che diciamo agli altri fino ad arrivare al punto di convincercene noi stessi.. Siamo tanti piccoli Pinocchi, impauriti da ciò che proviamo e ci circonda, e abbiamo solo bisogno di pace, anche a costo di inventarla.. Lei, la verità, pende su di noi come la spada di Damocle, pronta cadere da un momento all'altro, anche solo per una impercettibile scossa.. Castelli di sabbia che possono crollare per colpa di qualcuno che li calpesta, come per via del vento troppo forte.. Io a volte mento, preferisco pensare che me la racconto, perchè fondamentalmente mi illudo di poter migliorare qualcosa "indorando la pillola".. Tutti a volte mentono.. tutti ce la raccontano e se la raccontano.. Non condanno nessuno.. Abbiamo solo bisogno di stare meglio, di "salvare il salvabile".. Raramente chi tradisce lo ammette, raramente chi sta male lo dice, raramente chi non ama lo confessa a chi lo ama, e viceversa, raramente abbiamo il coraggio di fare il gioco della verità.. Ma fa tanto male quanto è meravigliosa, lei, la verità.. ci aiuta a vedere le cose sotto prospettive diverse, ci aiuta a capire dove e cosa abbiamo sbagliato.. Credo di aver detto la mia prima piccola bugia alle elementari, quando avevo rubato un quaderno a una compagna, e non l ho ammesso.. Credo di aver detto l'ultima mezzora fa, al telefono con mia mamma, dicendole che avevo pulito i vetri delle finestre di casa.. La più grossa quando all'epoca il mio ex mi chiese se avevo un altro, e negai, l'evidenza.. E la più cattiva a me stessa quando mi convincevo di stare bene pur pesando 40kg.. Nulla ferisce più della realtà.. Ma ne abbiamo un viscerale bisogno, tutto deve essere trasparente e pulito, i vetri di casa, come le relazioni interpersonali.. L'illusione devia, travia, anche se è favolosamente magica.. Sarebbe bello sentir rispondere alla domanda "stai bene?" con un no, piuttosto che un si che ci porterebbe a stare peggio a lungo andare.. "ti manco?" "no", "è bello?" "nemmeno un pò", "ti piace?" "preferisco altro".. Ma la sincerità dovrebbe essere reciproca, nessuno ha la sfera di cristallo, nessuno può capire totalmente gli altri, e qualcuno non capisce nemmeno sè stesso.. Abbiamo paura, di stare male, paura della verità, dei giudizi altrui, o peggio ancora dei nostri.. A volte ci raccontiamo bugie talmente sottili e ben costruite che il confine con la realtà è impercettibile.. Forse è tutto una grande bugia, dall' esistenza di Dio, alla forza dell'amore, passando per le leggi della fisica.. O forse tutto quello che ci accade è talmente forte, duro e meraviglioso, anche nella negatività, e questo ci terrorizza.. "In vino veritas" si dice, perchè vengono abbattute le nostre auto-difese, quelle che ci permettono di non soffrire, ma che ci mascherano, ci anestetizzano parzialmente.. Parlare senza paura delle conseguenze, perchè chi ascolta apprezza la realtà che gli viene detta, e lo sforzo per tirarla fuori.. Ma non è quasi mai così.. Purtroppo.. Forse a volte parliamo molto di più con gli occhi che con la voce; forse la verità è più facile da dire al buio, senza guardare e senza essere osservati.. Il buio ha quel fascino misterioso che non mostra le cose come le vediamo, ma come le percepiamo, la luce del sole abbaglia, il buio aiuta a riflettere e pensare, e nei sogni è racchiuso il nostro vero ego con tutti i suoi bisogni.. "... sei la voce che nessuno sa ascoltare, la luce del lampione in questo viale.. dimmi come stai e nei tuoi giorni cosa fai, parlare è facile sotto questa finta luna, ed io ti ascolterò e se vorrai ti prenderò, sei meno fragile dentro questa notte scura..." ("Instabile", Nek) April 06 L'odore del SessoEsiste il sesso senza amore, esiste raramente l’amore senza sesso, e quando si incrociano queste due componenti scoppia la bomba.. Sesso, sensualità, erotismo, malizia, spudoratezza, pudore, tabù, calore, unione, fusione.. Se dovessi rappresentare la mia idea di sesso, sarebbe un fuoco che brucia, il rosso più acceso, lenzuola di seta nere, luci basse e calde, incensi profumati e musica lenta di sottofondo.. E lui, mai volgare, mai prepotente, energico quando e quanto basta, lui che prima si fa dominare, e poi fa di me ciò che vuole.. Io non credo ai preliminari troppo lunghi, e non credo nemmeno alle coccole dopo, preferisco una gioviale chiacchierata, uno scambio di opinioni, e soprattutto tante risate.. Amo l’uomo che non esalta la sua prestanza fisica, quello non troppo muscoloso, quello pulito, che non esibisce biancheria improbabile, quello mai vanesio, mai goffo, quello non imbarazzato.. L’uomo che non osserva troppo, ma accarezza, osservare è un po’ studiare distaccati, accarezzare è scoprire avvicinandosi.. Non accetto le volgarità, le cattiverie, il sado-masochismo, gli strumentini extra che personalmente mi fanno ridere se usati in coppia.. Adoro le carezze, amo quando mi vengono toccati i capelli e spostati dal mio viso, amo i baci, lunghi, passionali e ubriacanti, quelli che ti lasciano senza fiato, che vorresti non finissero mai.. Ma quanto è importante il sesso per ognuno di noi, intendo nell’intimo, quanto i nostri problemi si rispecchiano nel nostro modo di fare l’amore, quanto nelle persone che cerchiamo per soddisfarci egoisticamente? Per me il sesso è un anti-stress, un momento di sfogo personale, se poi la persona in questione mi coinvolge particolarmente è il momento apice del rapporto di coppia, ma non amo “abusarne”, credo sia come tutte le cose favolose, si godono di più se non vengono programmate, né ripetute fino alla noia, e mai obbligate.. Non mi piacciono le situazioni in cui, specialmente in un rapporto a distanza, dove bisogna sfruttare i pochi e brevi momenti insieme, ci si sente quasi in dovere di farlo, anche in posti e momenti poco indicati; Io vivo di sensazioni e istanti, che passano veloci come il tempo e come i miei pensieri, mi piacciono le situazioni in cui ci si ritrova a parlare di sesso, ridendo e facendo battute ironiche e doppi sensi; Amo gli uomini che lanciano sguardi, e osservano, senza mai cadere nel banale, quelli che sussurrano alle orecchie, unendo dolcezza a malizia, quelli che sfiorano le mani delicatamente, quelli che baciano appassionatamente quando meno te l’aspetti, quelli che profumano di esperienza, quelli che anche se sono imbarazzati non si bloccano, mettendo la partner in crisi, ma che ci ridono sopra, risollevando il tono della situazione.. Amo quelli che intendono il rapporto come unione dei 5 sensi.. Quelli che non piantano il muso se lei non ha voglia, quelli che non fanno i bambini, quelli che scherzano del proprio corpo e di quello della compagna, quelli che non millantano mille partner precedenti, né affermano che tu sei la migliore che abbiano mai avuto.. Il sesso è talmente intimo che non è solo ricerca dell’egoistico piacere personale, e nemmeno come unione di corpi che racchiudono anime che si amano, è un concedersi, dando sfogo ai propri istinti, ascoltando quelli del partner, è donare la parte più intima, e permettere che sia per qualche minuto di qualcun altro.. Il sesso porta sempre a modifiche nelle nostre relazioni: tra due amici che lo fanno le cose cambieranno, o per lo meno si avrà sempre fissa in testa la situazione, due persone che si piacciono si conosceranno meglio e il loro status di “uscenti” diventerà “uscenti e accoppianti”, due fidanzati intensificano ogni volta il loro rapporto, e una coppia consolidata raggiunge un livello tale di conoscenza e feeling che spesso basta un profumo ad accenderli entrambi allo stesso momento.. E’ strano pensare al sesso e ai propri partner, e rendersi conto che man mano che passa il tempo le prestazioni sono migliori, un po’ per meriti dei partner, un po’ perché aumenta la nostra esperienza.. Credo non ci sia un’età precisa o migliore per la prima volta, ma credo che faccia crescere e regali, soprattutto a una donna, una maggiore sicurezza in sé stessa.. Credo non sia lecito giudicare se, quando e con chi lo si fa, e soprattutto dopo quanto tempo, credo che bisogna sentirselo, che sia dopo una sera o dopo 1 anno.. Credo che coloro che non lo praticano si privino di una gioia che è in loro diritto in quanto esseri umani.. Non credo nella castità.. Credo molto nel dialogo, nelle battute di spirito e nel confronto, la comunicazione che fa capire e spiegare cosa piace a noi e al compagno.. Credo nell’ironia anche a letto.. Credo molto nelle carezze, sfiorarsi, baciarsi lentamente ma con forza, appassionatamente ma mai troppo a lungo.. Non credo nel petting, è solo un piacevole “apri danze”, solo quello è un po’ come usare il triciclo quando si ha la bici e la si sa usare.. Amo i camini accesi d’inverno, e le coperte bollenti sotto cui fare fuochi d’artificio, e amo il mare, l’acqua, i prati d’estate.. Per me è bello farlo dove capita se se ne ha voglia.. entrambi.. Amo chi rispetta, chi non chiede prepotentemente di fare o non fare qualcosa durante.. meglio dopo.. E soprattutto amo il dopo.. chiacchierare, mangiucchiare qualcosa a letto, fumare una sigaretta e ridere.. ridere tanto.. Spesso si finisce a parlare di dimensioni, e se si ha confidenza la lei fa una disquisizione su quanto è meglio l’esperienza della grandezza, e il lui si sente sollevato e orgoglioso di sé.. Non amo i programmi.. Amo la passione, il coinvolgimento improvviso, come un diavolo che infiamma il corpo e lo estrania dalla ragione.. Amo le carezze prima, gli occhi lucidi e concentrati durante, l’odore sulla pelle dopo.. "L’odore del sesso", quello che non va via per un po’.. April 05 Nè Arte nè parteManifesto contro l’ignoranza.. ignoranza intesa come “non conoscenza”, di sé stessi, come “non volontà” di conoscere gli altri, egoismo ed egocentrismo.. Come è possibile che alcune persone siano sempre troppo prese da sé stesse per pensare che magari la ragione non è sempre e solo dalla loro parte, persone magari meravigliose, pronte ad ascoltarti, ma che poi inevitabilmente cadono nel dare giudizi, conclusioni affrettate su eventi e persone, tirandone in ballo altre, solamente perché la miglior difesa, si sa, è l’attacco.. IO NON CI STO.. io non accetto che mi si dica che sono poco concreta, perché penso, razionalizzo e sogno ancora.. Io vivo di pensieri e fantasia, che si mischiano insieme, e si surriscaldano in un pentolone gigantesco, dove ogni notte metto i miei sogni inconsci e ogni giorno i miei incontri.. La vita è un miscuglio di realtà e illusione, un mix a volte non omogeneo tra realtà e irrealtà, “la vita è sogno”, si vive per realizzare i propri sogni.. Non si può solo pensare al tangibile, alle proprie funzioni primarie.. C’è altro, ci siamo noi, esseri umani fatti di carne, ossa e anche di molta acqua, che a sua volta è fatta di ossigeno e idrogeno.. Esseri umani fatti di aria, come quella che respiriamo... Persone che respirano, che coltivano interessi, persone che comunicano, persone che immaginano e vivono per la realizzazione dei loro obiettivi.. “Come si fa a non sognare la vita che vivi adesso?”.. Come si fa a pensare che le persone che leggono e si inebriano di musica, letteratura e arte, sono solo persone inette, senza scopi, inconcludenti e senza neuroni.. Questa frase mi rabbrividisce.. Mi fa addirittura schifo scriverla.. Eppure c’è gente che la pensa così.. Pazzesco.. Io navigo sul web e scopro milioni di bloggers, milioni di sognatori e scrittori; lavoro nel campo dell’Arte visiva e frequento mostre e musei, e sono sempre pieni di persone curiose come me; io seguo la musica, e milioni di persone ascoltano la radio e comprano i dischi.. Siamo un popolo di viaggiatori, cantanti, sognatori e poeti, da sempre, siamo italiani.. E ne vado fiera, è meraviglioso.. Mi inquieta sapere che alcune persone ritengono che tutto ciò che è Arte, più o meno famosa, più o meno palesata, visiva, innovativa, musicale, antica, moderna, sia inutile, sia una perdita di tempo.. Arrivare a non considerare nulla apparte sé stessi, porta a non avere ideali da seguire, a non capire a fondo ciò che ci accade.. Qualcuno pensa che chi legge un libro, e lo ama, e aspetta il seguente perché ubriacato dalle parole o dalla storia descritta, sia uno stupido.. Ma stiamo scherzando..???.. Credo sia il “cane che si morde la coda”, ovvero.. vengono disprezzate le doti di alcune persone, le doti artistiche, saper parlare, cantare, scrivere, ascoltare, raccontare, a favore solamente di quelle manuali; le doti dell’autore che narra la storia che il regista plasma e rende visiva e fa a sua volta interpretare dall’attore, lo stesso attore che viene idolatrato proprio da coloro che tanto avevano disprezzato scrittori e lettori.. Si chiama IGNORANZA.. Non saper vedere le qualità altrui, non scorgere le doti, non capire le esigenze, non sforzarsi di capire le personalità, non badare e non cercare di conoscere gli altri perché “non interessa”.. come si fa a dire che non si vuole conoscere una persona?.. Tutto è interessante, anche chi è opposto a noi, tutto arricchisce, tutto aiuta a crescere.. Non riuscire a capire le scelte altrui e permettersi di contestarle sempre, anche quando non richiesto, rispondere alle domande su sé stessi con pungenti critiche verso gli altri, rinfacciare sempre tutto.. Forse bisogna cercare di capire che le altre persone sono da ascoltare e consigliare, ma mai da insultare e criticare.. Bisogna imparare a capire quando è il caso di tacere, per evitare di scoppiare e spiattellare le prime cose che capitano per la testa.. Bisogna imparare a ragionare.. Il rispetto, prima di tutto.. Io amo l’Arte, ciò non significa che non vivo la vita reale, la vivo eccome, solo che penso prima di parlare e di agire, per agevolare il mio bene e evitare il male altrui.. è dura, è un processo lungo, ma non significa che sia sbagliato, anzi.. io sono per i sogni, per la fantasia, per ogni forma di comunicazione, per la cultura, ma non solo quella dei libri, quella della vita, che viene dalla maturità e dall’esperienza, l’Arte di ascoltare e non crocefiggere a priori.. "Prima di sparare, pensa!"
“…Semplicemente pensa April 04 Monoporzioni e 40 metri quadriLa spesa da sola, 40 mq di appartamento tutti miei e che profumano solo di me, la sveglia, la doccia, la casa, le pulizie, la scelta degli asciugamani, la cena da sola, i viaggi, le partenze e ritorni.. Si forse siamo tutti un po’ soli, nel senso che viviamo le nostre vite indipendentemente dal resto del mondo, almeno finchè non abbiamo dei figli, poi si vive per loro.. Io vivo per me, e per fare star bene ciò che mi circonda.. A volte si esagera, c’è chi esagera nell’egoismo, c’è chi ha paura e pur di non stare da solo si auto-soffoca, c’è chi non riesce a stare da solo, e preferisce appoggiarsi su famiglia e fidanzato/a, c’è chi lo vuole costi quel che costi, per disintossicarsi, per poter ricominciare ad ascoltare la voce del suo cuore, che da tempo urla, c’è chi sta da solo per dimenticare, c’è chi sta da solo per realizzarsi.. io sto da sola per un po’ di tutto questo.. Io non mi sento sola nell’animo, ho la mia esperienza, i miei amici, la mia famiglia, le mie passioni, le mie voglie, le mie speranze e i miei progetti.. Io sono un animale sociale, amo relazionarmi e comunicare e amo parlare, non sono affatto sintetica, e si vede, potrei anche essere un animale da branco, o da piccolo clan come le tigri, o da una coppia.. Ora sono indipendente e autosufficiente come un gatto.. Abito da sola, per mia scelta, credo sia troppo facile pretendere di occupare gli spazi altrui e esigere di potersi gestire il proprio, prima di aver capito e conosciuto bene sé stessi, credo che sia necessario vivere da soli per crescere, per essere autonomi, per imparare a cavarsela da soli.. e io dopo 4 anni me la so cavare, almeno un po’.. Si impara a splendere da soli, di luce propria, e si potrà far brillare meglio la propria coppia quando ci sarà.. Io non ho legami affettivi.. questo è il fulcro.. Io sono single.. Essere single.. Per tua scelta, perché hai il cuore “incellofanato e surgelato” e hai paura di esporti per il momento e scongelarlo, ma ne hai un desiderio smisurato, e da sola pensi a quando non lo sarai più, sogni i sospiri, le telefonate e persino le scenate di gelosia, ma per il momento stai bene così, forse perchè nessuno va davvero bene, forse perché pretendi troppo dagli altri e anche da te, forse perché sei semplicemente sfortunata, forse perché è più facile non impegnarsi mai del tutto e concentrare in pochi attimi un’intera storia, anche se non ti lascerà nulla, anche se non ti fa bene, piuttosto che rimettersi in gioco del tutto sempre e tentare.. “Stai bene come stai,… sola”… Single? Il vocabolario dice: “persona che vive sola, soprattutto se celibe o nubile”.. Ah beh allora rientro a pieno titolo nella categoria.. Bellissimo essere single: uscire, non dover rendere conto a nessuno, non dover giustificare nulla, non dover rispettare orari e clichet.. Orribile essere single: non aver nessuno su cui confidare totalmente, nessuno con cui condividere emozioni, avventure e quotidianità.. Il single è come i singoli delle canzoni, sono dei “cd – non cd”, che ti danno di meno, costano meno, sono meno impegnativi, ma hanno 3-4 canzoni, di solito magari la stessa in varie versioni.. L’album è pieno, vario, è eterno.. La compilation forse è la famiglia al completo invece… Ecco io sono un singolo, magari uno splendido singolo, o un grande classico rispolverato, o una new hit di successo.. ma non sono completa.. Io voglio esserlo in futuro, mi sposerei anche subito se avessi la materia prima, nel senso di una sicura materia prima.. L’uomo e la donna sono nati per completarsi vicendevolmente e finchè non lo sono a entrambi manca qualcosa, l’esperienza, la fiducia, la garanzia, la sicurezza, la trasparenza, l’Amore.. Ma come mai la maggior parte dei single attualmente lo sono per scelta? Sempre pieni di amici, feste, iniziativa e possibilità di conoscere.. ma mai ricettivi e del tutto coraggiosi.. Ma forse queste sono tutte occasioni troppo superficiali.. Forse i single non hanno abbastanza fiducia in loro stessi e non si buttano a sufficienza, preferiscono sfiorarsi anziché scavarsi.. Da quando la paura si chiama scelta? Qualcuno ha paura di soffrire, qualcuno di sbagliare persona, qualcuno teme il legame e vuole potersi godere la libertà per volare di fiore in fiore, qualcun altro ha paura di crescere del tutto, qualcuno ha paura di vivere appieno, qualcuno che un estraneo entri nel suo cuore, ne faccia polpettine e se le mangi, qualcuno non lo sa nemmeno di cosa ha paura.. Qualcuno è come il legno, immagazzina le botte, brucia al fuoco, ma si ammorbidisce solo con un po’ di acqua e mai del tutto.. Qualcuno è come pesci e farfalle, che vanno un po’ dove vogliono.. Qualcuno è come il fuoco, brucia sempre, nonostante tutto, e dovrà essere spento prima o poi.. Io sono come l’aria, vibro, volo, guardo il mondo sotto a me, lo osservo, scruto le persone, coltivo passioni, alimento fuochi e trasporto farfalle.. ma è difficile prendermi.. almeno per ora.. Credo che tutte queste barriere che noi single alziamo a difesa di truppe o inondazioni prima o poi verranno abbattute.. basta solo saper aspettare, c’è un momento giusto per tutte le cose.. Basta solo ricordarsi di non gettare la chiave.. la chiave del cuore.. la mia è nel freezer, accanto a lui.. il cuore “incellofanato e surgelato” che continua a mantenersi giovane là dentro.. ma inizia ad avere freddo.. April 03 La bestia nel CuoreDA.. Disturbi Alimentari.. li chiamano così, li catalogano così.. gli esperti. Non so perché oggi, non so come mai sento il bisogno di parlare del piccolo enorme tarlo che ha attanagliato e rosicchiato famelico la mia psiche per anni.. Si, io razionale ma sognatrice, io piena di problemi che spesso mi creo da sola, cosciente dei miei errori, cosciente cittadina del mondo, raziocinante, io che mi vesto dei miei limiti come fossero una corazza, non li mostro mai agli altri, io che voglio dimostrare di essere forte.. Io sembro, appaio, recito un ruolo difficile, quello della giovane donna autosufficiente che vuole cavarsela sempre da sola, anche a costo di cadere inesorabilmente in errore, un ruolo nel quale mi calo talmente bene da perdere talvolta l’essenza reale di me stessa, giovane fragile ragazza, piena di dubbi, domande, perché e soprattutto paure.. Non so come sia iniziata, forse per il mio desiderio di indipendenza, che piano piano, fin da piccola mi ha portata a isolarmi a volte, per raggiungere il meglio, il top di me, per me, sogni, illusioni, ideali.. per poi capire che in un modo o nell’altro avevo bisogno degli altri, e cercare inconsciamente di riacquistare interesse da parte loro, attirando la loro attenzione così.. lacerandomi.. Parlo di inconscio, una motivazione ragionevole non saprei offrirla, non sono in grado.. ti ammali perché sei debole, per vari motivi, perché vuoi qualcosa e la malattia psicologica diventa un mezzo, e poi non ne guarisci più.. cadi in un vortice chiamato anoressia, fatto di digiuni, litri di acqua, forza di volontà e di resistenza.. ti accorgi di essere forte, a posteriori capisci quanto è incredibile il fatto che se si vuole si è in grado di sopportare immensi sforzi fisici, anche se in grave sottopeso, basta volere; la stessa volontà di cui ti vuoi privare per uscirne, perché è comodo, perché ti vedi attraente, perché attiri l’attenzione altrui, perché ti senti forte, stai bene.. arrivi a pesare 10-15 kg in meno della norma, il tuo stomaco è sempre più invisibile, ma stai bene, vivi.. sopravvivi benissimo.. poi un giorno cedi, a un succo di frutta non light, a una giornata fatta di 3 pasti, quando per mesi avevi fatto 3-4 pasti alla settimana.. e piano piano ricominci.. ti autoconvinci che tanto te lo puoi permettere.. si perché sei perfettamente cosciente della tua enorme magrezza, e puoi concederti dei lussi che da normopeso non potresti.. mangi, e stai bene, poi, per bilanciare, digiuni per qualche giorno, e stai bene.. ma lo stomaco è peggio di un elastico, e non c’è proverbio più vero di quello che recita che “l’appetito viene mangiando”.. hai fame, e mangi, digiuni, e poi hai una fame tripla.. puoi, sei magrissima, hai dei polpaccini microscopici, hai perso tutta la tua muscolatura, devi mangiare.. si ma non abbuffarti.. succede, è la conseguenza diretta della tua precedente anoressia, credo.. mangi, stra-mangi.. bulimia.. sottoponi il tuo stomaco elasticizzato a sforzi incredibili, stai male dopo le abbuffate, ma ti soddisfano, come se stessi recuperando gli anni di digiuni.. non ne esci.. mai.. magari stai meglio, magari lo stare in compagnia e non troppo da sola ti aiuta a rispettare certi orari prefissati per mangiare, e certe porzioni.. perché nessuno deve sapere cosa fai, di nascosto, è umiliante.. poi cresci, capisci che ti sei fatta del male, da sola, per nulla, che non piaci di più se pesi 15kg in meno, e nemmeno se passi le tue giornate a pensare al cibo.. tutto, tanto, troppo tempo sprecato, buono solo a lacerarti come una iena che divora la sua carcassa.. la iena sei tu, e la carcassa è il tuo corpo.. autodistruzione.. Ma perché accade? Perché a così tante donne? Perché anche agli uomini? Io ci sono passata, sto bene adesso, posso dire di esserne guarita, ma il tarlo rimane, è solo più piccolo e soffocato dal cervello, ma c’è.. sempre.. come un monito a non ricaderci, come un terribile ricordo del passato.. La mia è paura, di affrontare il mondo, di non essere in grado di sostenere il peso delle piccole o grandi difficoltà che la vita ci regala, le stesse che ci aiutano a crescere.. La mia è paura di non riuscire a dimostrare agli altri che so fare tutto da sola.. forse tutto.. ma questo no.. Il mio è desiderio di occuparmi degli altri prima di me stessa, dispensare consigli, ottimi, per far si che nessuno ci cada, che gli altri stiano bene, mai occupandomi dei miei, dai quali puntualmente fuggo.. La mia all’inizio credo sia nata perché mi mancava qualcosa, ero appena andata a vivere da sola, avevo tutto, 22anni, bellezza, fidanzato, ma mi mancava l’affetto, i sorrisi e le carezze.. Non incolpo nessuno, la colpa è mia, avevo solo bisogno di attirare l’attenzione delle persone che amavo, dei genitori dai quali ero fuggita lontana ma che mi mancavano, e di un ragazzo troppo poco affettuoso per il mio modo di essere.. Poi il baratro, il buio, il risucchio nel cratere bollente, il vortice che ti porta via.. Mille calcoli e tabelle per ingurgitare il minor numero di calorie possibile, svegliarsi e pensare cosa fare per evitare di avere fame, la riuscita in questo, la fame che passa, il corpo che si affila, le forze che ci sono, le persone che ti dicono che sei magrissima, e più me lo dicevano più desideravo calare ancora, e ero orgogliosa di me stessa.. Poi la riscoperta del cibo, l’abuso del cibo, il cibo che diventa una droga, ti inebria, ti riempie dei buchi enormi.. I buchi dello stomaco, quelli che tanto insegui inconsciamente per attirare amore e attenzione, diventano buchi da riempire, come se facendolo tu riuscissi a colmare le tue carenze affettive e psicologiche.. stavo bene quando mi abbuffavo e poi digiunavo, il mio corpo no.. Il tarlo non se ne va.. ora c ‘è la coscienza, l’esperienza.. ma lui resta.. a minacciarti.. pronto a ricordarti che basta poco per ricadere nella tristezza di una tabella nutrizionale.. Non mi sento di dare consigli oggi.. oggi ho raccontato la parte di me che fino a ora avevo cercato di nascondere.. la mia debolezza più grande, che mi rende tanto umana quanto sciocca nel modo che ho avuto di affrontare i problemi e le carenze.. Io voglio stare bene, voglio schiacciare per sempre il tarlo, anche se adesso è innocuo per me.. Mi fa ancora paura.. So che ci si aiuta da soli credo, a me è successo così.. ho capito che nulla si sfoga o si allieta con null’altro se non con una soluzione.. Un tema in classe non si svolge facendo un’equazione, come un problema in amore, o sul lavoro non si risolve mangiando o digiunando.. Lo so, e l’ho sempre saputo.. Sempre troppo impegnata a dimostrarmi forte all’esterno, a recitare il mio ruolo, poi da sola, smessi i panni dell’attrice ci sono io.. solo io, le mie ansie, le mie paure, le mie gioie, la mia penna, il mio pc, le mie fotografie, il mio frigo, la mia fame, la mia sazietà, le mie paranoie, i miei sogni, i miei amori, i miei progetti, la mia esperienza, la mia coscienza.. A volte si può essere il peggior nemico di sé stessi, creare una maschera d’acciaio all’esterno, e di carta velina nell’intimo, a volte si può sconfiggere la bestia nel cuore, a volte la maschera che indossiamo con gli altri dovrebbe essere di aiuto prima di tutto a noi stessi.. L’importante è capirlo..
E la smetti?Rilassati!Forza reagisci sei te (“Mai Nata”, Tiziano Ferro) April 02 Almeno tu nell'Universo“… un sole che splende per me soltanto, come un diamante in mezzo al cuore…” “Quando entro in casa e sento musica, so che ci sei, perché tu sei musica”.. Mio padre.. un uomo, un piccolo grande uomo, con tutti i suoi problemi, e le sue domande, e le tante risposte che costantemente da quasi 26 anni cerca di offrirmi, quando meno me l’aspetto lui è lì, a darmi una scossa, quando vede che non sto bene lui lo avverte, come se tra noi ci fosse un filo, tanto invisibile quanto indistruttibile, e non servono parole inutili per spiegare cosa mi succede, lui lo sa.. Antonio, Scorpione classe 1950, moro, occhi neri, medico.. Io voglio essere come lui.. pronto a chinarsi per il bene delle persone che ama, mai egoista, mai lamentoso, mai noioso.. Lui che si arrabbia, si sfoga e riesce sempre a farsi perdonare; Lui che cerca di entrare nella mente altrui, per capire; Lui che ama incondizionatamente tre donne, che tanto l’hanno deluso e quasi mai ringraziato dei suoi innumerevoli e gratuiti sacrifici; Lui che mai parla di sé, di ciò che prova, di quello che avrebbe ancora voglia e diritto di fare; Lui che come nessuno ha il bene e le necessità altrui come priorità assoluta.. Io amo mio padre, mi emoziona quando mi abbraccia, quando mi chiama solamente per sapere come mi sento; mi emoziona pensarlo, ricordarlo.. I momenti più belli della mia infanzia sono legati a lui, come un piccolo orsacchiotto che ricordo mi portò di ritorno da un viaggio di lavoro, una sciocchezza forse, ma ho impresso quell'attimo come fosse successo 2 minuti fa.. Quando guardo nei suoi profondi occhi neri vedo me stessa, la stessa persona, le stessa idee, le stesse ambizioni, le stessa paure.. vedo il mio passato, il mio presente e come vorrei essere, vedo un uomo meraviglioso e mai sufficientemente soddisfatto, vedo l’amore incondizionato.. Vedo la famiglia.. La mia famiglia.. La mia casa profuma di mio padre, della sua ironia, della sua dolcezza, del suo spirito, delle lezioni di arte, musica e letteratura, dei suoi occhiali, delle sue stanchezze, dei suoi pensieri, delle sue critiche, delle sue sfuriate giustificate.. Ho paura a pensare che un giorno potrà andarsene, ho il terrore di non riuscire a parlargli come mai ho fatto, ho paura che lui non sappia ciò che penso di lui.. Lui, la stella polare del mio piccolo cielo, punto fisso nei miei pensieri, per lui faccio alcune scelte, per cercare di avvicinarmi al suo modo di essere, ed è a lui che penso quando sono seriamente in difficoltà.. Solo lui capisce cosa non va e perché.. anche se non parlo, anche se sono lontana, solo lui è in grado di percepire i piccoli e invisibili segnali che mando, solo lui capisce se e quando sono davvero felice con me e con gli altri, solo lui sa darmi piccole perle di saggezza, forse senza nemmeno accorgersene, piccole frasi o parole che conservo nel cassetto più intimo e prezioso del mio cuore, e che spesso mi fanno cambiare idea o comportamento.. Non riuscirò mai del tutto a dire e nemmeno a scrivere ciò che provo nei suoi confronti, le parole non giustificherebbero mai il senso del mio pensiero e del mio sentimento, nulla sarebbe abbastanza, nulla sarebbe tanto valoroso, toccante e dignitoso.. Un suo sorriso mi illumina e conforta, una sua risata mi rallegra, una sua battuta mi scuote, una sua sfuriata mi incupisce e mi porta a pensare, un suo gesto mi stimola a proseguire o fermarmi, cadendo a volte, ma rialzandomi sempre.. Lottare, continuare, amare, capire, credere, pensare, sacrificarsi per ciò in cui si crede.. Lui crede in me.. Mio Papà.. Fedeltà, Fermezza, Brio, Ironia, Intelligenza, Amore, Altruismo, Spontaneità, Giustizia, Pazienza, Saggezza, Disciplina.. Lui che si entusiasma per canzoni, dipinti e poesie, come me.. lui è Arte, l’Arte del sentimento, dell’emozione, l’Arte che entra nel cuore e ti scuote, e non riesci a scacciarla più. Lui è come me; io sono come lui.. Si dice che le figlie femmine assomiglino sempre di più ai padri, e viceversa.. ebbene si, io si.. io sono mio padre, e ne sono fiera.. Viviamo di passioni, ma razionalizziamo sempre, cerchiamo l’armonia, e sogniamo.. Io sogno di poterlo rendere felice e fiero di me, finalmente.. Fin da bambine noi donne idealizziamo il nostro matrimonio, la cerimonia, l’abito.. io fin da bambina immagino come sarebbe bello ballare con lui al mio, come se fosse un “passaggio di consegne”, da lui al mio futuro marito, e lo immagino piangere nel giocare in futuro con i suoi nipotini, commuoversi di gioia, felice nel vedermi serena e realizzata.. Mio papà sogna.. sogna di poter fare finalmente ciò che ama, ciò per cui è portato, senza dover troppo pensare agli altri; sogna di poter prendersi cura di sé stesso, finalmente.. Sogna l’Arte del ‘600, Umberto Eco, Oriana Fallaci e i Queen.. Viaggiare, volare, comunicare, conoscere, parlare.. Tutto quello che sogno io, e che lui sa di non poter ancora fare adesso, mosso dal suo senso del dovere.. Mio papà, mio fratello maggiore, mio migliore amico, mio mentore, mia guida.. Si dice spesso che non si saprebbe come fare senza qualcuno, io lo penso davvero.. Papà, so camminare, me lo hai insegnato tu, so lottare, so credere, so amare, so capire, so sacrificarmi.. ma ho sempre bisogno della mia luce, del mio perché, del mio dove, del mio quando, del mio fulcro.. della tua forza, della tua ostinazione e delle tue risposte.. solo le tue.. ho bisogno di te.. Ogni tuo abbraccio o parola è per me il dono più prezioso.. |
|
|