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Ilaria

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Indipendente, introspettiva ma giocosa, tenebrosa ma solare, paziente ma vendicativa..segno zodiacale gemelli

Illy

"...noi siamo fatti della stessa materia dei sogni, e la nostra vita è come avvolta da un sonno..." ("La Tempesta"-W.Shakespeare)
June 20

City of Blinding Lights

Perchè la vita l'è bela, l'è bela..

 

Milano.. volerti, cercarti, conquistarti, lasciarti.. per un attimo, per un battito di ciglia o per sempre.. Si abitano spesso posti che non sentiamo nelle nostre vene, luoghi ameni ai più e meno per noi, luoghi ambiti ma non afferrabili.. Milano è un po’ così: magicamente assemblata per il lavoro, popolata da trilioni di formichine veloci, operose e frettolose, mosse dall’obbligo di produrre e povere di rapporti interpersonali.. non tutti, non solamente.. Io amo Milano, sono cresciuta qui.. molto più e più velocemente di quanto non avessi fatto nei 22 anni precedenti al mio arrivo, si, più in fretta in 4 anni che in 22.. forse per l’età di transizione, forse per la velocità di eventi che si sono susseguiti, forse per la durezza che la grande città ti porta a fronteggiare.. Io non sono fatta per fissare radici in un luogo, sono più per i viaggi e le scoperte continue, per le valigie mai disfatte e per i km di autostrada.. facce nuove e sconosciute, sguardi da scoprire, storie e paesaggi non soliti.. Milano è un po’ così, tante persone, tante possibilità, nessuna noia.. strano come la perenne non-noia si trasformi presto in stress e incapacità di scavare in profondità.. Milano ti permette di avere tutto, spesso subito, occasioni che ti rincorrono, treni che passano, sempre se sei sulle rotaie pronto a farti investire, cultura che si mescola a night life, musica, parole e suoni.. suoni a volte acidi, come quelli dei tram sulle rotaie, o dei clacson delle auto che schizzano via.. motorini come diavoletti che fuggono.. chissà dove.. Milano è colorata nei parchi, negli interni delle case e nelle feste, ma grigia nelle pareti degli edifici.. non c’è un colore unico che la identifichi, non è come Siena, che è uniformemente color ocra, o meglio terra di Siena, appunto.. Milano è multi color, e a volte fretta e paura la ingrigiscono agli occhi di chi non vuole capirne l’essenza per conoscerla meglio.. è la città delle stelle che si oscurano per viverci, e che covano e intensificano la propria luce nel privato.. Milano quest’anno è la culla dello scudetto e della Champions League, quando ci sono venuta a vivere era solo la patria dei detentori di quest’ultima, gli stessi di oggi, gli stessi che io tifo fin da piccola.. coincidenze.. Milano per me si identifica nella casa in cui mi sono trasferita, piccola quanto basta per racchiudere i miei sogni, troppo desolata a volte, troppo protettiva altre, troppo potente altre ancora.. Milano si dipinge bene nei navigli sotterrati, ha segreti da raccontare, feste private da scoprire, pareti di mura sottili e silenziose che mascherano chi vi si avvolge.. Milano è rumore continuo, che assorda le note che brillano singolarmente.. è la patria dell’innovazione dell’arredamento, delle tendenze della moda.. è la tomba delle tradizioni e delle amicizie sane, a volte.. Milano è mascherata, si nasconde dietro ad un aspetto rutilante e veloce, quando invece nel profondo è sempre domenica, quando la città evolve radicalmente, torna ad essere popolata dai suoi veri cittadini, torna a risplendere di sé stessa, anziché della luce che il progresso le infonde.. Milano è il passato, nel teatro di Streheler, nelle pieces di Gino Bramieri e nelle ballate di cementano e Cochi e Renato, il presente è in Corso Sempione, a Cologno Monzese e nelle soavi note cantate da Biagio Antonacci, il futuro è nello stadio di San Siro, nella Fiera, nel Pirellone e nel rock moderno e sognante dei Finley.. Milano è tutto e nulla, l’immenso che vedi scorrere più veloce di te, e che capisci di dover imparare a tue spese a cogliere per goderne.. Milano è il vuoto che ti assale quando scopri che non conosci i tuoi vicini, perché i rispettivi lavori ti privano della facoltà di viverli.. è la città del cabaret e del design.. Milano è tanti piccoli mercati, tante vie che si incrociano, decine di etnie che convivono senza troppi problemi e migliaia di attività piccole da scoprire negli angoli più impensati.. Milano è fatiscente ed evocativa nei palazzi liberty di Viale Majno, degradata nelle vie di quella periferia il cui confine ormai non esiste più, fredda nelle cantine polverose delle palazzine antiche, ottocentesca in Via Torino, ed è vera nella casine di riviera nei navigli.. Milano è nelle lussuose feste della settimana della moda, quando viene assalita da poco attenti avventori, che la consumano fino all’osso, lasciandola sola per il resto dell’anno, come un’amante abbandonata.. Milano è centinaia di pendolari che affollano stazioni, mezzi pubblici e tangenziali, e che la intendono solo per il suo valore economico-commerciale.. Milano è spesso il fulcro di tutto ciò.. Milano sono le feste nelle discoteche più famose d’Italia, tanto celebri e ben organizzate quanto, spesso, scadenti in quanto ad arredamento e cura della clientela.. Milano è fatta di locazioni abitative e commerciali che si accavallano e susseguono, come le stagioni, e questo mercato detta i prezzi per il tenore di vita in generale, sempre troppo alto rispetto alle altre città italiane.. Milano è racchiusa in un accento spesso criticato, ma da me amato e familiare, delicato e mai volgare.. è nel sapore del vino rosso frizzante, e nei mille ristorantini tutti diversi tra loro.. negli aeroporti e nei negozi immensi dove puoi trovare di tutto, se solo ci fosse meno traffico per raggiungerli.. Milano è ricerca e laboratorio, Roma è scenografia.. Milano pullula di studi di registrazione e ripresa.. A Milano devi imparare a pensare, la mente è la prima cosa che a volte va in tilt se non riesci a veicolare il flusso dei tuoi pensieri.. Milano è gente che affolla le autostrade all’inizio del weekend per abbandonarla, dopo il lavoro, per fuggire da lei, ed è allora che lei rinasce e si rappacifica.. Milano non è solo il Duomo, che tutti conoscono, come lo smog.. Milano è il Castello Sforzesco, che chiude in sé storia, arte e mestieri d’ogni genere, luogo ameno più ai cittadini che ai turisti e ai lavoratori.. Milano è da svelare lentamente.. si rivela a te solo dopo che dimostri di aver preso confidenza col tuo e poi col suo andazzo.. ti svela formiche che escono dalla massa, visioni sconosciute, gente che conosce gente che tu conosci da una vita, non è mai troppo grande, né troppo affollata.. Milano è il posto ideale per crescere e capire, una professione, un percorso, una materia o una persona.. e soprattutto sé stessi.. ti scortica la corazza di carta pesta e te ne costruisce una anti proiettile su misura per te.. ti insegna, sempre se la vivi da singolo senza troppi appigli, l’importanza di arrangiarsi autonomamente, senza troppi sfarzi né aiuti… ti gratifica nella vista o mortifica nella solitudine.. è tutto il tempo che passa inesorabile, e tutti gli attimi che non potrai mai perdere, è un insieme di occasioni perdute, visioni impensate, scenari cittadini appariscenti ma vani.. è una miriade di rapporti spesso troppo veloci, di mani che si stringono non volendolo, ma solo per accordarsi o appoggiarsi l’un l’altro.. Milano è la città della ricchezza che maschera debolezza rìe solitudine.. Milano è spesso sola e triste, come me, dietro la maschera di brillante modernità e progresso.. Milano è la stazione centrale, piena di gente d’ogni tipo.. è la città del conoscere brevemente, ma non è mai il luogo degli addii sofferti.. A Milano dirsi addio suona dissonante, perché tutti bene o male ci torneranno, per un volo internazionale, per lavoro, per scappare dalla monotonia, o per cercare spettacoli e luci.. Milano è per me la culla della crescita e della transizione, il luogo dove isolarmi dal resto del mondo a me noto, è un letto troppo grande per dormirci da sola, e troppo piccolo in 2, è un Pc non mio che ha visto crearsi amicizie, lavori e racconti, è un telefono per relazionarmi, è l’anoressia e la bulimia che ho vissuto qui, non per colpa della città, ovviamente, è una storia d’amore sporcata, passata, finita e mai più desiderata, è un amico che mi chiama per uscire, è l’incontro casuale con una persona che senza accorgersene mi ha sbendato gli occhi della coscienza, è i concerti più belli che risuonano nella mia mente come se li vivessi adesso.. E’ vivere da sola e capire che con buona volontà e sacrifici puoi fare ciò che desideri, rimboccarsi le maniche e sudare, nutrirsi di polvere di stelle attendendo ciò che ami, rischiando di diventare stella cadente o di congelarti in un oblio di contraddizioni e paure.. E’ evoluzione e progresso, riflessione e studio, gavetta e lacrime, mai fumo, mai rovina, mai baratro, mai fallimento.. Milano corre, sempre, e chi correi rischia ma non fallisce mai.. è il luogo in cui meno conosci più vuoi sapere, e più scopri più cresci..

 

 

“The more you see the less you know
The less you find out as you grow
I knew much more then than I do now

Neon heart, day-glow eyes
The city lit by fireflies
They're advertising in the skies
And people like us

And I miss you when you're not around
I'm getting ready to leave the ground

Oh you look so beautiful tonight...

Don't think before you laugh
Look ugly in a photograph
Flash bulbs, purple irises the camera can't see
I've seen you walk unafraid
I've seen you in the clothes you've made
Can you see the beauty inside of me?
What happened to the beauty I had inside of me?..”

(“City of Blinding Lights”, U2)

 

“..Questa è la storia
di uno di noi,
anche lui nato per caso in via Gluck,
in una casa, fuori città,
gente tranquilla, che lavorava.

Là dove c'era l'erba ora c'è
una città,
e quella casa
in mezzo al verde ormai,
dove sarà?

Questo ragazzo della via Gluck,
si divertiva a giocare con me,
ma un giorno disse,
vado in città,
e lo diceva mentre piangeva,
io gli domando amico,
non sei contento?
Vai finalmente a stare in città.
Là troverai le cose che non hai avuto qui,
potrai lavarti in casa senza andar
giù nel cortile!

Mio caro amico, disse,
qui sono nato,
in questa strada
ora lascio il mio cuore.
Ma come fai a non capire,
è una fortuna, per voi che restate
a piedi nudi a giocare nei prati,
mentre là in centro respiro il cemento.
Ma verrà un giorno che ritornerò
ancora qui
e sentirò l'amico treno
che fischia così,
"wa wa"!

Passano gli anni,
ma otto son lunghi,
però quel ragazzo ne ha fatta di strada,
ma non si scorda la sua prima casa,
ora coi soldi lui può comperarla
torna e non trova gli amici che aveva,
solo case su case,
catrame e cemento.

Là dove c'era l'erba ora c'è
una città,
e quella casa in mezzo al verde ormai
dove sarà..”

(“Il ragazzo della via Gluck”, A. Celentano)

 

June 13

Conversations with my (new) 26 year old self

Dedicato a me..

Happy Birthday Miss Ilaria..

 

Compiere gli anni.. 26, oggi.. Ho sempre pensato che il giorno del compleanno dovesse essere vissuto in maniera speciale, o nell’ozio più totale, o nello sfavillare in mezzo alla gente, librandosi come libellule luccicanti.. Ci sono compleanni fatiscenti, altri sgargianti, alcuni sopiti, sobri o esorbitanti.. Ci sono giornate in cui nessuno ti cerca, pochi si ricordano che ci sei e che è la “tua” giornata, e sono quelle le giornate in cui tiri le somme, capendo chi veramente tiene a te e chi no.. Altre sono giornate in cui ti sembra di essere il protagonista di un film che hai scritto tu nella tua mente, le coincidenze positive si susseguono rincorrendo il tuo tempo, i riflettori sono tutti puntati su di te.. Sono fatte di piccole crescite, impalpabili successi, minuscoli segnali.. Un messaggio inatteso, un risveglio sornione e gioioso, una telefonata sorprendente, una gratificazione desiderata.. Vieni cercato da persone e situazioni, che ti vogliono improvvisamente protagonista.. A cosa aspiriamo quando parliamo? Chi cerchiamo veramente quando comunichiamo? A chi parliamo tra le righe quando scriviamo? Chi desideriamo raggiungere nell’anima, nascondendoci dietro parole e pensieri? Un’illusione, un’idea, una miscela che ci accenda lo spirito, un viaggio immaginario verso posti lontani, dentro occhi nuovi? Ovunque andiamo ci seguono pensieri rincorrenti, facce conosciute, e altre nuove, intriganti e curiose.. nei nostri giorni si susseguono conoscenze nuove, alcuni sguardi non li rincorreremo più, altri ci seguiranno sempre.. Persone che scorrono impetuosamente nelle nostre vite, scivolando tra una situazione e l’altra, tra una casualità e una scelta, che eliminiamo, cerchiamo, desidereremo, possediamo o dimentichiamo.. Mai per cattiveria, mai per egoismo, sempre solamente per conseguenze di scelte e accadimenti.. Qualcuno sparisce sempre e non ci cerca più fino a cadere nell’oblio della nostra memoria emozionale, tra un libro vecchio e una fotografia ingiallita.. Qualcuno ci rincorre anche se fuggiamo o non ce ne accorgiamo, anche se lontano, anche se mai visto o mai più, finché non appare davanti a noi, pronto a raccoglierci se barcolliamo..

Capita di tirare le somme il giorno del proprio compleanno, e capire che qualcuno che millantava grande stima in realtà non lo ricorda nemmeno, qualcun altro invece ci tende le mani, anche per puro caso, e ci allieta la giornata, qualcuno sparisce perché ci evita, qualcuno ci segue perché non ne può fare a meno.. Non si è mai totalmente imparziali nel comportarsi nel sociale, o si ama o si odia, anche se magari è solo un semplice cercare o voler dimenticare..

A 26 anni sei ancora “too young to reason, too grown up to dream”, troppo giovane per ragionare, troppo cresciuta per sognare, ma a volte ti ritrovi a voler analizzare la tua esistenza, sfiorando le vecchie pagine della tua storia, decidendo che penna usare per il futuro, e ricominciando lentamente a scrivere, smettendo di idealizzare persone e situazioni, ma continuando a credere nella tua libertà e nel potere che hai in te.. Anche se qualche situazione passata non c’è più, e non ne soffri, anche se qualche amico ti ha abbandonato, ma forse non era ciò che diceva, e anche se il tuo bagaglio emozionale a volte ti ricorda le tante figuracce, pentimenti e dolori d’ogni genere, in realtà ti accorgi che contiene troppi fardelli che ti hanno maturata, troppi paesaggi irripetibili ed emozionanti, troppe risate ipnotiche, troppe puntate viziate e bellissime, per non esserne orgogliosa.. Ti accorgi che situazioni e persone passano, e capisci che ciò di cui non potrai mai fare a meno sei tu, solo tu, i tuoi pensieri, le tue emozioni, le tue potenzialità e desideri, le tue voglie e passioni.. Ricominci a scrivere la tua storia, a fluire.. A volare, più alta e veloce di ieri e meno di domani..

 

 

 

“..Sai...
certe volte accade che
ci sia bisogno di andar via
e lasciare tutto al fato,
Fare come un equilibrista,
che sul mondo
sfida il crollo delle sue capacità
Ma questo è dedicato a te
alla tua lucente armonia...
sei immensamente..!
Il tuo nome è come musica,
mi riempie non mi stanca mai...
dedicato solo a te! ..”

(.. nel mio caso: Ilaria!)

(“Dedicato a te”, Le Vibrazioni)

 

“..e non mi resta che allacciare un paio d'ali alla mia testa
e lasciare i dubbi tutti a una finestra
per quel paio d'ali fuori è ancora festa
perché non ho molto tempo..”

(“La Finestra”, Negramaro)

June 12

Home

A volte voglio scappare da ciò che mi circonda.. è come se preferissi gli inizi alle conclusioni e agli sviluppi.. Credo siano più speranzose e amabili le possibilità rispetto alle azioni, e il mio modus vivendi, purtroppo, segue questo mio "dictat".. purtroppo perché a volte sarebbe meglio agire pensando meno alle conseguenze.. Ogni possibilità è un inizio, un portone che si spalanca o che è leggermente socchiuso, e suscita la curiosità di entrare e scoprire.. Non chiudo mai però nessuna porta dietro le mie spalle.. Possibilità, del futuro, del presente, del ritorno del passato.. Partire, dimenticare, ricominciare, staccare spina e cervello, e provare a isolare i sentimenti, per vedere se poi è così difficile morire dentro.. Non si muore mai dentro, ciò che ci alimenta non si spegne mai.. Che senso ha partire se poi non c’è nessuno che ci aspetta, al nostro ritorno? Che senso ha partire se non si ha nulla di nuovo o ambiguo da scoprire, se non si ha nulla da rimettere a posto, niente da costruire? Che senso ha sparire se poi nel cuore di chi ci circonda siamo già nulli e scomparsi ancor prima di apparire, visibili agli occhi e invisibili al cuore? Si dice che non c’è nessun posto come casa propria, dove siamo cresciuti e nati, dove si sono sviscerate le nostre esperienze fondamentali.. Io credo che le origini siano dove il cuore batte, nel luogo in cui appena arriviamo, iniziano a rincorrersi pensieri e sensazioni, odori e ricordi emozionanti, anche se non è là che siamo cresciuti, anche se non vi è nessuno che ci può legare a tale luogo.. Le origini a volte si possono trovare dentro braccia calorose e sconosciute, in occhi ignoti e profondi che racchiudono pensieri diversi e non noti a noi.. Origini, dove i profumi evocano ricordi, come la barchetta solitaria nella spiaggia antica della nostra memoria puerile, dove il legno bagnato dall’acqua si mescolava al sapore di labbra nuove.. Origini in discorsi già sentiti e mai dimenticati, voci conosciute e sempre ricercate, come quelle di coloro che non ci aspettano finchè crescono, ma ci attendono per aggiornarci e supportarci, amici che non vedi da tempo, non vivi da troppo, e che riescono a scioglierti la mente infastidita da troppi pensieri negativi.. Le mie origini sono nelle canzoni dei Queen, in Toscana, nei versetti di Shakespeare, negli occhi di chi mi ha vissuta anche solo per un giorno immortalati da scatti veloci.. Scappare per cercare altri suoni, lidi, scatti e vite da mescolare alla mia, per poi ritornare alle mie basi, a casa, tra i miei pensieri rapidi, le mie emozioni silenziose, la mia musica alta e i miei racconti prolissi e scritti velocemente.. Capita di voler fuggire da qualcosa che non riteniamo degno, o che ci distrugge, per re-inventarci, indossare una nuova maschera sfavillante.. Cosa si prova poi a ricominciare là dove siamo già passati, dove abbiamo già camminato e sbagliato, nel luogo da cui siamo fuggiti, tra le facce che abbiamo evitato per paura di infognarci in loro.. E poi scoprire che siamo cambiati noi, il luogo e le facce che temevamo, e qualche fiore nuovo è nato tra le ceneri, come splendida ginestra.. Non si ha mai bisogno di qualcosa che ci possa ricordare loghi o persone che amiamo e che ci hanno penetrato l’anima, noi siamo giorno dopo giorno in quei luoghi e con quelle persone.. Chi torna in patria è sempre diverso da quando è partito, ama in maniera più intima e profonda, pretende tante lune, e è meno assoggettato alla follia.. Chi rimane a casa possiede la virtù della giustizia, virtù antica e primordiale, non propria di noi giovani.. Noi conosciamo una sola forma di gioia, l’amore e una sola forma di virtù, la fiducia.. Non ci sono mai conclusioni, esistono possibilità e decisioni, cambiamenti e partenze, tanti inizi e qualche ritorno.. Se il cuore batte lontano forse è proprio laggiù che sta scritto il nostro destino.. Se la vita ci porta distanti da tutto, vicini solo all’ignoto, forse è lì che si trova il pennello magico e nascosto per dipingere il nostro futuro.. There’s no place like home, but home is whatever you care of..

"..Ma ci si scopre di notte nel letto
mentre si sogna un mondo diverso
fatto di melodie ipnotiche
ma poi mi sveglio e rivivo la vita
riscopro tutti i suoi difetti
ma trovo in te la dimora della mia anima.."

("Un mondo diverso", Le Vibrazioni)

 

"Le cose che porto dentro
Sanno di erba e di colore
Le cose che tengo dentro
Sono passione e ore senza contare
Non è facile ritornare
Non è facile sapersi bastare
Non è facile camminare
Non è facile in terra non familiare
Le cose che porto dentro
Sono kilometri che fanno arrivare
Le cose che tengo dentro
Sono indirizzi presi per non ridare
Sono oasi....naturali
Sono fili di grano che arrivano al mare
Dobbiamo imparare...a viaggiare a viaggiare
Dobbiamo imparare...ad andare sempre su....solo più su
più su
Imparo dalla mente....a viaggiare a viaggiare
Imparo dalla gente....che parla lingue in più
Le cose che porto dentro
sono i capelli tuoi lunghi nel vento
Le cose che tengo dentro
sono stupore odore e senso d'amore
Non è facile ritornare
Non è facile sapersi bastare
Non è facile camminare
Non è facile in terra non familiare.."

("Dopo il Viaggio", B. Antonacci)

 

"..Maybe surrounded by
A million people I
Still feel all alone
I just wanna go home
Oh I miss you, you know
And I've been keeping all the letters that I wrote to you
Each one a line or two
"I'm fine baby, how are you?"
Well I would send them but I know that it's just not enough
My words were cold and flat
And you deserve more than that
Another aerorplane
Another sunny place
I'm lucky I know
But I wanna go home
Mmmm, I've got to go home
Let me go home
I'm just too far from where you are
I wanna come home

And I feel just like I'm living someone else's life
It's like I just stepped outside
When everything was going right
And I know just why you could not
Come along with me
But this was not your
dream
But you always believe in me
Another winter day has come
And gone away
And even Paris and Rome
And I wanna go home
Let me go home.."

("Homa", Michael Bublè)

June 05

24mila baci...

 

Bacio: abbandono del cuore quando non è più solo.

 

Esistono baci che dimentichi in un istante, per altri non basta nemmeno una vita.. il ricordo di nessuno di essi ti abbandona mai.. Credo che i baci siano molto più di ciò che si dice, ovvero semplici “apostrofi rosa tra le parole ti amo”.. Vi è racchiuso in essi un’eternità di parole e definirli apostrofi sarebbe alquanto riduttivo.. Quando si ama si cerca la bocca altrui, perché le labbra conservano discorsi non detti, espressioni di approvazione e il senso del gusto, che riempie anima e spirito.. La bocca è la parola non sonora che racchiude l’intero discorso, anche quando non si ama.. Capita di desiderare un bacio, per dichiarare interesse, per ammazzare il tempo, per cercare conferme.. Per condividere, per capire, a volte.. Il primo e l’ultimo bacio non si scordano mai, si dice.. Magari scorrono dietro a pensieri e sentimenti i nostri partner, ma quegli istanti non passano mai.. Conservano sempre un’emozione che rinasce nella nostra mente, e provoca in noi brividi o sorrisi, come l’acqua fresca ed inattesa d’estate.. Alcuni baci profumano di spezie, altri di rose, tutti recano sapori nuovi, sconosciuti.. E’ una grande alchimia misteriosa che rappacifica i sensi.. Quando si bacia si pensa, se è con qualcuno che ci interessa ci si interroga su che verrà domani, altrimenti su cosa porteranno tali effusioni dolci, o semplicemente non si riflette, ci si lascia trasportare dall’attimo che fugge e ci trascina con sé.. Baci lunghi e appassionati, baci brevi ed intensi.. Baci frettolosi per scappare da qualcuno ma cercando di non ferirlo troppo, baci sostenuti e baci tanti desiderati, baci che quietano, baci che intrappolano in situazioni di stallo, baci che mortificano, baci privati o pubblici.. baci.. I primi baci sono sempre carichi di speranze e attese, illusioni e fantasie.. Gli ultimi baci sono pieni di malinconia, ricordi, paure e bagnati di lacrime a volte impercettibili, a volte salate e crude.. Alcuni baci suonano come promesse che non verranno rispettate, come quando ci si lascia per poco tempo credendo di potersi rincontrare, altri rimbombano come moniti quando si è certi di aver commesso errori irreparabili.. Altri baci profumano di sesso, violento o delicato, altri ancora di melodie lontane, come luoghi irraggiungibili.. Ci sono baci accompagnati da sorrisi o pianti, baci sussurrati e appena accennati, baci che aiutano a dimenticare e altri a ricordare, baci fratelli di carezze sul viso, baci su occhi sacri e appena violati, o su mani peccatrici e menzognere.. Ci sono persone che si vorrebbero semplicemente baciare, perché il bacio è il più alto modo di condividere, la più intima versione della socialità, la cosa più delicata e comunicativa che possediamo.. E questo annienta mente e anima, raggela le membra, scolpisce le situazioni.. In una vita si possono baciare mille persone, per errore o per volontà, per caso o per ebbrezza, per amore o per errore, per paura o per divertimento.. Ma sono pochi i baci che segnano davvero e ci trasformano, alcuni per magia del momento, altri per incanto del luogo, altri ancora per intensità del sentimento.. Si vorrebbe sempre poter creare la perfetta scenografia e sceneggiatura per ogni primo e nuovo bacio, anche per gli ultimi, per poter suggellare appieno quell’istante comunicativo, per avere la possibilità di esprimere ancora di più di ciò che vorremmo fare con il solo bacio, ma a volte basta solamente quello.. Si sogna per una vita intere un bacio reale ma fantasioso, uno che crea illusioni in cui potersi librare soavemente.. Si ricordano per sempre gli ultimi, desolanti e gonfi di dolore.. Ci si interroga su come e dove baciare, per paura di sbagliare, quando invece è assolutamente tutto soggettivo.. Si sbaglia a giudicare le persone in base ai baci che regalano, e altre perché ne concedono troppo pochi.. Si cercano le labbra, sempre.. Per confermare un evento, sigillare un addio, aprire una finestra o aiutare il destino.. Baciarsi è un po’ come prendersi per poi lasciarsi subito, assaporarsi per fruirne e capire, donare dolcezza per riceverla.. Baci che vogliono dire “sei tutto per me”, o “addio”, o ancora “adesso o mai più”, a volte non conta ciò che si vuole dire, l’importante è baciare per comunicare.. Baci che feriscono come vorremmo, baci che non sono mai abbastanza, baci violenti o passionali, segreti o complicati.. Baci intensi e mai dimenticati..

 

“..Pride can stand a thousand trials
The strong will never fall
But watching stars without you,
My soul cried. Heaving heart is full of pain,
Oh, oh, the aching.

'Cos I'm kissing you, oh.
I'm kissing, oh.

Touch me deep, pure and true¡­
Gift to me forever.
'Cos I'm kissing you, oh
I'm kissing you..”

(“I’m kissing you”, Des’ree)

 

“..Magica quiete velata indulgenza
dopo l'ingrata tempesta
riprendi fiato e con intenso trasporto
celebri un mite e insolito risveglio

Mille violini suonati dal vento
l'ultimo abbraccio mia amata bambina
nel tenue ricordo di una pioggia d'argento
il senso spietato di un non ritorno

Di quei violini suonati dal vento
l'ultimo bacio mia dolce bambina
brucia sul viso come gocce di limone
l'eroico coraggio di un feroce addio
ma sono lacrime mentre piove..”

(“L’ultimo bacio”, Carmen Consoli)

May 30

Instabile

“..Sei la voce che nessuno sa ascoltare,
la luce del lampione in questo viale:
soffusa eppure c'è...

Sai, a volte penso che tu sia inerme
e tutto il mondo intorno ti sorprende
come questa neve che sta cadendo lieve..

Mostrati e vedrai che nel tuo cielo volerai,
apri le ali e poi con un salto vola
E dimmi come stai e nei tuoi giorni cosa fai;
parlare è facile sotto questa finta luna.
Ed io ti guarderò e se vorrai ti seguirò
se sarai instabile tu non aver paura,
tu non aver paura “

(“Instabile”, Nek)

Ci sono momenti in cui la vita sembra non scorrere mai, come una palude putrida e sporca, dove l’acqua è stagnante.. Ci sono istanti che passano in un’eternità, anni che volano in un attimo, calibrati in dolci sensazioni tangibili ed emozioni passionali.. Ci sono secondi lunghi, dove la paura di ogni cosa attorno coinvolge e raggela, e ti senti instabile e pietrificato.. Ci sono paure che ritornano come fantasmi immortali, che ti penetrano l’anima e la possiedono, e rispuntano ingigantiti e terrorizzanti.. Ci sono desideri e momenti tanto sperati, situazioni ambite e ricercate, che arrivano sempre quando si è meno pronti, quando tutto ciò porterebbe ad uno sconvolgimento dannoso.. Ci sono persone che ti entrano nell’anima, parole e sguardi veloci, situazioni che non si possono dimenticare, che modificano comportamenti e comportamenti che cambiano vite, uccidono, evolvono, smantellano paure e illusioni, fiducie e sentimenti.. E ti ritrovi solo, col solo desiderio di poter respirare, ancora.. Ti illudi di prendere fiato ad ogni alito di vento, convincendoti che sia quello che ti potrà rendere libero, donare l’indipendenza  che da solo ti vieti, allontanandoti da ciò che turba.. In un istante.. Promesse vane.. La vita a volte è talmente imprevedibile da mutare l’animo, e quando sei più scoraggiato e infastidito, lei ti offre possibilità e doni.. Sei instabile.. semplicemente questo.. smembrato da forze che millanti al mondo, ma nell’animo solo e confuso, desideroso d’ogni esperienza ma timoroso quando esse si prospettano possibili.. Coinvolto e coinvolgente in turbini di passioni e eventi che ti assalgono.. Ti appoggi a persone e situazioni illusorie, ti sostenti di sogni e passioni, ti plasmi dei tuoi sogni.. Tutto attorno a te cambia, ma non ti rendi conto che ciò che realmente si modifica sono le tue visioni.. Vorresti che le tue giornate durassero centinaia di ore, e altri giorni che finissero immediatamente.. Vuoi evolvere, temi di affondare nel cuore di qualcuno, conscio che la tua instabilità potrebbe trasformarsi in un’arma di distruzione di massa, e necessiti dei tuoi spazi.. Vuoi ma non sei pronto a condividere, ambisci a diventare parte integrante della mente altrui, ma ciò ti porterebbe a sparire, a volte.. Vorresti ma non puoi, l’attimo seguente potresti ma non vuoi, poi ancora avresti bisogno ma hai paura, attendi e desideri ma non capisci il modo.. Instabile.. Installi codici severi per il tuo comportamento, e tendi ad escludere chi non vi rientra.. Diventi lusso e contraddizione, popolo e re, servo e signore della società che ti circonda, perfetto baro e croupier dell’azzardo della tua esistenza fragile.. Non vuoi sbagliare, non più, ti ha portato a essere così e non vuoi peggiorare la situazione della tua casa già diroccata, da ricostruire.. Rifiuti relazioni e situazioni, per rinchiuderti e conoscerti, ma poi trovi la tua vera indole nella socialità.. La vita è un brivido che vola via, in equilibrio con la follia.. Ti spaventa e ti emoziona.. Cerchi altre anime perse, spiriti inermi, sciagurati e sconsolati, soli e profondi, pieni di ragione e passioni, come te, che possano condividere tempi immaginari in scenari epici e cavallereschi, fiabe consolatorie in fugaci attimi sensazionali.. Ti mascheri per non scoprirti.. Instabilità è spesso sinonimo di evoluzione, prima o poi o si cade o si trova la posizione per non sprofondare.. Rifugi te stesso nelle passioni che ti accompagnano e avvalorano, conforti il tuo cuore nell’arte o nel lavoro, ti riempi di emozioni, piangi leggendo altrui parole, osservando scene riflessive, veneri e ringrazi la tua fantasia consolatoria, che ti aiuta a scappare dalla noia, ma che a volte ti allontana dalla realtà.. A volte vuoi essere instabile.. Ti senti come un privilegiato, che può decidere del proprio destino, perché il filo su cui cammini è scomodo ma ti dona la possibilità di cadere o fermarti.. Ti piace poter scivolare giù quando vuoi mollarti in balia dell’istinto, sai di essere in grado di rialzarti.. Ti piace fermarti e guardarti attorno, osservare persone e paesaggi, e riflettere.. Non ci sono percorsi più brevi da cercare, ma c’è la strada in cui credi, e il coraggio di andare.. anche traballando.. anche instabilmente..

“..mare che prendi e che porti
Fai navigare anche me
Dicono che in certi porti
arriva chi come me....

Cerca nell'anima...risposte e fantasia..”

(“Non sei più qui”, B.Antonacci)

“A volte sono solo e a volte se mi siedo non ci sto
A volte sono un cane sciolto che non abbaia più
A volte cazzo quante cose ancora da decidere
A volte ho te, a volte no
A volte è tutto così bello che mi sembra impossibile
A volte si....a volte no.....
Per chi ama
la vita
Per
chi ha troppe domande
Per chi come me sente troppo
Per chi deve qualcosa
Per il trucco che a fine serata...
Ti fa tornare perfetta....
Per quell'uomo che aveva ragione
E che portava il tuo nome...............
A volte è un mondo che ci fa...sembrare bella l'america
A volte scelgo il meno peggio.....però non vince mai
A volte ancora "bella ciao"... e mi vengono i brividi
Anche se non ...la canto mai
A volte penso che ogni cuore...abbia un soffio nascosto
A volte ho te......a volte no-----
Per chi ama
la vita
Per chi ha troppe domande
Per chi come me sente troppo
Per chi deve qualcosa
Per il trucco che a fine serata...
Ti fa tornare perfetta
Per quell'uomo che aveva ragione
E che portava il tuo nome...”

(“A volte”, B.Antonacci)

“Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere, dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire.
Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare a tutti quelli che partono, scappano o sono sospesi per giorni, mesi, anni in cui ti senti come uno che si è perso tra obbiettivi ogni volta più grandi.
Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me, succede perché fingo che va sempre tutto bene ma non lo penso in fondo.
Torneremo ad avere più tempo, e a camminare per le strade che abbiamo scelto, che a volte fanno male, per avere la pazienza delle onde di andare e venire, e non riesci a capire .
Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me, succede anche se il vento porta tutto via con se, vivendo e ricominciare a fluire..”
(“Imparare del vento”, Tiromancino)

 

 

May 21

Ragazze interrotte.. Alla ricerca della felicità perduta..

“…I'm finding my way back to sanity again
though I don't really know what I'm gonna do when I get there
and take a breath and hold on tight
spin around one more time
and gracefully fall back to the arms of grace…”

(“Breathing”, Lifehouse)

 

Ci sono persone che conosci in pochi minuti, in semplici e miseri istanti esprimono ciò che a volte altre non riescono in una vita intera.. Donne e uomini che parlano, sproloquiano, di tutto e del nulla, come per dare il massimo, ed esplicare così da subito intenzioni, desideri e caratteri.. Ci sono poi persone che non si conoscono mai, alla continua ricerca di sé stessi, di un miglioramento più o meno ambito o combattuto, giovani mai troppo soddisfatti di sé, persone che commettono errori e riempiono il proprio bagaglio personale di esperienze felici o sfortunate, relazioni giuste o errate, conseguenze talora pesanti, ma sempre utili.. Le borse più grandi e piene sono sempre le più interessanti da scoprire, ci sono amori che si nascondono nelle taschine interne, intenzioni celate, desideri misteriosi dentro ai portafogli pieni di biglietti da visita inutili.. Gente apparentemente giudicabile, o giudicante, ma che in realtà non riesce nemmeno a percepirsi in prima persona, o magari lo fa troppo approfonditamente, e ne subisce le conseguenze, sempre troppo pesanti.. Persone incomprensibili, che si mascherano da Arlecchino, o da nobildonna, ma celano animi tristi dietro maschere da buffoni; travestimenti da madri premurose o padri autoritari, ma che realmente rivelano anime piene di vane speranze verso i figli alla ricerca di felicità a loro negate; gente che tocca il cielo con entrambe le mani, e poi commette errori irreparabili, sprofondando con la propria vita nell’Ade, per rimanerci a lungo, e bruciare là dove il fuoco rade al suolo ogni cosa, ma il vento non soffia, e le ceneri rimangono.. Persone che rimangono nel Purgatorio per scelta, per comodità, per evitare di agire, preferendo la culla dell’inerzia al tormento della vita.. Vite spezzate come ramoscelli di bambù bellissimi e lievi.. Anime tormentate da idee sbagliate, convinzioni cadute e mai più rincollate.. Qualcuno non si perdona errori passati, e cerca di ricostruire il vaso rotto proiettandolo nel presente, anziché trovare motivazioni concrete ai comportamenti passati.. Qualcun altro vive alle spalle di persone a lui dannose, per agio o paura di cadere senza un supporto.. Altri soffocano sotto pesanti macigni di piombo, rimanendo intrappolati in situazioni e relazioni dannose.. Qualcuno poi decide di rialzarsi, cammina a stento per qualche soffio di vento, poi crolla inesorabilmente, di nuovo, e costruisce tane protettive con i propri errori.. Altre persone scelgono di non soffrire, di nuovo, e per paura di scegliere male non decidono mai completamente, rimanendo in bilico, “tra santi e falsi dei”, sollazzandosi tra sogni illusori e fatiche vane, aspirando all’equilibrio, ma temendo la solidità.. Tutte indifese persone che subiscono un black-out, si “resettano” e ricominciano, e di nuovo sbagliano, come fossero dischi inceppati che ripetono lo stesso verso di una canzone, cd che saltano, e interrompono il flusso di pensieri, parole e note.. La ricerca di sé stessi è sempre un passo importante e che si ripete soventemente nelle esistenze di ognuno, ci si ritrova nudi di fronte a tempeste di ghiaccio e venti gelidi, o esposti a scottature e geloni.. Nudi, privati di speranze, ambizioni e delusi da sé stessi soprattutto.. Non ci si fa mai conoscere del tutto, l’essenza rimane nell’ombra, al sicuro, in attesa, interrotta, appunto.. Poi si finisce per idealizzare situazioni e rapporti, alla ricerca del tanto aspirato ritrovamento dell’io celato, illusioni che affiorano, delusioni che ci rincorrono, paure che crescono minacciose, amori che spaventano, carriere che allontanano, famiglie che non percepiscono, amici che distraggono, vizi che alleviano ferite ancora sanguinanti, e tempo che si perde, senza realmente concentrarsi su sé.. Piccoli uomini impauriti e soli che piangono e piccole donne che si fanno scudo con forza e spavalderia in pubblico, mentre in solitudine patiscono.. Ragazzi e ragazze interrotte.. alla ricerca del proprio io.. La ricerca della felicità, forse, quella che non passa attraverso corpi, case e compagnie estranee, né si trova in luoghi lontani dalla mente, piuttosto quella che vegeta nel cuore solo e svuotato, abbandonato e distratto da frivolezze.. In fondo.. sono solo attimi di terrore mentre la tempesta ci assale, ma non piove mai per sempre..

 

“Ogni giorno che
passa in fretta,
ruba la tua stabilità
le convinzioni che.. cambiano
sono i passi da
mostrare al pubblico
che applaude se e quando gli va
le incomprensioni…
ogni giorno che
non passa mai
mina la tua fragilità
le verità che mai dirai
è la strada per tornare a casa
che a volte si dimentica
le tue fobie

(“In fondo”, Le Mani)

 

“Pensa agli angeli, se puoi!
Invoca il perdono per coloro
che non sapranno mai
che cosa vuol dire libertà,
anche se è stata violata ormai
la tua profonda intimità,
chiedendoti ancora quante volte pagherai
se si vive in un mondo che
non impara dagli errori suoi!
La tua stella è ancora limpida,
ti seguirà di continuo,
anche se il dolore
ti circonderà
e con gli occhi presto imparerai
a vedere che il mondo
non è, di certo,
come tu lo vuoi

Ma ciò che importa molto
non trovi più,
è il benessere delle tue virtù,
senza inganno,
così il tuo sole che presto tornerà,
senz'altro brucerà tutte le paure!”

(“L’Angolo buio”, Le Vibrazioni)

 

 

 

May 15

Che ne sarà di noi..

Quando sogni e ideali bruciano le anime come fuochi..

Generazioni che crescono, passano e cambiano.. Bambini che diventano padri, e madri che diventano nonne, in un istante.. Sogni spezzati e rincorsa di felicità estreme.. I Fuochi di Sant’Elmo ci accompagnano.. tecnicamente sono scariche elettro-luminescenti provocate dalla ionizzazione dell'aria durante un temporale, all'interno di un forte campo elettrico, e si manifestano come un bagliore brillante, bianco-bluastro, che in alcune circostanze appare come un fuoco, spesso in getti doppi o tripli, e che scaturisce da strutture alte e appuntite, come alberi maestri, guglie e ciminiere.. ne parla anche Melville, nel suo celeberrimo “Moby Dick”.. si diceva un tempo fossero di buon auspicio, tanto da esser chiamati col nome del protettore dei naviganti, Sant’Elmo, appunto.. Adesso si manifestano quotidianamente, tra di noi, come illusioni, crisi, paure.. Esattamente come nel film cult di Joel Schumacher, uno dei suoi primi film, “St. Elmo’s Fire”, che col passare dei giorni e acquistando esperienze e maturità, mi trovo a rivivere nella mia esistenza, e in quella di tanti miei coetanei.. “Crisi dei 30 anni”, anche se qualcuno ne ha nemmeno 26, o 35 o 22, donna o uomo, prima o poi colpisce e accompagna, forgia, responsabilizza e cambia radicalmente tante aspettative e illusioni.. Le crisi fanno male, sconfiggono al momento, ma aiutano sempre.. Crisi di vedute, incapacità di agire, paura di amare, necessità di essere amati, paura di scoprirsi troppo e avere freddo, paura e desiderio di conoscere ciò che sta fuori dalla nostra porta di casa.. Ambizioni che cambiano, valori che si rovesciano, esperienze che maturano, convinzioni che accompagnano, amori che finiscono, lavori che iniziano, castelli di sabbia che crollano.. Come per i protagonisti del film, alcuni di loro pagano lo scotto dell’impatto a volte violento e devastante del passaggio da giovane ad adulto, la realtà che impressiona ma che smantella sogni e divide persone e illusioni.. Un gruppo di giovani amici appena laureati, come tanti, ognuno di essi nutre le sue illusioni e i suoi sogni per il futuro; e naturalmente, nella compagnia si intrecciano legami sentimentali che contrappuntano con le loro difficoltà e con le prime delusioni esistenziali. L'entusiasmo cede presto il passo al realismo.. Una descrizione disincantata, a tratti impietosa e spesso drammatica.. Come nella realtà, anche attuale.. Noi abbiamo paura, ma vogliamo poter rischiare, abbiamo terrori che si sfracellano ad ogni lontana e magari vaga speranza, e incubi che riaffiorano ogni volta che prendiamo coscienza del reale.. Abbiamo aspettative al di sopra delle nostre potenzialità a volte, K2 da scalare per raggiungere il meglio, per poter raccontare di aver vissuto e tentato l’impossibile.. Non ci si accontenta mai.. Siamo figli di una generazione che ci ha dato tanto, ha combattuto per diritti nuovi e impensati, ha mostrato al mondo le proprie esigenze per pretenderle.. Siamo cresciuti con le fiabe di Hans Christian Andersen, ma senza percepirne il romanticismo, ora mostriamo i segni di amori non nostri tra ballerine di carta e soldatini di piombo, e come loro bruciamo al fuoco del camino con le nostre convinzioni e paure.. Siamo un popolo di ottimi oratori del nulla e inibiti pensatori del tanto, timorosi di esporci davanti al mondo, e a volte pretenziosi che esso colga la nostra essenza.. La nostra generazione traballa, come in due sul motorino quando si accelera, bisogna tenersi stretti per non rischiare di cadere, noi ci aggrappiamo ai soldi, al sesso e alle nostre paure.. Richiediamo troppo aiuto agli altri, ma l’unico aiuto che ci potrebbe salvare è quello delle nostre speranze e delle nostre coscienze.. Ci rifugiamo in serate sballate, lavori inutili e finiamo per spartire letto, pensieri e tristezze con chi sta male come noi, ci facciamo solo compagnia mentre sprofondiamo, a volte.. Non capiamo noi stessi, e non diamo adito alle nostre necessità psicologiche, preferendo quelle materiali.. Ricerchiamo apparenti confronti, per ammazzare la noia, ci apriamo poco, in primis con noi stessi.. Abbiamo troppa paura di soffrire, ancora, e di annoiarci.. La noia e la paura che essa pervada le nostre esistenze ci spinge a fare, vedere, collezionare esperienze da giganti, lotte da vincere e persone da aggiungere in bacheca, per scoprire, sapere, riflettere, pensare.. Per avere e desiderare sempre di più.. La noia ci terrorizza, alita minacciosa sopra di noi, maestri della disciplina del “non-sapersi-accontentare”.. Uomini che scappano da donne, ricercando distrazioni e completezza in altri sorrisi, in altri corpi, in altre realizzazioni.. Donne che cercano disperatamente situazioni ipotetiche e le idealizzano in ogni nuovo volto e prospettiva.. Non ci si sente mai completi quando sta avvenendo la trasformazione da baco a crisalide, le ali sono sgargianti e bellissime, ma non sappiamo ancora come muoverle per volare.. Sospesi per ore, giorni, mesi o anni, ci si perde in obbiettivi sempre più grandi, si finge di stare bene, senza pensarlo veramente, si continua mossi dall’irraggiungibile, e nulla di ciò che si accumula soddisfa veramente.. Si desiderano situazioni e persone che per un istante hanno aperto la nostra anima, idealizzando tutto, ogni attimo e sorriso, parola e evento, come se l’unico momento di completezza l’avessimo già vissuto, ma in realtà ci sentiamo solo sconfitti, da noi stessi, consci di aver perso qualcosa o qualcuno, e poco fiduciosi nei confronti del futuro.. Troppe aspettative portano a poca felicità momentanea.. Ricominciare ad essere come saremmo dovuti, se solo avessimo davvero voluto senza perderci nel nostro fatiscente nulla, abbagliante e distruttivo.. Ritrovarsi a pensare al meglio per noi nel passato, senza credere davvero che sono tutte esperienze, che maturano, devastano e di cui patiamo l’abbandono e aspiriamo il ritorno, ma nulla si ripopone come è già stato, tutto evolve inesorabilmente, alla stessa velocità dei nostri pensieri.. Dove andiamo davvero quando guardiamo il cielo e la pioggia ci bagna il viso, tempestato di lacrime scottanti? Cosa cerchiamo davvero quando ci concediamo sere di riflessione e nottate di esigenze? Chi crediamo di essere per non avere speranze concrete in chi ci circonda? Cosa possiamo donare agli altri se non sappiamo amarci? Cosa potremmo raccontare al futuro, di questi sguardi persi nel disincanto e nella paura di soffrire? Ci spaventa più il nostro io, che quello altrui.. Ci spaventano le nostre potenzialità e il potere dei sogni, il futuro che è sempre migliore del passato, anche se meno fortunato apparentemente, perché racchiude in sé la maturità.. Forse avevano ragione i marinai.. i fuochi di Sant’Elmo danno speranza e portano buone nuove, anche se l’albero della nave si incendia.. Non ci potremmo mai bruciare fino a diventare cenere, perché noi siamo fatti della stessa meteria dei sogni..

“Il percorso della memoria
il tempo che incide la storia
mi lascia nel cuore l'eco di ieri
più forte di come credevo
le mie radici da dove vengo
l'eredità del passato
e le vecchie catene le prime visioni
gli amori finiti e tante stagioni
se mi giro rivedo passare
momenti vissuti che come aquiloni
si librano in volo ed aprono le ali
e in un attimo tornano
i ricordi più lucidi
e sembrano
della stessa materia dei sogni

sognavo leoni guardando il tramonto
su una spiaggia infinita
solcata dal mare profondo
lontano da tutto lontano da niente
ritorno a pensare a cercare
la luce del sole per non ripartire
senza risposte
mentre adesso ritornano
i ricordi più lucidi
e sembrano
della stessa materia dei sogni
…”

(“Della stessa materia dei sogni”, Tiromancino)

 

 

May 10

Un posto nel mondo: illusioni parallele di piccoli equilibristi vs Strade di compositori

“Ricordati: la cosa piu' triste nella vita, e' il talento sprecato”. (“Bronx”)
“E’ inutile essere artista se devi vivere come un impiegato”. (“La stangata”)

 

Siamo spesso vittime delle illusioni da cui ci facciamo plasmare dopo averle create con le nostre mani, senza un perché, forse per allentare sofferenze da nascondere, forse per nascondere noi stessi..  Situazioni di stallo, tunnel senza uscita, maschere da indossare apparentemente comode ma solamente oscuranti.. E invece siamo pieni di talenti.. Alcuni credono di essere nel giusto dove si sentono più sicuri, altri invece sanno di sbagliare, ma seguono il loro cammino, non c'è mai nessun contatto tra questi, ma un univoco destino di dividere ogni giorno l'esperienza di illusioni parallele.. Non è vero che o si è opera d’arte o la si indossa.. tutti lo siamo..

Si nasce in un modo, con competenze e indoli innate, poi si cresce, e si investe un ruolo, una maschera che scegliamo per comodità, ricchezza o pace nostra ed altrui.. Ma la maschera che si sceglie non è mai adatta a noi, si cambia, sempre, giorno dopo giorno, ed essa inizia a starci stretta, a volte la mattina prima di uscire di casa non riusciamo più ad infilarcela addosso, addirittura.. Ruoli diversi da persone diverse tra loro.. Tutti indifesi equilibristi soli e illusi.. Meta teatro immaginario, psicologico e sociale.. A volte percepiamo la necessità di capire noi stessi, togliendoci tutti i panni che tanto bene e teatralmente portiamo in giro per il mondo, e tutto ciò che ne consegue.. Capita a tutti, prima o poi, di voler cercare il proprio posto nel mondo, e chissà in realtà quanti effettivamente lo trovano.. Ognuno nasce con una arte insita in sé stesso.. Ci sono persone che sanno dipingere o scolpire emozioni e paesaggi, con le mani, come Michelangelo, che nel blocco di marmo grezzo riusciva da subito a percepire la forma di ciò che avrebbe scolpito; c’è chi con la voce emoziona, riempie e porta a riflettere, e magari fa da sottofondo a incredibili storie d’amore, reali o cinematografiche; chi sa far comparire sorrisi sui volti della gente, per magia, per ironia, per sarcasmo, per arte appunto; qualcuno riesce a lavorare manualmente oggetti e materiali più impensati così magistralmente da poter creare abiti, lampade, circuiti elettrici, rubinetti o edifici; qualcun altro sa interpretare altre maschere, ruoli che non gli appartengono, con la stessa naturalezza con cui vive la propria quotidianità personale; persone che intrattengono anime; chi col movimento del corpo riesce a sedurre, ammaliare e coinvolgere gli altri; chi riesce curare per vocazione le malattie altrui, chi sa ascoltare i più soli e conflittuali, chi regola conti e leggi alla perfezione, perché tutto sia fisso, stabile e non traballante; ci sono persone che con prestanza e allenamento riescono ad emozionare folle di tifosi e vincere l’eterna lotta dell’uomo contro i limiti fisici.. Siamo tutti piccoli grandi artisti artefici di noi stessi.. Io so veicolare con parole e pensieri le emozioni, mie e altrui.. E’ un dono, tutto è un dono, anche questo.. Sono nata con le ali ai pensieri, la mia mente vaga incontrollata da un argomento all’altro, e le mie parole a volte non sono mai abbastanza.. Sono una compositrice di nuvole.. “Se lo vuoi, tutto è possibile”, anche per me.. Raccontare eventi quotidiani, rievocare situazioni felici o pensierose, riflettere, confortare scrivendo e parlando, documentandomi, confrontandomi con passato e attualità, suoni e testi.. Credo sia la mia missione nel mondo, e per quanto piccola è tutta mia, e da non sottovalutare.. Si capisce sempre, prima o poi, e spesso sbagliando.. Nessuno di noi è a prova di errore e incapace di sbagliare, come il computer Hal 9000 di “2001: Odissea nello spazio”, per fortuna.. Capita di capire chi siamo e cosa realmente sappiamo fare al meglio magari per errore, per altrui apprezzamenti, o dopo mesi di riflessione, appunto.. Si capisce di essere rimasti rinchiusi in campane di vetro, dentro cui non potevamo sentire nulla di ciò che succedeva al di fuori e timorosi che tutto potesse crollarci addosso ad ogni leggera scossa esterna, o magari intrappolati in gabbie dorate, tanto fantastiche apparentemente, quanto illusorie nella realtà.. Come è successo a me.. Si dice “prendi l’arte e mettila da parte”.. La nostra società traballa talmente tanto che a volte è difficile potersi fermare e cercare di non venire coinvolti dal suo vortice inarrestabile.. Ma si può riuscire.. Cercare di realizzare sé stessi, provare a farlo, rimbalzare da un posto all’altro alla ricerca del cantuccio più adatto a noi, non porta solo arricchimento personale e egocentrismo, ma potrà, se riuscirà appieno, sollevare anche gli animi altrui, allietati e stimolati da qualcuno che ce l’ha fatta, rinvigoriti di un nuovo ardore nello spirito grazie a ciò che potrà nascere con l’altrui abilità.. Volere è potere.. Potere è provare.. tutto si può provare a fare, bene o male, l’importante è sempre partecipare, con dedizione, forza di volontà e sacrificio.. Ci si perde in frivolezze inutili, si collezionano figuracce e figuranti, esperienze che accrescono il nostro bagaglio emozionale, esperienze da giganti, e poi si capisce che solo noi siamo portatori, sani o malsani, del nostro benessere e della nostra arte.. Io parlo e scrivo, è la mia missione, e mi piace pensare come Robin Williams ne”L’attimo fuggente” che “qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo”.. Ci sono strade che somigliano alle vite che percorri tutte in un momento, non sai capire dove sei arrivato ma sei sicuro che ora stai correndo…

 

Camminavo su una corda tesa,
L'equilibrio mi aiuta, a vivere,
Due più due non dava, quattro
mai,
C'era il caos, nei pensieri miei.
Un bicchiere per dimenticare,
Che morire o vivere, era uguale,
Non riuscivo più, a ritrovare,
La mia strada, la mia direzione.
Povero in danari, ricco in fondo al cuore,
Davo tutto il bene, davo un po’ di me.
Ho speso parole, e invano questo amore,
Per chi come me, costretto a mendicare..”

(“L’equilibrista”, Renato Zero)

 

“..Guarda il cielo per un attimo
e vedrai cambierà
Se lo vuoi
tutto è possibile
nulla è inafferrabile
senza un limite
Se lo vuoi
tu potrai vivere
un sogno irrealizzabile
senza un limite.”

(“Tutto è possibile”, Finley)

 

“Cammina lo spazio su di me
segmenti sezionano l'atmosfera
L'infinito racchiude il mio perchè
la forza di un uomo è senza limiti
Ma chiudo gli occhi verso il cielo
 il compositore di nuvole
si rinchiude in un libro di favole oniriche
descrive la vita con le sue poesie
ma se trova difetti volta pagina
Chiude gli occhi verso il cielo
e forse non vuole più parlargli
Così lento si alza e lo porta via da qui
E continua a salire
e si immerge nel blu
limpido, cielo di magie
L'infinito racchiude il mio perchè
la forza di un uomo è senza limiti

Descrivo la vita con le mie poesie
e se trovo difetti volto pagina
Così il vento si alza e mi porta via da qui
è la mia fantasia che ho saputo ascoltare in me
un'eterna promessa cui non so dare età
e continuo a salire e mi immergo nel blu
limpido, cielo di magie”

(“Il compositore di nuvole”, Le Vibrazioni)

May 09

Rincontrarsi nei pensieri.. Ritrovarsi come ieri

A volte ritornano, a volte ci stanno alla larga, a volte li evitiamo perché hanno “già dato”, a volte perché non è più tempo per loro, o ci hanno delusi.. Gli ex.. ex fidanzati, che rientrano nei nostri piccoli grandi discorsi, che essi siano profondi e solitari, piuttosto che spensierati e sociali.. Si parla sempre delle scottature del passato, degli errori che abbiamo fatto o subito nelle nostre ormai finite storie d’amore.. A volte addirittura ci confidiamo di questo con coloro che poi diventeranno i nostri partner, quasi a suggellare un più forte rapporto, una più sincera complicità al momento della conoscenza di qualcun altro, quasi a voler mettere alla prova chi abbiamo di fronte, perché sappia cosa abbiamo passato e fatto passare ad altre persone, e metterlo in guardia.. Si parla degli ex nei momenti bui, quando sconfortati da una recente delusione amorosa o lavorativa, cerchiamo riparo nel passato, interrogandoci su come e cosa sarebbe cambiato e migliorato nella nostra vita se avessimo scelto un lui piuttosto che un altro, se avessimo dato ascolto alla ragione più che al cuore o viceversa, o alle parole di qualcuno che tanto teneva a noi..
A volte gli ex si palesano in noi, rimbalzano sempre nei nostri gesti quotidiani, una cadenza nel modo di parlare, come aveva una certa persona, una passione per qualcosa alla quale senza di “lui” non ci saremmo mai avvicinati.. Si riesce a volte a sentire il profumo di una persona che abbiamo amato e che ci ha accompagnati nella nostra crescita, in mezzo alla folla, e ci pare strabiliante che qualcun altro al mondo utilizzi la stessa essenza per spiccare tra la gente, come se fosse qualcosa di unicamente “suo”, dell’ex, appunto.. Si cercano occhi e mani per giorni, mesi, anni, che improvvisamente diventano istanti che arrivano ad esplodere di colpo, senza preavviso ad uno sguardo posato su di noi, ad una carezza inaspettata che ci sfiora delicatamente.. Bussano alla porta del nel nostro cuore, e come un picchio con il legno, lo battono e divorano e ne fanno la loro piccola tana, e rinchiusi lì dentro, compagni dei ricordi solamente piacevoli del nostro oramai passato rapporto, ci custodiscono l’anima, come dei moniti per non ricadere in errori già visti, passati, subiti e sofferti, con “loro”, appunto..
Ognuno ha le sue piccole grandi storie da rivivere nella mente e nell’anima, frammenti di vita come pezzi scombinati di tanti specchi rotti, alcuni grandi e col bordo tagliente, altri piccoli ma luminosi, in alcuni possiamo ammirare un nostro piccolo dettaglio ogni volta che decidiamo di raccoglierli da terra, in altri inciampiamo e ci feriamo, e il nostro sangue li bagna, e la nostra immagine riflessa cambia.. Ci sono persone che penetrano nello spirito di altre e non le abbandonano mai, nonostante il tempo, le distanze e le incomprensioni.. Ci sono amori non confessati, che rimangono in fondo alle borse, dove puntualmente cerchiamo le chiavi di casa, il cellulare, il portafogli, ma questi si nascondono sempre, come se avessero paura di uscire allo scoperto e di vedere la luce..
Ci sono amori passati che lasciano tracce indelebili, maturano, condizionano scelte e destino.. Esistono persone che riescono a farsi scivolare dietro le spalle le proprie esperienze passate, e le persone che hanno incontrato e sono state importanti diventano semplicemente pezzettini di un enorme puzzle, talmente piccoli che alla fine anche senza di loro il disegno da visualizzare potrebbe essere percepito ugualmente.. Io non sono così, sono l’esatto opposto, conservo nella mia memoria visiva ogni minimo dettaglio insignificante ai più, ogni parola, ogni gesto, suono, carezza, bacio, nottata, viaggio e profumo.. Io non riesco mai a dimenticare e sbarazzarmi di chi mi ha aiutata, anche non sapendolo, o suo malgrado, o malevolmente, a maturare e diventare ogni giorno un po’ più donna.. Sono del parere che ciò che è finito non funzionerà mai più, che ricostruire sulla macerie porterà sempre instabilità, credo che ci sia un passo successivo all’amore, che dura anche dopo la fine di ogni storia, ed è la confidenza.. Possiamo non vedere e sentire qualcuno per tanto, troppo tempo, ma rivive nei nostri pensieri e ricordi, e manteniamo comunque per lui un livello altissimo di affetto, anche se ci ha fatto del male e tanto l’abbiamo criticato.. A volte guardo le persone e mi interrogo se i gesti che compiono sono propri della loro indole o magari, come alcuni dei miei, vengono dall’esperienza visiva e mnemonica di quelli che compivano con qualcuno che ora non è più al loro fianco, o con qualcuno che li accompagna tuttora.. A volte ci si imbarazza nell’incontrare qualcuno che ci ha amati, non si sa che dire, a volte è troppa l’acqua che da quel momento nel passato ha attraversato le anse dell’impetuoso fiume sotto il nostro ponte, a volte si sente la necessità di ricominciare a condividere con l’altro il passato, riaprire il cassetto, anche solo per un attimo e raccontarsi pensieri ed emozioni passate, per ridere insieme ma consapevoli che nulla ritorna se è volato via..
Tutto nella vita ci aiuta a maturare, specialmente le relazioni interpersonali, che puntualmente sbagliamo, nel porci, nell’affrontarle, nel cercare rimedio ai nostri errori, di corsa, come impazziti, senza considerare che il cuore non è un orlo di un abito che si può ricucire, è indipendente, e decide da solo se, quando, come e per chi palpitare all’impazzata.. Non bisogna mai avere rimpianti, a volte il destino la sa davvero più lunga di noi, e col tempo impariamo ad apprezzare anche la fine delle storie, perché ogni amore nuovo è sempre più completo del precedente, se è reale e sincero, perché noi evolviamo, passiamo come in un videogioco da un livello ad un altro di conoscenza di noi stessi, dell’altro e dei nostri limiti, soprattutto, e questa consapevolezza ci rende sempre più umani e adulti.. Ogni errore e sbadataggine in amore ha le sue conseguenze, ogni parola non pensata ed avventata hai il suo perché, ogni carezza si capisce meglio a posteriori..
Meglio così.. Meglio non chiedersi mai come sarebbe stato se, e meglio non forzare nulla, ritrovare complicità inesistenti è un errore, si rischia di perdere o rallentare il processo di acquisizione dell’ex amato come essere umano, con vizi e virtù, che solo ora possiamo veder sotto altri e molteplici aspetti, sconosciuti a noi, ma così normali, semplici e genuini che lo rendono ancora più speciale.. Alcune cose hanno un posto privilegiato nei nostri ricordi e generano inevitabilmente un “conflitto di interessi”, anche se riproposte in futuro non desteranno mai lo stesso piacere da parte nostra, non ho mai trovato una lealtà come quella di un mio ex amato, una convinzione politica come quella di un altro, e una debolezza mascherata come quella dell’ultimo.. Siamo e sono tutti umani, mai pensare che ciò che sentiamo altre persone non potranno mai provarlo, non c’è cosa più falsa, ci sono solo modi e mezzi di comunicazione ed espressione diversi..
Credo che questi piccoli o grandi amori, giovanili o maturi, duraturi o relativamente brevi, pacifici o conflittuali, passionali o comunitari, che ci hanno visti uscire a testa alta oppure demoliti, vadano sempre e comunque tenuti a mente, ricordati, mai celati del tutto.. I sentimenti passati non tornano, ma l’affetto e la consapevolezza di aver vissuto insieme a qualcuno del tempo per noi prezioso, rimangono, e resta la stima e un sincero ringraziamento, ma mai pentimenti inutili.. Meglio così, sempre e comunque, ciò che ci aspetta si rivela sempre migliore, più completo e alla nostra altezza, e ciò che ci sembrava completo un tempo ora è lontano ma impossibile da dimenticare.. Il primo bacio, la prima volta, la prima storia “seria”, la prima vacanza, la prima convivenza.. Piccole e fondamentali tappe nella nostra vita che magicamente si mescola a quella altrui, per vedere che cosa viene fuori e per quanto tempo il colore che ne risulterà sarà brillante e non scolorerà al sole o sotto la pioggia.. 
Amo pensare che chi mi ha amata conserverà una piccola parte di me nel proprio cuore, come faccio io, che ritornerò nei pensieri altrui e farò esplodere un sorriso sull’altrui viso, malinconico ma felice.. Come il mio.. Ieri non è mai oggi, ma il domani si costruisce giorno per giorno, tanti “ieri” che si sommano, moltiplicano e ricordano, un “oggi” nelle nostre mani, e un “domani” più nitido, pieno, consapevole e sereno..

 

“..E poi cos'è successo
aspettami oppure dimenticami
ci rivediamo presto
fra almeno altri cinque anni
e come sempre sei la descrizione di un attimo per me
e come sempre sei un'emozione fortissima
e come sempre sei bellissima perchè
come sempre sei la descrizione di un attimo”

(“La descrizione di un attimo”, Tiromancino)

 

 

“Allora come stai,io me la cavo bene
Sembra passato un attimo,ora che siamo insieme
E non ci penso mai mai
mai a
Come sarebbe stato,se ricordare è facile
Vorrei saper restare e dirti ho voglia di te
Non vedi che stai bene pure te, ho voglia di restare qui con te
Qualcosa c'è, ma è difficile
Non si può toccare, ma vivere
Dove sta,
la felicità
Adesso non puoi, o forse non vuoi
Ritrovare la complicità e, il nostro dolce fare niente
La convinzione di viverci per sempre, quella voglia e il calore che ci unisce
Tra una canzone e una giornata che finisce, dimmi che

Ci pensi mai
Io e te a dormire
Ricordo ancora
la città
E tutto era lì, e ci sentivamo unici
E adesso cosa ci resta, se tutto questo non basta”

(“Meglio così”, Zero Assoluto)

May 08

Angoli di cielo

Come si può non voler evolversi, cambiare, radicalmente, se necessario? Stravolgere la propria vita per un ideale che si rincorre? Prendere tempo per sé stessi e distanze da tutti per poter razionalizzare e riflettere attentamente su come emanciparsi? Credo sia la chiave di volta dell’esistenza giovanile.. il passaggio da ragazza a donna, da giovane ad adulto,, Credo che provare esperienze nuove, sacrificarsi, allontanandosi da ciò che è più facile e comodo renda alla lunga davvero indipendenti e liberi.. Io credo fermamente nella “Teoria dell’Autista del Tram”, ovvero colui che sembra dirigere il suo mezzo, e portare i suoi passeggeri a destinazione, ma in realtà segue solamente i binari, non decide dove andare, né se prendere strade più lunghe e trafficate, o brevi e solitarie.. come una macchina.. Tanti giovani sono come macchine.. io apprezzo e ricerco nelle persone che mi circondano i sacrifici, il saper abbandonare gli agi per evolversi, la maturità, le esperienze, anche se negative, in quanto tali, perchè maturano, consapevolizzano ed aiutano.. Disprezzo i perfetti perdenti.. coloro che sanno adempiere solamente alle proprie funzioni primarie.. Ragazzi e ragazze che pavoneggiano ricchezze non loro, ma della famiglia, persone che non sanno che vuol dire fare la spesa, calcolare quanti soldi poter spendere, coloro che la mattina non rifanno nemmeno il letto, perchè tanto ci sono mamme o signore delle pulizie;  quelli che non cucinano nulla da soli, perché tornano a casa e qualcuno l ha già fatto, come fossero dei bambini da imbavagliare sennò si sporcano.. Nessuno si sporca, è la troppa protezione che crea generazioni di fannulloni.. Perfetti perdenti.. persone che una volta in coppia si aspettano di essere venerati dal partner come la mamma ha fatto con loro.. Ogni madre è unica, in quanto tale.. Gente che rincorre solo idealmente speranze vane, senza mai avere il coraggio di mettersi in gioco, perché è più facile sopprimere la vera indole, ed essere appagati dal comune senso del piacere, non proprio ma comune appunto, quello che vuole ognuno di noi semplice essere misero e inetto, membro di una società di elementi uguali tra loro.. tanti piccoli robot..  Sono coloro che poi, nel sociale, emanano luci fluorescenti, abbaglianti, perché non hanno nulla da dare agli altri e possono solamente accecare chi li circonda per stordirlo e fare in modo che non si accorga della vera essenza.. Io apprezzo chi fatica, chi soffre per ritrovare o ricercare sé stesso, anche se magari perde anni a farlo.. Poi qualcosa ottiene, sempre.. Anche se il frutto dei suoi sacrifici non lo porterà ad arricchirsi, sarà cresciuto e nobile dentro, potrà vantare una luce meravigliosa ma non abbagliante, pronta a catturare altri fuochi e farsi catturare da loro..  Come si fa a criticare coloro che scappano da situazioni di stallo, dove non riescono a capire cosa e dove stanno andando, e che cercano così vie di fuga, complicate e dispendiose, ma che potranno renderlo felice e “pieno”, di sé stesso, della propria arte e delle esperienze che accumulerà.. La mia è una generazione di piccoli Hobbit, tanti piccoli Padron Frodo, portatori loro malgrado dell’anello del potere, che riescono senza troppi sacrifici a trovare chi li accompagnerà nell’arduo viaggio, senza rischiare nulla, solamente trovando protezione.. Io preferisco chi rischia e protegge, chi sbatte contro mille porte alla ricerca del portone, chi cade sempre, si ferisce, da solo o per mano altrui, ma si rialza, anche se dopo tempo, e combatte ancora, chi corre e crede in ciò che fa.. Chi pensa che sia meglio fare mille cose insieme in un istante piuttosto che lo stretto necessario ogni giorno.. Coloro che aumentano le proprie conoscenze negli ambiti che amano, per trovare il proprio posto nel mondo.. La ricerca della felicità, appunto.. Non sarà mai facile, e nessuno insegna né a ricevere colpi, botte, fregature, delusioni e ferite, nessuno indica la strada, perché ognuno ha la propria, ma bisogna trovarla da soli.. I perfetti perdenti non cercano nulla, non vogliono “tentare l’impossibile, costruendo così il possibile”, come invece suggerisce Bakunin, ma si accontentano di rispettare i limiti, non maturando mai..

Facile parlare senza provare, facile straparlare restando immobile.. Semplice auto-convincersi che il primo lavoro che si trova è quello della vita, per forza, non se ne provano altri.. Facile parlare di bello o brutto come se fossero caratteri assoluti e totalitari, indipendenti dal gusto personale di ogni singolo individuo.. Facile pavoneggiare quantità di denaro esorbitanti se è solo merito dei sacrifici che ha fatto la tua famiglia, alla tua età, mentre tu ora sperperi e millanti di sapere che significhi lavorare e sacrificarsi, pur non avendolo mai provato.. Facile accontentarsi, sempre semplice adagiarsi e dondolarsi in situazioni non nostre, ma di comodo, senza mai correre il rischio di cadere e rialzarsi, per poi magari ricominciare a dondolarsi su un’altra amaca, meno confortevole magari, ma dalla cui postazione si può godere di un panorama favoloso.. Troppi giovani preferiscono la forma alla sostanza, scegliendo ragazze belle piuttosto che interessanti, o ragazzi ricchi piuttosto che colti.. Perfetti perdenti.. Accidia: si presenta come il peccato più arduo da affrontare, essendo sicuramente il più sfuggente e apparentemente meno noto, malgrado la sua connotazione originaria (a-kedìa, ovvero senza cura), che considerava come moralmente condannabile l'inerzia nel fare il bene, ai giorni nostri, viene declinata in molteplici significati: dall'ozio esistenziale alla noia, dalla pigrizia al disincanto, dall'inerzia davanti alle sfide più coinvolgenti all'indifferenza morale.. .L’ignavia, uno dei peccati capitali definibili tali, insieme all’ira, all’invidia e all’avarizia, gli altri sono a parer mio solo esasperazioni di piaceri leciti, questi esaltazioni di un super-uomo che esiste solo se non li possiede..  Paura nell’affrontare le piccole grandi sfide della vita, dal partito politico da votare durante le elezioni, al lavoro da ricercare per realizzarsi, al film preferito, alla musica da ascoltare.. Giovani perfetti perdenti che si lasciano vivere, esistenze non loro, che non potranno mai possedere appieno.. E che tragicamente trovano conforto e sicurezza nell’instabilità della loro condizione..

La parte più fragile e esposta al mondo della nostra anima è ciò che possediamo di più delicato ma minaccioso e forte, ciò che ci rende differenti dalle belve, ciò che ci aiuta a relazionarci: comunicazione e passione, in ogni cosa che facciamo.. Magari non ci riuscirà, ma avremo contato.. Non conta mai l’esito delle battaglie, conta quanti feriti ci sono, e come evolve la nostra personale guerra..

Io rischio, amo gli artisti perché portano avanti le proprie conoscenze, anche solamente innate, e si migliorano, sperimentano forme e situazioni differenti e sconosciute alla massa, evolvono per realizzare ciò che compete loro, ciò in cui potrebbero eccellere e che completa la loro anima.. Cerco il mio angolo di cielo per sfuggire alla monotonia, per ritrovare me stessa e poter risplendere di luce non riflessa, anche se ci vorrà tanto tempo, e anche se il tempo non è in mio possesso.. Voglio nuovi stimoli, mentali e sociali per crescere giorno dopo giorno.. Per rendere la mia essenza, come ogni opera d’arte e ogni canzone: eterna..

 

“Qualcosa c’è che ti fa paura e rende incerto il tuo volo
sarà l’idea che il tempo si consuma e all’improvviso sei solo

Come un attore hai scelto il ruolo di chi è sicuro di sè
ma sai benissimo che la tua arte è nella parte fragile di te

Cerca angoli di cielo, fantastiche visioni
per dare nuova luce ai tuoi occhi
lasciando entrare tutte le emozioni
senza far finta che l’amore non ti tocchi
prendi tutti i suoni dal frastuono di ogni giorno
cerca tra la gente le parole
segui la tua vita,non lasciarla andare
questo è il momento

Perchè non c’è nessuna differenza se vinci o se perdi
quello che conta,che ha più importanza
è essere quello che sei

Cerca angoli di cielo, fantastiche visioni
per dare nuova luce ai tuoi occhi
lasciando entrare tutte le emozioni
senza far finta che il dolore non ti tocchi
prendi tutti i suoni dal frastuono di ogni giorno
cerca in ogni notte un pò di sole
ama la tua vita,non lasciarla andare
questo è il momento, non aspettare”

(“Angoli di cielo”, Tiromancino)

May 04

Time waits for nobody

Bisogna sempre fare i conti con lui, stare attenti che non ci inganni.. Non è sempre un ottimo compagno e guaritore di ferite.. Non è sempre consigliere fidato per i nostri dubbi.. A volte ci illude, a volte ci stupisce.. Ineluttabile, veloce, eterno.. Il tempo.. Ci sono persone che si lasciano vivere, e vedono scorrere davanti agli  occhi attimi di vita che non appartiene loro, anni di speranze, vite perdute, e che non potranno mai riavere.. Il tempo è l’arma più forte che possediamo, anche se a doppio taglio.. Ci aiuta spesso a capire l’evolversi di mode e situazioni, i comportamenti.. Ci giustifica nell’inesperienza, ci tormenta se non porta ciò che tanto desideriamo.. Ci logora piano piano, ci invecchia fisicamente e psicologicamente.. Devasta incontrollato le nostre piccole vite, e non possiamo mai entrare in pieno suo possesso.. Siamo gli unici artefici del nostro destino, ma il tempo lo condiziona sempre.. A volte capita di convincersi che le nostre sofferenze, sopite nelle anime, col passare dei giorni svaniranno, perché saremo occupati a fare altro, a pensare e vivere situazioni nuove, invece quando meno ce l’aspettiamo rispuntano.. Nessuno cura nulla, nemmeno il tempo.. Nessuno può migliorare ciò che ci circonda, se non noi stessi.. Nessun’altro al di fuori di noi è in grado di stravolgere i nostri destini.. Il tempo ci aiuta a ragionare, a capire, ma non ci aspetta mai.. Siamo come piccole foglie, spuntiamo su alberi alti, cresciamo rigogliose e splendenti, poi arriva il freddo e cadiamo, prima o poi qualcuno ci calpesterà, e le nostre briciole dorate voleranno via, spazzate da un vento pulito ed impetuoso.. La vita è così fragile che basta un’inezia per soffiarla via e cosa resta dopo? Briciole, cenere, ricordi, rimorsi.. Perché passare il proprio tempo soffrendo? Perché sprecare energie litigando? Perché non cercare di dare il meglio di sé ogni giorno? A volte è troppo facile sollecitare, e troppo poco agire.. Combattere.. Per non perdere tutto, per poter godere di ogni istante.. Storie che ritornano nei pensieri, ricordano errori e felicità passate e mai più recuperate, illusioni e speranze per il futuro, attimi di sorrisi e urla.. Il nostro tempo.. E’ un ciclo continuo, si nasce, si cresce, ci si completa e accoppia, si muore.. Inverno, primavera, estate e autunno.. Il mio ciclo vitale inizia d’autunno.. Vivo nella speranza del futuro giorno dopo giorno, credo di essere nata foglia ingiallita e non completa, in una giornata fresca, poi c’è stato l’inverno, il gelo, i problemi, la lotta per la sopravvivenza, e adesso è estate, tutto ricomincia con un sorriso nuovo, poi ci sarà l’estate, se non avrò costruito precedentemente, in autunno morirò di freddo, non avrò frutti abbastanza buoni e maturi con cui nutrirmi.. Tutto scorre.. le persone in autostrada, i fiumi in piena, i nostri giorni, che sembrano non passare mai, a volte, ma in realtà volano via, e quando ce ne accorgiamo è sempre troppo tardi..  Bisogna programmare attentamente le nostre speranze, insieme, parlare credere e tentare, o lui ci spazzerà via, arriverà da noi come un inflessibile giudice, pronto ad infliggerci la condanna più spietata..  Lui che corre più veloce di noi, a volte ci trasporta con vigore con sé, altre volte scappa e ci lascia indietro.. Io non voglio sentirmi vuota quando il tempo scapperà da me, e non voglio doverlo rincorrere perché rimasta troppo indietro e lenta.. Non voglio vivere di rimorsi per non aver saputo cogliere gli attimi e le essenze di ogni mio istante.. Il tempo non aspetta nessuno, nemmeno me, ma ci offre occasioni che a volte non percepiamo, troppo incentrati sull’oggi, e poco sull’avvenire.. Piccole finestre socchiuse da spalancare, piccoli spiragli di luce da squarciare per essere abbagliati.. Io voglio essere abbagliata, e sciogliermi.. Ognuno può capire lievemente che animale sarà un domani.. “Se vuoi conoscere i tuoi pensieri di ieri osserva il tuo corpo oggi, Se vuoi sapere come sarai domani osserva i tuoi pensieri di oggi”.. Correre, mai perdere momenti preziosi, mai non sfruttare il potere di un saluto o di un sorriso.. Basta poco per spaventarsi, poco per perdere tutto in un istante, poco per perderci dentro agli occhi di qualcuno, nei pensieri, nelle pagine di un libro, tra le note di una canzone, attimi, veloci, felicità apparenti e desiderate, o reali e impensate.. Non c’è tempo, tutto ci sfugge di mano.. “Dov'è che stiamo andando nel succedersi del tempo, avrai un progetto o no per la tua vita?... andiamo.”.. Nulla è mai perduto del tutto.. Il tempo lo sa.. Ma non aspetta mai troppo a lungo.. C’è un tempo per crescere, uno per evolversi e capirsi, poi si ama.. Il tempo per amare è sempre.. e per sempre..

“Time waits for nobody
We all must plan our hopes together
O
r we'll have no more future at all
Time waits for nobody

We might as well be deaf and dumb and blind
I know that sounds unkind
But it seems to me we've not listened to
Or spoken about it at all
The fact that time is running out for us all

Time waits for nobody
Time waits for no-one
We've got to build this world together
Or we'll have no more future at all
Because time - it waits for nobody

You don't need me to tell you what's gone wrong (gone wrong gone wrong)
You know what's going on
But it seems to me we've not cared enough
Or confided in each other at all (confided in each other at all)
It seems that we've all got our backs against the wall”

(“Time waits for nobody”, Queen)

May 02

Apocalypse now

Demoni che infestano la mente, la mia mente, come quella del capitano Willard, protagonista del celeberrimo film di F.F.Coppola.. Ci sono piccoli e tormentati diavoletti nel mio cervello, e grandi piaghe nel mio cuore, crepe nel ghiaccio in cui lo conservo.. Tante cose fanno male.. Poi arriva un giorno.. Ognuno di noi ha tanti minuscoli “Indipendence Day” nella propria vita.. Oggi è il mio, il mio personale 11 Settembre, oggi tutto finisce, giornata della concretezza.. Passi tanto, troppo tempo ad interrogarti su cosa sia meglio per te, come fare e perché ciò che hai non ti soddisfa, se è solo smania di vincere e provare, o problema effettivo.. E’ pazzesco come eventi e persone siano così negative ai tuoi occhi prima di decidere, prima che tu prenda posizione.. E poi d’improvviso, forse perché chiarisci il tuo pensiero, forse perché vieni a conoscenza di punti di vista diversi, tutto ciò a cui stai rinunciando, senza possibilità di recuperare, non è poi così male.. E ti senti stupida, avventata, anche se ci hai pensato per un anno.. Ho capito che si nasce con doti, passioni e mete da raggiungere, e per un anno io non ho vissuto le mie, ma ho assecondato quelle altrui, perdendo tempo, guadagnando un’esperienza che porterò sempre con me, investendo su un progetto che non era il mio.. Almeno credo, almeno voglio poterlo credere adesso che ho fatto la mia scelta.. Il tempo per sé stessi è l’arma migliore che abbiamo, per imparare a crearci, plasmare il nostro futuro, sacrificarci, crescere e infine amare.. Io ne ho bisogno, adesso più che mai.. Non voglio che chi mi circonda sia spettatore ignaro di un film della cui trama non si capisce nulla.. Voglio che tutti siano attori, e voglio ricominciare a essere regina della mia vita, come lo ero un tempo.. Indipendence day.. Tutto crolla, convinzioni, abitudini, progetti.. O meglio crolla ciò che traballava, e che sotto lo stimolo di uno scossone non regge e si distrugge.. Le cose create con raziocinio e amore non cadono mai.. Dalle ceneri si può ricostruire.. Con calma, con sacrificio, dedizione.. Recuperare sé stessi, ripartire da zero.. Resettarmi non mi ha mai spaventata, piuttosto stimolata, ma più cresci più ti accorgi che il tempo scorre ineluttabile e inafferrabile, non si torna mai indietro, tutto si modifica attorno a noi, e la paura di non riuscire a correre abbastanza è sempre dietro l’angolo.. La porto con me come incentivo, odiata compagna di un viaggio nuovo, fatto di ricrescita, anzi rinascita, recupero, rinnovamento, psicologico e sociale.. Io sono nata con la passione della scrittura, e l’Arte della comunicazione, io parlo, vaneggio a volte, ragiono, esprimo cantando e recitando, anche piccoli ruoli nelle vite altrui, per stravolgerle, e lasciare un segno del mio passaggio dentro loro.. Per questo non posso essere soffocata, questa mia indole non può essere ingabbiata, non fa bene a me, né a chi mi conosce davvero.. Sono concreta, ma volo alta e comunico.. Non son fatta per 4 mura e solitudine.. Voglio ricominciare a vivere.. I piccoli demoni che mi hanno posseduta fino a ora sono legati, rimangono, come monito, malefici e negativi, a tempestarmi di dubbi e domande, come ieri, come domani.. Sono legati loro adesso, e io libera.. Libera di poter sbagliare facendo ciò che so meglio fare, libera di poter guadagnare pochissimo, ma soddisfatta per l’operato, libera di poter uscire da un circolo vizioso fatto di solite facce e mai troppo positive per me.. Ilaria, volevi i fuochi d’artificio? Ora c’è una pioggia di meteoriti addosso a te, nulla di più pauroso, ma meraviglioso.. “Io voglio comandare la mia vita. Voglio avere coraggio, ecco qual è il mio desiderio: coraggio... “.. Oggi una parte di me mi ha lasciata, è come morta piano piano, l’ho uccisa io, volontariamente.. “Così come quando si viene al mondo, morendo abbiamo paura dell'ignoto. Ma la paura è qualcosa d'interiore che non ha nulla a che vedere con la realtà. Morire è come nascere: solo un cambiamento.”.. Sono sempre razionale, a volte troppo, mi vesto della mia ragione perché ho freddo là fuori, e non mi piacciono i brividi di gelo, l’istinto ti frega sempre, ma la paura è anche peggio.. e Io oggi non ho paura.. Ciò che ci facciamo scivolare addosso, come un boomerang, tornerà indietro e ci colpirà, risalirà sulla nostra schiena piano piano, e farà male.. Io non voglio più stare male, né avere paura.. Io voglio rinascere, sento voci lontane da me, adesso, mi chiamano, sono i miei istinti e le mie passioni, da troppo tempo li trascuro, e voglio ricominciare a viverli.. Adesso.. E’ strano accorgersi che basta poco per capire che tutto ci può sfuggire di mano, tutto si può modificare, tutto ci può aiutare o danneggiare.. Tutto va capito, prima di tutto cosa vogliamo.. Trova la tua strada, percorrila, non sederti mai..

 

“..E' strano ma piano sta tornando a vibrare qualcosa lontano
stavolta non ci sto, non si può ritornare in quel punto di non ritorno che già so
ho bisogno di stimoli per me
ho bisogno della voglia di fare che non c'è
da quando ci penso mi rendo conto
che se il tempo ho sprecato ora non spreco più un secondo
per te ho lasciato occasioni per strada senza il gusto di qualche risata, è andata
se ora ci penso quello che sento è un salto nel buio vale più di un ripensamento.
è strano svegliarsi un giorno qualunque diverso
ritrovarmi dopo tanto tempo un po' più a destra e il bisogno di un sogno
è strano svegliarsi un giorno qualunque diverso
ripartire per un altro posto se lo voglio aspettando il mio sogno.

ora so che ho tutte le parole per capire, per trovare un senso
ora so che se non ho più niente mi sta bene veramente..”

(“E’ strano”, Zero Assoluto)

 


 “.. Sai che cosa penso

che se non ha un senso
Domani arriverà...
Domani arriverà lo stesso
Senti che bel vento
Non basta mai il tempo
Domani un altro giorno arriverà...”

(“Un senso”, Vasco Rossi)

May 01

Per me è importante

Si litiga.. Di solito con le persone che per noi contano di più, succede, è umano.. Capita di dire o ascoltare parole di troppo, non capirne il senso, o non volerlo intendere.. Capita di attribuire agli altri responsabilità che non hanno, affibiare loro la causa della nostra infelicità, ma il malessere è solo dentro di noi, e i migliori medici del cuore e della mente siamo noi stessi.. Chi ama sè stesso riesce a emanare una luce tale che anche gli altri arrivano ad amarlo, di riflesso.. Chi vive nel buio non ha nulla da dare agli altri, o forse ha paura a rischiare, e incute timore.. Come me.. Fraintendersi, mettere in dubbio rapporti solidi, come se una frase di troppo modificasse un rapporto, una famiglia, un'amicizia.. Scatenare i propri disagi e paure contro qualcuno non aiuta nè noi nè chi ci circonda e ama.. Capita di trovarsi di fronte persone che non stanno bene, come noi, e ci si incrocia, mescolando le nostre paure, creando un vortice inarrestabile di ira e depressione, sfoghi e convinzioni che crollano, ripensamenti e paure, scuse e silenzi.. Tutto inutile.. Se solo riuscissimo ad incanalare la nostra energia per aiutare gli altri, e prima di tutto per capire noi stessi.. Ma a volte è troppo difficile, si arriva a chiedere agli altri di cercare di capire per conto nostro, i nostri problemi.. Si finisce per essere pesanti, odiati a volte, anche se solamente estremamente insicuri e inconsapevoli di noi stessi.. E del nostro problema.. Io ho un problema.. Ho milioni di domande a cui non trovo risposta.. Non sono mai stata una persona che parla troppo di sè, solo ultimamente, sfogo le mie tensioni su chi tiene a me, cercando soluzioni e pareri esterni.. Forse sto scoppiando, ho raggiunto il limite.. Forse ne ho bisogno, o forse sono solamente più insicura di un tempo.. Forse ho un caos infernale nella mia mente e il mio cuore non sa che provare, forse devo scappare, forse devo ricominciare ad ascoltare e tacere, forse è questo il mio vero ruolo.. Saper dare consigli e non chiedere mai.. Si sbaglia sempre ad esporsi, sia con gli estranei che con gli amici.. Io ho sbagliato credo.. Nulla è perduto, ma tutto va modificato..Tutto è da rifare per me adesso.. Non so cosa mi aspetta nè se sarà meglio di oggi, sicuramente più consapevole.. Rimangono le paure, le tensioni interiori, ma vanno risolte, da soli.. Solo io saprò gestire le mie preoccupazioni, e parlarne con chi mi circonda non mi aiuterà, mi condurrà solo a fare allontanare tutti.. Come ieri, come oggi.. Incomprensioni, misteriosi scontri ingiustificati e ingiustificabili, che allontanano amici, famiglia, persone.. Parole cattive, non pensate nè volute, che risuonano nella mente e la spezzano.. Non voglio rovinare amicizie in cui credo.. L'amicizia è una perla rara.. L'amicizia per me è importante, ed è arduo riuscire a intercettare chi ne è davvero degno.. Troppo rischioso perdere tutto per parole inconcludenti.. Liti deleterie, che appassionano, infervorano, sfogano.. Deprimono, distruggono, bruciano.. Ricostruire sulla cenere..

".. Le incomprensioni sono così strane

sarebbe meglio evitarle sempre

e non rischiare di aver ragione

che la ragione non sempre serve

Domani invece devo ripartire

mi aspetta un altro viaggio

che sembrerà come senza fine

e guarderò il paesaggio.."

("Per me è importante", Tiromancino)

April 30

La donna invisibile

Tra tutti i superpoteri fantascientifici credo che l'essere invisibile sia quello più interessante.. Poter decidere di rendersi non visibile agli altri quando meno se l'aspettano, per vedere situazioni a me ignote, ascoltare opinioni e pensieri veri, non di facciata.. Poter gestire le mosse altrui, sbigottendo, come un marionettista che decide come muovere i suoi pupazzetti, facendoli ritrovare loro malgrado in posizioni che preferisco.. Un dono, come poter assistere al proprio funerale fingendo di esser morti, per vedere chi piange davvero, chi c'è.. Una specie di prova per chi mi circonda, per testare il vero sentimento altrui nei miei confronti.. Da piccola avrei voluto essere anche io invisibile a volte, entrando in backstage di concerti di artisti mondiali, sentendomi protagonista indrettamente, ospite non pagante.. Ma nessuno si accorge di te, purtroppo.. Nulla è reale in tutto ciò.. Poi c resci, ti accorgi che esserci è importante, ma solo se hai un ruolo.. La vita è un lungo gioco, fatto di piccole grandi battaglie, da vincere, alcune da perdere, ma comunque importanti per il futuro, e l'importante è davvero partecipare, poter dare un contributo degno di nota, non solo vedere, ma agire, visibili, anche se a volte impossibili da difendere.. Scappare non è mai la soluzione per nulla.. E quando ti ritrovi tuo malgrado invisibile al mondo? Cosa si prova a cercare di urlare e nessuno può o vuole sentire? Desiderare di esprimersi ma nessuno conosce il tuo linguaggio? Agitarsi come impazziti alla ricerca di uno sguardo tanto desiderato e non riceverlo mai? Come quando si è adolescenti, e il più bello della classe sembra fare il filo a tutte tranne che a te.. Il telefono che non squilla mai.. Le risposte che tardano ad arrivare.. Esistono parole adatte per farsi capire? Esistono abbigliamenti davvero consoni per attirare attenzione non solo fisica? Esistono situazioni in cui il nostro ego può essere soddisfatto e capito davvero? Come si può passare tanto tempo, troppo tempo, a cercare di trovare una via giusta per fare capire a tua mamma che stai male e che ti manca? Come si fa a riuscire a dimostrare al mondo di essere degli assi in un settore? Ci sono persone che vivono di riflesso, persone silenziose che non chiedono mai nulla a nessuno, altre che potrebbero dare tanto al mondo ma non riescono a capire come farlo, ci sono persone che si migliorano per poi poter migliorare gli altri, nella vita, in famiglia, ma quando si sentono pronti per farlo non c'è nessuno ad aprirgli la porta di casa, e a volte la serratura è stata cambiata.. Pazienza, mai mollare, sacrifici.. tanti.. E se poi tutto questo non porta mai a nulla? Mai scoraggiarsi.. Facile a dirsi, arduo da sopportare.. Si dice che i nostri peccati ci rincorreranno sempre, ci troveranno anche quando ci nascondiamo, e crediamo di essere irraggiungibili.. Le conseguenze si pagano sempre, i risultati di ogni azione che compiamo.. Vivere da soli e isolarsi per ritrovare sè stessi, alla lunga porta a sentirsi soli, quando meno lo desideriamo.. Amare pienamente e totalmente qualcuno porta a cancellare sè stessi, spesso.. Voler guardare il mondo dall'alto, essere di aria, studiare persone e comportamenti, porta inesorabilmente ad avere linguaggi a volte incomprensibili, a non riuscire a farsi capire, anche urlando e presenziando.. Giochi, gridi, sbraiti, sei migliore degli altri, ma nessuno lo sa, o forse questo è ciò che sembra a te.. Ti senti solo, abbandonato, non capito, ma forse devi solo migliorarti ancora, perchè il mondo non ruota attorno a te, e non puoi pretendere che lo facciano le altre persone.. Poi magari ti accorgi che c'è qualcuno che a te ci pensa davvero, senza che tu l'abbia voluto.. Non sei solo, non sei invisibile.. Non pentirti, non giudicarti, vivi, sbaglia, ma combatti, sempre.. Sei protagonista del film della tua vita, tu scegli le comparse, gli attori, la sceneggiatura, i costumi.. Come un regista-attore, che dirige, osserva, ma recita in prima persona.. E' troppo tempo che urlo, è troppo tempo che sbaglio, è troppo tempo che forse non capisco.. Ma devo contiuare ad agire, anche se gli altri non possono o non vogliono ritrovare o costruire la complicità.. Sono di aria, a volte compressa, a volte fredda, a volte travolgente.. Ma tutti mi respirano e hanno bisogno di me..

"..When you hear a sound that you just can't place
Feel somethin' move that you just can't trace
When something sits on the end of your bed
Don't turn around when you hear me tread
I'm the invisible man I'm the invisible man
Incredible how you can see right through me
I'm the invisible man I'm the invisible man
It's criminal how I can see right through you.."

("The invisible man", Queen)

 

"..Nessuno è solo finché di notte
Anche lontano ha chi non dorme
Per pensare a lui e penserai a lei ancora
Rimani e pensa a questa notte
A quelle cose dette e fatte
A tutto il tempo ancora senza rimpianti
Che avrai davanti.."

("Già ti guarda Alice", Tiziano Ferro)

April 26

Bocca di rosa

Penso alla parte del corpo più delicata e allo stesso tempo difensiva che possediamo.. La bocca.. Piccolo organo sensoriale, artefice di sensazioni e brividi.. Mezzo di comunicazione, di amore, di gusto.. Con le labbra si possono pronunciare parole soavi, si può urlare, emettere la nostra voce, dichiarare al mondo qualcosa, descrivere ciò che vediamo e sentiamo, permettere a chi ci circonda di conoscerci meglio.. Raccontare di noi, dire falsità, ammettere un errore, o un amore.. Con la bocca gustiamo, assaporiamo, dando libero sfogo alla nostra gola, ci cibiamo, lecchiamo, gustiamo.. Con la bocca baciamo.. Sfioriare con le labbra qualcuno è la cosa più sensuale che esista.. Possiamo emettere suoni soavi, acuti, gravi o sordi, urlare, evocare paure, offendere, difenderci.. Possiamo esprimere il nostro disgusto sputando, la nostra approvazione baciando, il nostro timore mordendoci un labbro con l’altro, istintivamente, soddisfare il partner toccandolo lievemente con dolci baci, che valgono più di milioni di carezze.. Sorridere.. Ridere vistosamente.. Credo che la bocca sia l’arma migliore che possediamo, per mostrare noi stessi comunicando, e per difenderci dal mondo.. Gli occhi rivelano la nostra anima, a volte fragile o tormentata, gli occhi non sono difendibili e controllabili, uno sguardo ci può svelare quando non vorremmo.. Le labbra sono nostre alleate, armi in possesso della mente e dello spirito.. Possono esprimere ragionamenti e pensieri, o volare spinte dal vento caldo e veloce del nostro istinto.. Nelle relazioni amorose abbiamo sempre l’ossessione della sessualità, del soddisfacimento dei sensi, la dannazione dell’anima, dei sentimenti, della pienezza del nostro speranzoso cuore, e il sogno della conquista delle labbra altrui.. Il sogno che pronuncino parole a noi care, che risuonano nel nostro cuore come la nostra musica preferita.. E il timore che ci rifiutino.. Un bacio può valere più di mille notti di passione, una parola conta più di mille pensieri, un pasto insieme a chi amiamo ci porta a condividere il bisogno più naturale e vitale dell’uomo.. Labbra morbide, sottili o carnose, labbra contorte, impaurite, tese, labbra seccate dal sale marino e dal sole, labbra pastose, labbra disegnate come formassero un cuore, stampato sul viso, labbra rosse.. Ammaliano, rivelano, difendono.. Quando dialogo con qualcuno il mio sguardo cade in primis sullo sguardo, ma immediatamente dopo sulla bocca, su cui mi soffermo a lungo, mi piace osservare la forma che assume, il disegno magico che le labbra altrui plasmano sul viso, e come lo modificano.. Mi piace osservare la bocca di un uomo dopo un bacio.. Mi piace scorgere un lieve sorriso sul viso di qualcuno, svelando complicità, divertimento e gioia.. Amo osservare come la forma del viso cambi a seconda di come sono le nostre labbra, imbronciate o rilassate.. Labbra mascherate da baffetti, impreziosite da piercing, colorate da rossetti, coperte da un velo prima del si, rugose o fanciullesche.. Labbra profumate di gusti nuovi, di sapori magici.. Bocca amara, insoddisfatta.. Strumento di vizi, passioni, virtù, comprensioni, dichiarazioni, amori, pensieri, per uscire allo scoperto e rivelarsi al mondo.. Bocca, mezzo di nutrimento, di sensualità, di razionalità..

“La bocca

Che prima mise

Alle mie labbra il rosa dell’aurora,

Ancora in bei pensieri ne sconto il profumo,

O bocca fanciullesca, bocca cara,

Che dicevi parole ardite

Ed eri così dolce da baciare”

(“Bocca”, Umberto Saba)

 
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